A Corbetta la mostra: Urbart dal graffittismo al luogo d’arte

A Corbetta la mostra: Urbart dal graffittismo al luogo d’arte email stampa

L'iniziativa è promossa dal circolo Acli di Corbetta e da Scuola senza frontiera ed è finanziata dai fondi 5x1000

87
0
SHARE

Come l’Arte Urbana trasforma il Territorio, la Cultura e la Società è il titolo della mostra fotografica di Davide Olchini che sarà allestita domenica 20 ottobre dalle ore 10,00
piazza del Popolo – Corbetta
Martedì 22 e giovedì 24 ottobre dalle 16 alle 18,30
Sabato 26 e domenica 27 ottobre dalle 10 alle 12,30 e dalle 16 alle 19 in Sala don Sacchi

In caso di mal tempo la mostra sarà presentata domenica 20 ottobre in Sala Don Sacchi piazza Canonica 5 a Corbetta dalle ore 10,00

L’iniziativa è promossa dal circolo Acli di Corbetta e da Scuola senza frontiera

La mostra vuole proporre all’attenzione dei visitatori  il legame tra  arte urbana  e “marginalità e resistenze” : attraverso fotografie scattate in diverse città del mondo  verrà posto l’accento sul ruolo dell’arte urbana  come innovativa forma di resistenza e di recupero del territorio attraverso diverse espressioni grafiche.

–          Si metterà inoltre in luce l’uso del fenomeno artistico quale strumento di analisi per spiegare le differenti dinamiche di mutamento territoriale, culturale e sociale : il forte cambiamento che interessa le strutture materiali, edifici, locali dismessi e abitazioni private,  con un ruolo decisivo di individui, comunità e istituzioni,  si inserisce nel legame tra creatività e territorio, in una relazione che cambia l’aspetto della città, sino all’affermazione di un aspetto “emozionale” che coinvolge estetica e percezione dello spazio.;

–          Il terzo polo di riflessione verterà sull’aspetto sociale e trasformativo dell’arte urbana: gli artisti di strada scardinano i tradizionali paradigmi che legano l’arte a forme di consumo “mediate” e propongono una declinazione delle opere più vicina alle problematiche sociali e quindi interconnessa ai fenomeni sociali quotidiani. L’opera d’arte urbana esce fuori dagli spazi culturali dove viene conservata per occupare spazi sociali in cui si presenta come manipolazione degli elementi artistici e diviene espressione di un mutamento sociale, un operatore della trasformazione, una spia analitica mediante la quale interrogarsi sulle pratiche di riconoscimento sociale dei contesti urbani.