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Acli: l’Unione europea si doti di un piano straordinario per l’accoglienza dei rifugiati email stampa

Ancora una volta non si riscontra alcuna soluzione di medio-lungo termine da parte dell’UE, capace di fermare le sofferenze di popoli in fuga.

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I gravi fatti che stanno avvenendo tra Turchia e Unione Europea rappresentano un triste deja vu. “L’Europa deve intervenire in tempi brevissimi per risolvere l’emergenza umanitaria al confine tra Turchia, Grecia  e Bulgaria”. È quanto afferma Antonio Russo, Consigliere di Presidenza Acli con delega all’Immigrazione. “Quanto accade in questi giorni nell’isola di Lesbo e in altri paesi confinanti con la Turchia è la dimostrazione che l’accordo miliardario con Erdogan e le politiche di esternalizzazione dei confini, come le Acli hanno più volte denunciato, non ha funzionato e non può funzionare. È il momento che l’Ue abbandoni  l’immobilismo ripristinando le regole del diritto europeo e internazionale e mettendo in atto un piano straordinario di ricollocazione dei richiedenti asilo. Un’altra Europa è possibile come dimostrano i vari progetti e programmi delle Acli e  dell’Ong Ipsia  che antepongono l’umanità ai respingimenti.

Chiediamo anche al Governo italiano – conclude Russo – di fare la propria parte per risolvere questa drammatica situazione e più in generale di dare una svolta alle politiche di accoglienza abrogando i due decreti sicurezza, ripristinando il permesso di soggiorno per motivi umanitari, riattivando lo SPRAR e aprendo corridoi umanitari”.

Qui il documento delle Acli sulla situazione Europa-Turchia