Andrea Villa: La porta è stretta ma si apre su una festa

Andrea Villa: La porta è stretta ma si apre su una festa email stampa

I lavori del Consiglio Provinciale delle Acli Milanesi sabato aperti dalla relazione del presidente

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Ha preso il via venerdì sera ( 5 novembre) il Consiglio Provinciale residenziale delle Acli Milanesi a Diano Marina con la Lectio biblica, guidata da don Alberto Vitali (QUI il testo della riflessione).

Sabato 6 novembre i lavori sono stati aperti dalla relazione del presidente Andrea Villa che dopo un’analisi sulla situazione internazionale  nella quale ha ribadito che «occorre prendere atto che la geopolitica del mondo è cambiata ed attuare strategie nuove che partano con realismo dal mutato scenario per perseguire e raggiungere obiettivi di comune interesse per l’intera famiglia umana» e sulla situazione nazionale nella quale «l’economia è in ripresa principalmente grazie al PNRR, ad una buona gestione della pandemia, ad una ritrovata credibilità internazionale», ha affrontato la questione della necessita di una rigenerazione dell’Associazione.

«Oggi l’identità delle Acli milanesi è caratterizzata – secondo il presidente delle Acli, Villa – da un’azione quotidiana attraverso i servizi di Patronato, CAF, iniziative della cooperazione di consumo, di abitazione, di lavoro e sociale, l’offerta di spazi di aggregazione, socialità, formazione, lettura del territorio, la proposta di impegno e protagonismo sociale aperta a tutti, perché ognuno possa offrire alla comunità i suoi talenti, possa sperimentare il donarsi».

Negli ultimi 20 anni il volto delle ACLI milanesi sul territorio è variato molto, ha spiegato Villa «Dalla prevalenza del modello di circolino con Bar per soci, alla prevalenza attuale del circolo con sportello dei servizi, con collaboratori professionali e volontari. C’è stata una crescita importante della dimensione imprenditoriale dei nostri servizi, affiancati da una importante rete di volontari. Questo – ha detto – ci ha permesso di mantenere un ampio radicamento territoriale ed una visibilità del movimento su ogni territorio. E’ una modalità di essere a servizio dei lavoratori e dei cittadini che può e deve proseguire. Ma allo stesso tempo – ha sottolineato il presidente –  dobbiamo riconoscere che la nostra rete associativa oggi è ancora ampia e radicata ma è invecchiata ed è sempre più fragile. La sfida per l’oggi è riaprire le nostre strutture associative, offrire ad altri amici quell’esperienza, quel luogo di impegno e di dono che sono state le ACLI per noi. Aprire spazi di aggregazione, di socialità, dello stare bene assieme, di qualità della vita. Spazi che ci aiutino ad uscire dalla logica puramente assistenziale/prestazionale, spazi che favoriscano la relazione informale capace di cogliere non solo il bisogno immediato di chi viene ad un nostro sportello, ma anche di riconoscere le risorse che ogni persona ha in sé e che ne promuovano la condivisione con la comunità».

QUI la relazione integrale

Alcune immagini di sabato mattina

 

Le slide presentate sabato mattina: LA RIGENERAZIONE ASSOCIATIVA NELLE NOSTRE COMUNITÀ

#AnimazionediComunità
#Starebeneassieme – Azioni per l’aggregazione e la socialità
#Prendiamocicura – Nuovi mestieri per i volontari ACLI nei servizi
#AscoltodellaParola – Proposte di vita cristiana
#Finestre – Proposte per la formazione dei territori
#Diversitàugualericchezza – Proposte di azione sociale sull’emigrazione

I lavori di gruppo_sabato pomeriggio