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A Milano l’accoglienza vince anche in campo il primo torneo di calcio a 7 con gli ospiti del centri per richiedenti asilo di Milano email stampa

Il primo torneo di calcio a 7 con gli ospiti del centri per richiedenti asilo di Milano. Il trofeo va alla squadra dei City Angel’s, ma alla fine la festa è per tutti.

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Foto di gruppo dei partecipanti al torneo

La squadra dei City Angel’s – Centro accoglienza “Elio Fiorucci” si è aggiudicata il trofeo del Primo Torneo di Calcio a 7 dei centri di accoglienza per richiedenti asilo di Milano. In campo 12 squadre e 150 ragazzi che si sono sfidati dalle 10 di questa mattina alle 16 di oggi pomeriggio sul terreno del centro sportivo “Carraro”, al quartiere Gratosoglio. Hanno partecipato: Saponaro United, Mambretti Royal Team, Mambretti Royal Academy, Aldini Land, Aldini United, Starmartini, City Angels “Casa Accoglienza “Elio Fiorucci”, Faro in Città di Albero della Vita, Remar, Playmore Centro Stella, Sprar Giorgi e Gorlini, Sprar Monluè e Grangia di Monluè.

In campo, tanto entusiasmo e voglia di giocare e di vincere, ma con lealtà e rispetto delle regole. Terne arbitrali soddisfatte del gioco corretto e dell’agonismo entro i limiti. Nota di colore e generosità: scarpini per giocare prestati tra squadre avversarie, perché nella sfida l’importante è darsi una mano per partecipare tutti.

L’evento è stato organizzato dal Centro Sportivo Italiano di Milano (CSI), dall’Us Acli Milano, da Uisp Milano (Unione Italiana Sport per Tutti) e dagli assessorati allo Sport e Tempo libero e Politiche sociali.  Il torneo è terminato con l’annuncio di un vero e proprio campionato che si terrà dal mese di marzo e l’appello alle associazioni sportive di Milano ad “ospitare” nei propri centri e nelle proprie formazioni i ragazzi scesi in campo oggi. Un messaggio di accoglienza che dalle strutture per la notte e l’emergenza di un tempo e passato ai luoghi dell’inclusione e dell’integrazione anche attraverso una partita di pallone.

“Ci auguriamo – ha detto l’assessore allo Sport e Tempo libero, Roberta Guaineriche tantissime associazioni sportive che operano sul nostro territorio vogliano aprire le porte a questi ragazzi, facendoli allenare e contribuendo alla loro inclusione, perché un terreno di gioco è il luogo migliore per integrare e insegnare a vivere. Credo che lo sport, come la società, abbiano bisogno dello Ius soli: gli atleti che praticano le diverse discipline attraverso le nostre Federazioni devono poter rappresentare l’Italia, a tutti i livelli”.

“Negli ultimi mesi – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorinole iniziative di accoglienza si sono moltiplicate, ringrazio tutte le realtà che si stanno mettendo a disposizione. Questo progetto rispecchia pienamente la nostra idea di una città senza muri. Non è più solo una questione di assistenza nel sociale, ma sono tante le energie diffuse in città che si stanno mettendo a disposizione per far sì che queste storie arricchiscano Milano e non diventano un problema da risolvere. Questo atteggiamento semplice e festoso e la comunità condivisa ci aiuteranno a vivere in modo normale l’integrazione”.

“I sogni – ha detto Massimo Achini, Presidente CSI Milanosono fatti per essere realizzati . Qualche mese fa questa iniziativa era solo un sogno e oggi si sta trasformando in realtà. Sono tre i punti di forza scesi in campo. Il primo è il lavoro di squadra, due assessorati, tre enti e 12 centri. Il secondo è la capacità dello sport di essere avamposto, dentro uno spogliatoio i problemi si superano. Ed infine l’accoglienza delle società sportive che aprono le braccia per prendersi cura di questi ragazzi non solo per oggi, ma per sempre. Il torneo di oggi è solo un antipasto, da domani tante società sportive lavoreranno per accogliere questi ragazzi e da marzo partirà un vero e proprio campionato.”

 “Dietro l’accoglienza ci vuole una prospettiva di vita – ha affermato Antonio Iannetta, Direttore Generale Uisp –  Le vostre storie hanno un passato, ma devono avere anche un futuro. Oltre all’accoglienza bisogna anche rafforzare la cooperazione internazionale per rigenerare speranza”.

 “L’entusiasmo – ha raccontato  Marco D’Onofrio, Presidente Regionale Unione Sportiva Aclivisto in campo stamattina darà ancora più forza a tutti noi per continuare questo percorso insieme. Il torneo di oggi è per ognuno di noi uno stimolo maggiore per portare avanti tutte le prossime iniziative”.