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Con la scomparsa di Angelo Levati le Acli perdono una grande figura di militante email stampa

Angelo Levati fu impegnato nell'attività sindacale ed in quella aclista nel Circolo di Cernusco sul Naviglio, e nelle presidenze sia milanese che regionale.

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Angelo Levati al XXIX Congresso delle Acli di Milano Monza e Brianza tenutosi il 10/11 marzo 2012

Con Angelo Levati, scomparso il 19 marzo a 78 anni dopo breve malattia, le ACLI, in particolare quelle milanesi e lombarde, perdono una grande figura di militante che ha attraversato diverse fasi della vita del Movimento a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso.

Tipografo al “Corriere della sera”, Levati fu impegnato nell’attività sindacale ed in quella aclista nel Circolo di Cernusco sul Naviglio, la sua città, sviluppando da sempre una singolare attenzione ai problemi ecclesiali e alla dimensione internazionale.

Chiamato a far parte della Presidenza provinciale nel 1984, prima accanto a Corrado Barbot e poi a Lorenzo Cantù, Levati, ormai in pensione, si dedicò con passione all’attività della Commissione internazionale, partecipando al forte impegno dispiegato dalle ACLI negli anni Ottanta e assistendo con attenzione alle aperture in atto nell’Europa dell’Est. Parallelamente ebbe un forte interesse per le attività ecumeniche e si interessò all’attività delle associazioni di matrice ecclesiale che negli altri Paesi europei sviluppavano forme d’impegno sociale simile a quello delle ACLI, come la KAB tedesca.

A partire dal 1991 entrò in Presidenza regionale delle ACLI lombarde sempre occupandosi di problemi dell’ecumenismo e della pace, e sotto la sua guida nacquero iniziative come quella della Settimana internazionale svoltasi per molti anni a Motta di Campodolcino, dove convenivano personalità della politica, della cultura, delle religioni, per contribuire al dibattito dell’associazione ed ipotizzare vie nuove per la promozione di un cultura di pace e di sviluppo integrale della persona umana.  Nello stesso tempo assunse la guida del Circolo di Cernusco, facendone un centro propulsivo di dibattito culturale e sociale nella sua comunità ecclesiale e civile, che servì anche a livello istituzionale come consigliere comunale dal 2007 al 2017 .

In tutte le vicende della sua vita gli fu compagna fedele la moglie Stefania, alla quale, insieme ai figli, vanno le condoglianze di tutte noi per la perdita di questo amico fedele che va ad aggiungersi ai soci del grande Circolo del Paradiso.

In campo aperto per una solidarietà senza confini di Giovanni Garuti