Acli Milanesi: necessario un ruolo più forte dell’Europa per favorire la pace

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Ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Provinciale delle Acli Milanesi nell'ultima seduta

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Foto di Simon da Pixabay

Con l’approvazione del Decreto Ucraina la spesa militare italiana passerà dall’1,4% del proprio PIL al 2%, tra i 12 e i 15 miliardi di euro, entro il 2028, in linea con quanto stabilito dagli altri Paesi dell’Unione europea nel contesto degli impegni presi con la NATO nel 2014.

L’incremento delle spese si attesterà così intorno ai 38 miliardi di euro circa all’anno. Lo scorso marzo l’ordine del giorno collegato al decreto Ucraina è stato votato a larghissima maggioranza: 391 voti favorevoli su 421 presenti, 19 voti contrari. La tendenza ad aumentare le spese per la difesa era già evidente ben prima che scoppiasse il conflitto russo-ucraino: un aumento del 5,4% rispetto al 2021, pari a 1,3 miliardi di euro, era infatti già stato stabilito alla fine dello scorso anno.

In questo modo nei prossimi anni lo stato italiano spenderà più per la difesa che non per le misure di contrasto alla povertà e per il sostegno ai paesi più poveri.

Gli stanziamenti pubblici per la cooperazione allo sviluppo, hanno toccato il minimo storico dello 0,22% del Reddito nazionale lordo, a dispetto dello 0,70% stabilito come obiettivo nell’Agenda 2030.

Il Consiglio Provinciale delle Acli di Milano deplora la tendenza ad investire sempre di più in armamenti e si impegna ad adoperarsi in tutte le sedi opportune per favorire il trasferimento delle risorse destinate alla spesa militare verso le priorità del nostro Paese: la pace, la salute, la lotta alla povertà, l’istruzione, la transizione ecologica, lo Sviluppo e la Cooperazione Internazionale.

Come Acli riteniamo che, per favorire relazioni internazionali volte alla composizione pacifica dei conflitti, sia indispensabile un maggiore ruolo dell’Europa: solamente dopo la scelta di dotarsi di una politica estera e di difesa comune, riteniamo si possa ragionare di eventuali incrementi dell’investimento per la difesa, che auspichiamo comune.

Le Acli Milanesi esprimono infine una forte preoccupazione per l’evoluzione di uno scenario che vede i singoli stati europei protagonisti di un riarmo unilaterale, che unito alle derive sovraniste che in questi anni attraversano il nostro continente, mette a rischio il progetto di un’Europa finalmente libera dai conflitti, unita nei valori della persona, della solidarietà, dello sviluppo e della pace, così come ideato a Ventotene dai nostri padri fondatori già nel 1941.