19 luglio 1985 La tragedia della Val di Stava

19 luglio 1985 La tragedia della Val di Stava email stampa

A trentacinque anni di distanza gli aclisti milanesi non hanno dimenticato e sono vicini nella solidarietà e nella preghiera alle vittime e ai loro parenti

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STAVA 1985

Il 19 luglio 1985 il cedimento degli argini dei bacini di decantazione della miniera di fluorite di Prestavel, in Trentino, causò la fuoriuscita di circa 180 mila metri cubi di fango che travolsero l’abitato di Stava, una frazione del Comune di Tesero.

Morirono 268  persone, fra cui numerosi ospiti dell’albergo Miramonti che all’epoca era gestito dalle ACLI milanesi. L’Italia intera fu sconvolta da quella tragedia, che in qualche modo sembrava rinnovare quella del Vajont e precedeva di soli due anni l’alluvione che avrebbe travolto la Valtellina nel 1987.

“Ricordo bene quel venerdì 19 luglio e quel susseguirsi di notizie incredibili che parlavano di una devastazione in un posto che per me era solo un luogo di vacanza, di fiaba e il luogo dove oltretutto viveva nostra zia – racconta Paolo Ricotti, della presidenza delle Acli Milanesi, allora poco più di un bambino“.

“Quel giorno che sembrava destinato a passare alla storia anche solo come il venerdì nero della Lira, quando la valuta italiana perse quasi il 20% del proprio valore contro il dollaro – continua Ricotti – fu certamente il giorno più triste nella storia delle ACLI Milanesi. L’Albergo Miramonti, gestito dalle ACLI di Milano, fu infatti uno dei 3 alberghi travolti prima dallo spostamento d’aria causato dal crollo dei bacini minerari di Prestavel e poi dal fiume di acqua e fango grigio. Più di 50 dei 268 morti della tragedia di Stava erano aclisti, in buona parte brianzoli e di Novate Milanese. L’ora del disastro non poteva essere più infausta: le 12.22, l’ora in cui gli ospiti si sedevano a tavola…Passai da Tesero qualche giorno dopo per andare al Rifugio Larsec, altra Casa gestita dalle ACLI Milanesi poco più avanti, e ricordo ancora il fango, l’odore e le fotocellule piantate nel lago. E il Ponte Romano di Tesero, che restò in piedi, riparando la parte di abitato affacciata sulla valle di Stava.

Le ACLI Milanesi – spiega il dirigente delle Acli – sono state da subito a fianco dei familiari delle vittime, come ricorda la targa sul muro del nostro Salone Clerici. Per chiedere giustizia, ma anche per continuare a vegliare affinché tragedie di questo tipo non si ripetano più, affinché cessi lo sfruttamento indiscriminato del territorio senza alcuna tutela per la natura e per gli abitanti. Oggi, 35 anni dopo quella tragedia, le ACLI di Milano, Monza e Brianza sono ancora a fianco delle famiglie colpite, delle nostre famiglie acliste, come delle altre: da quel ricordo deve scaturire un rinnovato impegno per la legalità, la tutela dell’ambiente e del territorio”.

Le ACLI milanesi supportarono le famiglie delle vittime ed i sopravvissuti nella ricerca delle cause e delle responsabilità di quella tragedia, aiutando ad organizzare il Comitato che si costituì e che fu spesso ospitato nelle sale di via della Signora, e operando per la necessaria tutela legale nei vari procedimenti che seguirono negli anni. La parola giudiziaria definitiva venne detta dalla Corte di cassazione nel 1992 con la condanna di 10 imputati per i reati di disastro colposo ed omicidio colposo, mentre le varie società che dal 1969 al 1985 avevano avuto in concessione la miniera di Prestavel (fra dei sse la Montedison e la Snam) e la Provincia autonoma di Trento vennero condannati al risarcimento dei danni per le responsabilità civili degli atti dei loro dipendenti.

Alle ore 10 la S. Messa in diretta sul sito della Fondazione Stava 1985 www.stava1985.it .