La mia esperienza alle Acli in alternanza scuola lavoro

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Mi è stata data la possibilità di ampliare i miei orizzonti riguardo ad alcune tematiche che già mi interessavano e ho scoperto molte altre realtà che prima non conoscevo o solo in parte, come ad esempio il tema degli orti urbani e dell’economia sostenibile, il progetto di Terra e Libertà (organizzato dall’Ong IPSIA) e maggiori informazioni sul Servizio Civile.

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Quest’anno ho deciso di svolgere l’Alternanza Scuola-Lavoro a Milano, più precisamente alle Acli Milanesi, un’associazione nata nel 1944 con lo scopo di tutelare i lavoratori e di sensibilizzare i cittadini alle politiche sociali.

Frequentando il liceo delle scienze umane, sono stato inserito nel settore dell’educazione, una parte delle Acli che si concentra soprattutto nelle scuole e quindi a stretto contatto con i giovani. Lo scopo di quest’area è quello di far scoprire, conoscere e promuovere una serie di progetti volti alla crescita personale di ognuno. La metodologia educativa si basa sull’esperienza diretta, sui lavori di gruppo e sull’interdisciplinarietà.

In queste due settimane (dal 12 febbraio al 24 febbraio), ho avuto modo di partecipare ad alcune delle attività proposte, come il laboratorio fatto nella scuola elementare di Cusano Milanino (Percorso Cittadinanza Attiva), in cui ho assistito e collaborato alla sua realizzazione. In questo laboratorio abbiamo lavorato con dei bambini di quinta elementare, dividendo il laboratorio in due incontri: nel primo incontro (Responsabilità di ciascuno nella comunità in quanto parte integrante) abbiamo riflettuto con i bambini, attraverso giochi di gruppo, sull’importanza della collaborazione e del dialogo per raggiungere degli scopi comuni, utili nella vita quotidiana. Nel secondo incontro, invece, abbiamo trattato il tema dei beni comuni (Bene comune: cos’è, come realizzarlo e averne cura), facendo riflettere i bambini, sempre attraverso il gioco, su cosa sono e sulla loro importanza.

Con i bambini del Fuoriclasse di Quarto Oggiaro (centro educativo in cui, dal lunedì al venerdì pomeriggio, i bambini e i ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio vengono seguiti nello studio extrascolastico e in laboratori didattici) ho partecipato ad una mostra interattiva sui pregiudizi, chiamata “Gli altri siamo noi”. In questa mostra i bambini erano liberi di muoversi attraverso un percorso guidato, in cui, attraverso attività illustrate su dei pannelli, interagivano tra di loro per risolvere dei quesiti che gli venivano posti. Lo scopo della mostra è quello di mostrare quanto siamo condizionati dai pregiudizi, dagli stereotipi e dalle discriminazioni che in noi hanno una funzione “illusoria” sulla realtà quotidiana e spesso vengono strumentalizzati per alimentare odio e disordine, ma, oltre a ciò, insegna anche ad andare oltre questi limiti e a non farsi soggiogare da tali convinzioni.

Inizialmente, l’esperienza dell’Alternanza Scuola-Lavoro non mi convinse molto poiché, considerandola in maniera generale e confrontandomi con alcuni miei coetanei, ho riscontrato alcune problematiche. In alcuni casi (come nel mio), il periodo dell’alternanza è troppo breve per poter effettivamente capire come funziona la realtà in cui ci si trova; spesso noi studenti, tornati a scuola dopo quest’esperienza, ci troviamo carichi di impegni scolastici accumulatosi durante queste settimane. Sarebbe più costruttivo ampliare la durata del periodo di alternanza scuola- lavoro, facendo meno ore di “tirocinio” durante la giornata, dando a noi studenti la possibilità di portare avanti il programma scolastico e attuare più concretamente un’alternanza, durante il giorno, tra scuola e lavoro. Ma ho avuto anche la fortuna e la possibilità di ricredermi su alcune cose e di vedere anche i pregi di questa iniziativa, come l’importanza di conoscere la struttura di un contesto lavorativo nella sua organizzazione, nella sua gerarchia e nella sua progettualità; nel relazionarsi con persone più grandi che hanno molto da insegnarti; nel chiarire quale orientamento intraprendere negli studi universitari e poi lavorativi, ecc.

L’esperienza fatta alle Acli è stata molto positiva per svariati motivi dovuti all’ambiente accogliente che ho trovato al mio arrivo, al bel clima che si respirava entrando in ufficio e a tutti i lavori che ho svolto durante queste due settimane. Mi sono dato e mi è stata data la possibilità di ampliare i miei orizzonti riguardo ad alcune tematiche che già mi interessavano e ho scoperto molte altre realtà che prima non conoscevo o solo in parte, come ad esempio il tema degli orti urbani e dell’economia sostenibile, il progetto di Terra e Libertà (organizzato dall’ong IPSIA) e maggiori informazioni sul Servizio Civile.
Nicolò Breda