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8 marzo – Coordinamento donne Acli: : Guardiamo alle donne ucraine, afghane e siriane per ristabilire le priorità della politica email stampa

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È un 8 marzo che guarda al di là dei confini nazionali, quello delle Donne delle Acli. Da mesi, infatti, la realtà associativa è impegnata nella sensibilizzazione riguardo la condizione della donna in Iran, Afghanistan e Siria ma anche e soprattutto Ucraina, dove le Acli hanno una sede di Patronato. “La condizione delle donne nel mondo desta grande preoccupazione” osserva Chiara Volpato, Responsabile del Coordinamento Donne Acli. “Negli ultimi mesi abbiamo sensibilizzato i nostri associati e i cittadini tutti con le iniziative ‘Luce sulla donne afghane’ ed aderendo alla maratona di lettura a sostegno della causa delle donne iraniane, promossa da Economy of Francesco” chiarisce Volpato.

“Anche negli scenari di guerra, non solo in Europa, ma purtroppo in tutto il mondo, vediamo come le donne ne subiscano per prime e più duramente le conseguenze e come siano costrette alla fuga, a lasciare la famiglia ed il proprio Paese”, prosegue Volpato. “Nello specifico, a livello territoriale le Acli stanno compiendo attivamente numerose attività di accoglienza ed integrazione per le donne ucraine segnate dalla guerra, o per quelle in fuga dalla dittatura e dalla povertà: “Sensibilizzare ed accogliere sono le due facce della stessa medaglia e, come Donne Acli, cerchiamo di fare la nostra parte”, continua.

Inoltre, se la situazione internazionale è preoccupante, non lo è di meno quella italiana sul fronte violenze e femminicidi. “Sebbene le vittime siano, fortunatamente, diminuite, tuttavia gli ammonimenti per violenza domestica, la specifica misura amministrativa che consente al Questore di sanzionare tempestivamente chi attua comportamenti persecutori verso le donne, sono più che raddoppiati” illustra ancora la Responsabile. “Analogamente ciò è avvenuto anche per il Codice Rosso. Si tratta di misure importantissime, tuttavia ancora troppo poco conosciute: nella diffusione di questa consapevolezza tra le donne, un’organizzazione come la nostra gioca un ruolo fondamentale, sia per la presenza capillare sul territorio che per l’autorevolezza acquisita, anche dai nostri servizi e sportelli, nei quasi 80 anni di storia che abbiamo alle spalle” osserva Volpato che, infine, commenta così la presenza di due donne ai vertici dei principali partiti italiani. “Sono donne e leader che incarnano modelli femminili opposti derivanti da percorsi diversi. Ritengo ci si trovi agli albori di nuove ed originali forme di leadership al femminile, che occorre però si strutturino e sviluppino quell’humus indispensabile per una rigogliosa fioritura a vantaggio di tutte noi e del Paese”.