In Svezia grande incertezza politica email stampa

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    Il primo dato che balza all’occhio da queste elezioni svedesi è la profonda incertezza sulla formazione di un nuovo governo. Lo scarto tra i due principali gruppi politici (Socialdemocratici, Sinistra e Verdi da una parte e Moderati, Partito di Centro, Liberali e Cristiano democratici dall’altra) è di appena 28.010 voti.

    Quello che è chiaro è che le due grandi coalizioni, quella rosso verde che ha governato in questi ultimi quattro anni con un governo di minoranza appoggiato all’esterno dalla sinistra e quella blu dell’alleanza dei partiti di centro, risultano perdenti mentre i democratici svedesi con il 17, 6% dei voti pur non sfondando risultano vincenti. Dunque anche in Svezia come in Francia e in Olanda l’estrema destra radicale ha il suo peso e cresce di ben 4,7 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2014 diventando la terza forza nel Paese.

    Secondo Per T. Ohlsson scrittore, giornalista e redattore del “Sydsvenska Dagbladet” la Svezia sta entrando in un’era di instabilità politica simile a quella degli anni ’20: dove dal 1921 al 1932 in Svezia si sono succeduti sette governi diversi che caddero uno dopo l’altro come “tegole nella corrente”. Anche adesso come allora l’instabilità regna sovrana. Per decenni la politica svedese è stata caratterizzata dalla contrapposizione tra due forze politiche quella dei socialdemocratici e quella dei moderati che hanno garantito la stabilità e la continuità della vita politica svedese. Ma ora appare una terza forza con la quale si dovrà fare i conti. I democratici svedesi sono il primo partito in 20 su 33 comuni della popolosa e produttiva Scania, la regione più meridionale della Svezia, dove l’incidenza del fenomeno migratorio è più forte e dove è più a rischio il senso di identità nazionale. D’altra parte, dopo ben 84 anni i socialdemocratici perdono la supremazia nella più rossa delle regioni svedesi il Norrbotten (nell’estremo nord) dove un partito locale avrebbe raggiunto per la prima volta la maggioranza dei voti.

    Un’incertezza politica che viene anche messa in luce dalle parole del professor Jan Teorell, docente di scienze politiche all’università di Lund il quale afferma che almeno 4 elettori su 10 avrebbero cambiato partito in questa ultima tornata elettorale, è chiaro che gli elettori che si sono dimostrati più leali e fedeli al proprio schieramento politico sono stati quelli della destra ultra nazionalista dei democratici svedesi, che hanno visto accrescere il loro consenso proprio da questa incertezza politica riuscendo così a sottrarre voti preziosi ai due schieramenti tradizionali.

    Il parlamento si pronuncerà tra circa due settimane sul nome del prossimo premier. Gli scenari sono apertissimi e le alleanze ancora tutte da definire, certo non sarà una decisione facile perché è chiaro che nessuna forza politica può ignorare il peso del risultato che hanno raggiunto i democratici svedesi. Sicuramente il prossimo governo non potrà eludere i problemi di un Paese che pur essendo una delle economie più fiorenti non solo in Europa ma anche nel mondo, non riesce più ad assicurare quel modello di stato sociale che è sempre stato il fiore all’occhiello della Svezia. Il malcontento serpeggia in molte categorie di persone dai pensionati ai dipendenti pubblici che si ritrovano con entrate non sufficienti a far fronte al caro vita. I tempi per ottenere una visita specialistica o un esame diagnostico in ospedale sono cresciuti, c’è carenza di personale nelle forze dell’ordine che non sempre riescono a fronteggiare il proliferare di atti vandalici nelle periferie delle maggiori città e nei vigili del fuoco che quest’estate sono stati messi a dura prova dal proliferare degli incendi in tutto il Paese.

    Da domenica sera è iniziato il balletto sulle possibili alleanze e sui veti incrociati tra i vari partiti staremo a vedere se nelle prossime settimane avremo un quadro più chiaro anche con un conteggio più preciso del voto locale e di quello degli svedesi all’estero.

     

    SCHEDA
    Il parlamento svedese (Riksdag) è formato da un’assemblea unicamerale di 349 membri. I parlamentari vengono eletti con sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 4%. La maggioranza si raggiunge con 175 seggi. Si vota ogni 4 anni sia a livello nazionale che regionale e locale. Per le elezioni nazionali votano tutti gli svedesi che hanno compiuto 18 anni e i cittadini stranieri residenti in Svezia da almeno 3 anni continuativamente, per le elezioni comunali e regionali possono votare tutti i cittadini appartenenti all’Unione Europea insieme con i cittadini islandesi e norvegesi che vivono in Svezia

     

    I RISULTATI

    Socialdemocratici (Socialdemokraterna) 28, 4% ( -2, 8%)

    Sinistra (Vänsterpartiet) 7,9%  (+2,2%)

    Verdi (Miljöpartiet)) 4,3% ( -2,4%)

    Moderati (Moderaterna) 19, 8% ( -3,5%)

    Partito di Centro (Centerpartiet) 8,6% (+2,5%)

    Liberali (Liberalerna) 5,5%  (+ 0,1%)

    Cristiano democratici (Kristdemokraterna) 6,4%  (+ 1,8%)

    Democratici Svedesi (Sverige Demokraterna) 17,6% (+4,7%)

     

    LE DUE COALIZIONI

    Rosso verde (Rödgröna) (Socialdemocratici, Verdi e Sinistra), 144 seggi

    Alleanza di Centro (Alliansen) (Moderati, Cristiano democratici, Partito di Centro e Liberali), 142 seggi

    Democratici svedesi (Sverige Demokraterna), 63 seggi

    In questa tornata elettorale hanno votato l’84,4% degli aventi diritto al voto .