Presentate a Milano le proposte per un’Agenda sulle migrazioni in Italia email stampa

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    Martedì 20 febbraio si è tenuto l’incontro di presentazione della nuova Agenda migrazioni in Italia, presso la sede Acli di Milano.

    A promuovere questo incontro e l’elaborazione dell’Agenda 18 organizzazioni, tra cui le Acli, impegnate a vario titolo nell’ambito delle migrazioni che hanno sentito la necessità di aprire uno spazio di confronto in cui dare voce alle esigenze di convivenza civile e di giustizia sociale che individuano come prioritarie, per il bene di tanti uomini e donne di cui si impegnano a promuovere i diritti e la dignità. Lo spirito del documento, suddiviso in 7 punti è stato illustrato dai rappresentanti di tutte le associazioni coinvolte.

    Paolo Petracca, Presidente delle Acli Milanesi, ha aperto l’incontro richiamando il sensibile tema che ha definito di “migrazioni e bene comune”.

    Don Virginio Colmegna, Presidente Fondazione Casa della Carità, ha poi spiegato con il suo intervento il senso dell’iniziativa richiamando i verbi che Papa Francesco ama usare: “Accogliere, Proteggere, Promuovere, Integrare”. «Il problema migratorio non è un problema, ma è una sfida che può essere risorsa” ha detto don Virginio e ha aggiunto: «Lo facciamo non per i migranti, ma con i migranti».

    Antonio Russo, responsabile nazionale Welfare ACLI, ha illustrato il primo punto dell’Agenda invitando la prossima legislatura ad un senso di responsabilità verso l’intero paese. Li ha chiamati “giovani con cittadinanza dimezzata” i ragazzi non riconosciuti cittadini dalla legislatura attuale, tra cui i 900.000 ragazzi che hanno chiesto la modifica della legge attuale, vecchia ormai da anni. E’ il motivo per cui vine chiesta “una riduzione da 10 a 5 anni per il riconoscimento del diritto di cittadinanza per naturalizzazione”.

    Paolo Naso, rappresentate FCEI Federazione delle chiese evangeliche italiane, riguardo alle nuove modalità di ingresso in Italia ha richiamato l’attenzione sui corridoi umanitari, sperimentati, con risultati positivi, negli ultimi due anni dalla Federazione FCEI, CEI, Comunità di Sant’Egidio e Tavola Valdese. Elogiando le buone pratiche, Naso ha affermato: che «È doloroso vedere come tutte le storie meravigliose, di accoglienza da tutte le parti, di questa Italia spettacolare, generosissima, non vengono mai raccontate. Viene raccontata questa Italia grigia, un po’ incattivita, ma perché non dare spazio ad un’integrazione completa che questo corridoio umanitario ha espresso?».

    Flavia Cerino, referente Movimento dei Focolari Italia, ha affrontato la questione degli stranieri irregolari che dovrebbero essere regolarizzati su base individuale. «Alla domanda ma perché dovremmo dare un riconoscimento a questo avviato processo di integrazione – ha spiegato la Cerino – dovremmo rispondere che vorremmo dare valore a queste persone, e a quelle che lavorano a loro contatto. Chiediamo quindi il riconoscimento di questo valore a chi farà l’Italia del futuro».

    Padre Camillo Ripamonti, Presidente Centro Astalli, ha affrontato il difficile tema dell’ampliamento della Rete SPRAR che si occupa dell’accoglienza dei richiedenti asilo. Quello che si auspica di riavere è “un sistema unico d’accoglienza”.

    Tiziana Bianchini, rappresentante CNCA, e P. Claudio Gnesotto, Presidente ASCS Onlus, si sono soffermati sulla valorizzazione e diffusione delle buone pratiche. La Bianchini ha invitato a “considerare le persone non come numeri”, esortando quindi all’ascolto e alla conoscenza.

    Gnesotto ha invece presentato le possibili buone pratiche portando l’esempio di ‘Casa Scalabrini 634’ (Roma), nata dalla volontà di riutilizzare strutture vuote per servizi d’accoglienza.

    Don Nandino Capovilla, di Pax Christi, ha ribadito la necessità di cancellare il reato di clandestinità ma che in realtà è “condannare uno straniero per la sua speranza e per la sua voglia di sopravvivere”. «Migrare non è un reato» – ha detto.

    Andrea Michieli, dell’Azione Cattolica ha invece parlato dell’effettiva partecipazione alla vita democratica. «Diamo veramente sostanza alla democrazia. Facciamolo – ha aggiunto – facendo partecipare politicamente coloro che non hanno la cittadinanza ma già contribuiscono alla vita economico-sociale del paese».
    Alla presentazione dell’Agenda l’incontro anche alcuni candidati alle elezioni sia regionali che politiche. La Presidente della Camera, onerovole Laura Boldrini (Liberi e Uguali), Bruno Tabacci (Più Europa), Giovanni Battista Armelloni (Lista Gori Lombardia), Manlio Di Stefano (M5S), Costanza Hermanin (+Europa), Ornella Carrera e Davide Fracasso (Lombardia Progressista).
    Il documento