E’ morto Dionigi Tettamanzi: il Cardinale della Carità

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Si è spento sabato mattina (5 agosto) nella Villa Sacro Cuore di Triuggio l'Arcivescovo emerito, cardinale Dionigi Tettamanzi,che guidò la diocesi ambrosiana, una delle più grandi del mondo dal 2002 al 2011. Aveva 83 anni e le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi giorni. I funerali martedì 8 agosto alle ore 11 in Duomo.

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Si è spento sabato mattina (5 agosto) nella Villa Sacro Cuore di Triuggio l’Arcivescovo emerito, cardinale Dionigi Tettamanzi,che guidò la diocesi ambrosiana, una delle più grandi del mondo dal 2002 al 2011. Aveva 83 anni e le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi giorni.
I funerali martedì 8 alle ore 11 in Duomo a Milano.

La salma del cardinale Tettamanzi in Duomo
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‘omaggio al Cardinal Dionigi Tettamanzi (diretta)

Il ritorno alla casa del Padre del card. Dionigi Tettamanzi addolora molte persone fuori e dentro la Diocesi di Milano, che egli resse con amore e dedizione come prima aveva fatto con le Chiese a lui affidate di Ancona e di Genova, con una significativa parentesi quale Segretario generale della CEI.

Non fu facile per lui raccogliere l’eredità di un gigante della fede come Carlo Maria Martini, ma seppe affrontare questa sfida cercando di essere soprattutto se stesso, vivendo in pienezza la sua condizione di prete ambrosiano tornato a guidare la sua Chiesa madre dopo gli anni dell’insegnamento della teologia morale e del governo di altre Chiese locali.

Per il 2010 “Famiglia cristiana” gli riconobbe il titolo di “uomo dell’anno” . Motivando tale scelta l’allora Direttore della rivista paolina, don Antonio Sciortino, scrisse fra l’altro che il Cardinale “è il volto della Chiesa che ci piace” ossia “una Chiesa che rinnova la ‘primavera’ del Concilio. Senza nostalgia per il passato. Nonostante le tempeste odierne. Una Chiesa che dà respiro ai laici. E li rende corresponsabili. Nel nome della ‘dignità battesimale’ che ci accomuna come ‘popolo di Dio’, con diversità di ruoli e funzioni”. E ancora: “Una Chiesa povera, sobria in tutto. E con tutti, soprattutto con i potenti. Una Chiesa che si spoglia dei propri beni, in aiuto di chi ha fame o ha perso il lavoro”.

In queste parole il Cardinale risultava essere quasi un precursore del pontificato di papa Francesco, alla cui elezione avrebbe concorso tre anni dopo, ma è interessante ricordare l’accenno che don Sciortino fece ai “grevi attacchi” ricevuti dal Cardinale, “Attacchi sopportati nel silenzio e in solitudine. Con evangelica pazienza”. Sì, nel silenzio e soprattutto in solitudine. Perché in effetti può accadere, e di fatto è accaduto ed accade, che il Vescovo di una delle più grandi Diocesi del mondo, la seconda d’ Italia per importanza dopo la Sede apostolica romana, un principe della Chiesa, come si sarebbe detto in altri tempi, abbia potuto essere svillaneggiato in pubblico con parole offensive da individui di poco conto senza che da parte dell’ufficialità ecclesiastica vi siano state reazioni apprezzabili.

Forse, ed è uno stimolo alla riflessione a beneficio ovviamente di chi davvero abbia voglia di riflettere, una delle facce della “cristianofobia”, oltre agli orrori visti in Iraq, Egitto, Filippine ed altrove, è anche questa: il rifiuto ed il disprezzo di chi parla con le parole del Vangelo, che è la voce di Cristo anzi è Cristo stesso (“ e il Verbo si fece carne”, come più volte ripetuto in tempo natalizio) in nome di un cristianesimo ridotto a idolo o a corpo contundente da utilizzare sulla testa di chi dice cose che non piacciono.

Di lui potremmo ricordare ancora molte cose, a partire dal suo legame paterno con le ACLI milanesi testimoniato dalla sua presenza fra noi nei Congressi, o in occasioni particolari come il cinquantennale della consacrazione della Madonna d’Europa a Motta di Campdolcino, o l’atto di fiducia nei nostri confronti per la costituzione del Fondo Famiglia Lavoro. A ciò contribuì sicuramente anche il suo lungo legame amicale con l’indimenticabile don Raffaello Ciccone, suo compagno di studi.

Soprattutto però sappiamo di avere avuto in lui un gigante della carità, un Padre ed un Maestro che si è inserito in pienezza nella tradizione ambrosiana, ed ora un amico in più che veglia su di noi dal Cielo.

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Come seguire sui media:
Dalle 17 diretta su Telenova (canale 14), Chiesa Tv (canale 195) e su www.chiesadimilano.it .

Alle 17 su Radio Marconi Speciale “Card.Tettamanzi arcivescovo di Milano”.