Alcune precisazioni dalle Acli di Ceriano Laghetto

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Sono più di 2.600 le persone senza dimora a Milano censite dai volontari della Fondazione Rodolfo De Benedetti in collaborazione con l'Università Bocconi nel febbraio del 2018

Su molti giornali, tra cui Il Giorno, negli ultimi giorni si è parlato molto di una vicenda che ha coinvolto anche le Acli di Ceriano Laghetto. Crediamo sia importante pubblicare un breve resoconto di quanto avvenuto a firma di Mario Piuri, presidente della zona Acli Ceriano-Cesano e consigliere provinciale.

“I giorni di Natale hanno coinvolto le Acli di Ceriano Laghetto in una polemica di cui si sarebbe fatto volentieri a meno. Tuttavia, data la gravità di quanto accaduto, non era possibile restare in silenzio. Abbiamo così fatto sentire chiara la nostra voce, per dare testimonianza alla nostra comunità che la verità va preservata sempre.

Sui social e sui giornali locali è apparso di tutto di più, come nel più classico dei telefoni senza fili. In breve ecco quanto raccontato dai testimoni:

Un uomo (che fosse un mendicante, un senzatetto, un drogato od uno spacciatore, non è dato saperlo), si era rifugiato nella chiesa parrocchiale di Ceriano Laghetto il pomeriggio, freddo e piovoso, del 19 dicembre scorso. Rintanato dietro un mobile, chissà con quali intenzioni, si è addormentato.

Più tardi, una signora, giunta in Chiesa verso le 17 con poche altre persone, tra cui alcuni bambini, per il tradizionale appuntamento della Novena di Natale, sente degli strani rumori provenire dal fondo della chiesa. Viene allertato il sacrestano che scuote il mobile. E così compare una persona che, in evidente stato di agitazione, dapprima si accorge di essersi bagnata, alza le mani, biascica delle scuse ed infine scappa via.

Un fatto triste e tuttavia marginale, che sarebbe rimasto tra le mura della chiesa, se non fosse che il vicesindaco di Ceriano, non nuovo purtroppo a queste performance, recuperate alcune notizie, scrive un velenoso post su Facebook dal titolo “Stanno entrando nelle nostre chiese!”. Ci risulta che ora il post è stato cancellato da Facebook, su segnalazione di alcuni utenti, per istigazione all’odio razziale. Ma confermiamo che i toni usati erano sprezzanti, il racconto decisamente “arricchito”, il protagonista definito “feccia di cui liberarsi”, l’essersi bagnato era diventato “fa i bisogni in chiesa davanti ai bambini inorriditi”. Insomma, la classica notizia falsa per aizzare gli animi e far montare lo sdegno, che i giornali locali buttano immediatamente in prima pagina, senza cercare riscontri. L’escalation nei commenti degli utenti social non si fa attendere: bastoni, spranghe, persino pistole sono gli strumenti più evocati per farla finita “con questi soggetti”. Ovviamente, nessuno di questi improvvisati giustizieri era in chiesa durante il fatto e molti ignorano persino dove effettivamente si trovi la chiesa di Ceriano Laghetto…

Le Acli, consultato il parroco e valutato che la macchina avviata fosse inaccettabile, prendono una posizione netta, raccontando la realtà di quanto accaduto e stigmatizzando il comportamento del vicesindaco e dei giornali.

Ciò ha innescato una serie di repliche del vicesindaco, che invece di chiedere scusa per le notizie diffuse senza alcun riscontro di prove, ha rincarato la dose, attaccando confusamente immigrati, spacciatori, nordafricani ed attaccando chiunque lo abbia criticato, comprese le Acli, definite di sinistra, complici di chi deride il presepe e di chi profana le chiese, etc.

Questa vicenda, davvero squallida, ci ha mostrato tutto quello che non si dovrebbe mai fare. Non solo, ci ha mostrato anche gli effetti sulla comunità  di un certo modo di manipolare le notizie: quella di Ceriano Laghetto, come tutte le comunità delle Groane, sono storicamente solidali, impegnate nel sociale ed attente agli ultimi e più bisognosi, ma negli ultimi anni hanno subito una pericolosa involuzione sociale, a causa del continuo fomentare paure, rabbia e aggressività verso chi è diverso o semplicemente vine da lontano.

Come Acli di Ceriano Laghetto teniamo a precisare che i noti problemi legati allo spaccio di droga nel vicino parco delle Groane, con il continuo via vai di spacciatori ed utilizzatori è un problema sociale e di sicurezza, che non minimizziamo, sentiamo fortemente e che ci auguriamo di poter collaborare per fronteggiarlo. Ma non è  con i post su Facebook, né tantomeno fomentando la popolazione contro persone, frettolosamente classificate, che si risolveranno. Peraltro, occorre prendere coscienza che il problema non riguarda solo spacciatori nordafricani, ma anche e purtroppo, utilizzatori e microspacciatori  brianzoli.

Terminiamo, stremati dalla polemica innescata, ma riportando un ultimo dettaglio, che non ha trovato spazio nella cronaca locale o negli interventi sui social. E’ la frase di una bambina, che ha assistito al fatto dalle prime panche della chiesa e prima di terminare la preghiera della Novena ha detto: “nonna, ma quel signore, adesso che è scappato, dove andrà? Fuori piove e fa freddo”.

Ecco, come sempre, il Natale ci impone il confronto con i bambini. Quei bambini che spesso noi adulti scandalizziamo coi nostri comportamenti e ancora una volta ci aiutano a trovare  l’essenziale e la verità delle cose, l’unico modo autentico di rapportarci con la realtà: quello dell’empatia e della solidarietà”.