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Nel primo Discorso alla città l’Arcivescovo Mons. Delpini propone un’alleanza tra cittadini e istituzioni email stampa

Le Acli -ha detto il presidente Petracca «accettano di mettersi al lavoro seguendo le indicazioni dell’Arcivescovo sapendo che “ il buon vicinato è frutto di un’arte paziente e tenace, quotidiana e creativa”, che nasce anche dalla lettura attenta dei segni dei tempi, il primo dei quali è la presenza fra noi di nuovi Italiani e milanesi che arrivano da terre lontane.

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In Sant'Ambrogio l'Arcivescovo, Mons. Delpini ha pronunciato il suo primo Discorso alla città

Una riflessione del presidente delle Acli Milanesi Paolo Petracca sul Discorso alla città dell’arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini: “Per un’arte del buon vicinato”.

«Aspettavamo con grande attenzione il primo messaggio alla città per la vigilia di Sant’Ambrogio di mons. Mario Delpini, dopo la sua nomina ad Arcivescovo di Milano, e dobbiamo dire che l’attesa non è andata delusa» così il presidente delle Acli Paolo Petracca sul discorso alla città, appena pronunciato dall’arcivescovo Delpini in Sant’Ambrogio.

«Il richiamo al “buon vicinato” contenuto nel titolo del messaggio non è, come potrebbe interpretare taluno, un’esortazione alla buone maniere, ma  è un invito concreto – ha affermato Petracca – a schierarsi “contro la tendenza diffusa a lamentarsi sempre di tutto e di tutti, contro quella seminagione amara di scontento che diffonde scetticismo, risentimento e disprezzo, che si abitua a giudizi sommari e a con­danne perentorie e getta discredito sulle istituzioni e sugli uomini e le donne che vi ricoprono ruoli di responsabilità”, quella stessa tendenza al rancore e alla rabbia contro tutto e contro tutti rilevata giorni fa dal CENSIS nel suo annuale Rapporto sull’Italia, e che tanto male sta facendo al nostro Paese».

«Per questo, non temendo di apparire provocatorio, l’Arcivescovo fa l’elogio delle istituzioni: in primo luogo i Sindaci che “sono esposti alle attese e alle pretese di tutti, sono spes­so oggetto di polemiche e di denunce, sono spesso intrappolati in una burocrazia complicata, sono con­dizionati da una cronica mancanza di risorse: però, se sono onesti e dediti, i sindaci sono là, tra la gen­te, in ascolto di tutti, con il desiderio di rendersi utili, con la frustrazione di essere spesso criticati e di rico­noscersi impotenti. Però sono là, in mezzo alla gente”. Queste parole suoneranno – ha detto il presidente delle Acli –  di conforto e di stimolo ai Sindaci e agli amministratori locali del territorio ambrosiano, fra cui molti aclisti, che ogni giorno si trovano ad affrontare difficoltà rilevanti spesso in mezzo all’incomprensione generale.

Elogiando i Sindaci, le forze dell’ordine, gli insegnanti, gli operatori delle strutture socio- sanitarie, insomma le istituzioni, – ha sottolineato ancora Petracca – mons. Delpini ci dice che “il paese, la città funzionano, possiamo fare affidamento su servizi perché c’è una folla di persone che fanno di giorno e di notte il proprio dovere, a beneficio di tutti: nessuno è perfetto e tut­to si può e si deve migliorare, ma noi sappiamo che possiamo contare su gente che ha lavorato e lavo­ra bene, per noi.” Per questo è necessario l’impegno di tutti nel costruire “quell’alleanza di tutti coloro che apprezzano la grazia di vivere nello stesso territorio”  intesa come “una convocazione generale che non prepara un evento, ma che impara e pratica un’arte quotidiana, uno stile abituale, una intraprendenza semplice. L’alleanza è stipulata non con un documento formale, ma con la coltivazione di una buona intenzione, con la riflessione condivi­sa sulle buone ragioni, con la vigilanza paziente che contrasta i fattori di disgregazione, di isolamento, di conflittualità”».

Nel corso degli anni le Acli Milanesi, con la loro capillare attività sociale e formativa sul territorio, con la loro presenza nella comunità ecclesiale e quella civile, con i loro servizi e con le loro imprese sociali   hanno contribuito a costruire i capisaldi di questa alleanza, e fin da subito ha affermato Petracca  «accettano di mettersi al lavoro seguendo le indicazioni dell’Arcivescovo sapendo che “ il buon vicinato è frutto di un’arte paziente e tenace, quotidiana e creativa”, che nasce anche dalla lettura attenta dei segni dei tempi, il primo dei quali è la presenza fra noi di nuovi Italiani e milanesi che arrivano da terre lontane, e un altro gesto profetico del nostro Arcivescovo è quello di aver dedicato a tale presenza nella comunità ecclesiale e civile il prossimo Sinodo diocesano».

«Nella prospettiva entusiasmante di vincere la paura e di sanare le ferite per costruire un mondo diverso e migliore, una città dell’uomo veramente a misura d’uomo troviamo in questo messaggio del nostro Pastore – ha concluso il presidente delle Acli Milanesi – una guida chiara e sicura in una fase complessa ed il richiamo ad una ragionevole speranza in tempi di disperazione, sapendo che, come ricorda Papa Francesco in un passaggio della Evangelii Gaudium citato nel messaggio  “Dio  vive tra i cittadini promuovendo la solidarietà, la fraternità, il desiderio di bene, di verità, di giustizia. Questa presenza non deve essere fabbricata, ma scoperta, svelata. Dio non si nasconde a coloro che lo cercano con cuore sincero, sebbene lo facciano a tentoni, in modo impreciso e diffuso”. In questa prospettiva le ACLI vogliono spendersi con generosità e dedizione, e per questo sono grate a mons. Delpini per le sue importanti parole».

 Dal portale della Diocesidelpini8delpini9