Area ex Caserma Mameli, tutto fermo. Appello urgente alle Istituzioni

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Intervista sul mensile Zona Nove a Renzo Cislaghi che assieme a Roberto Medolago, è il portavoce dell’Osservatorio Mameli per fare il punto della situazione della riqualificazione dell’area dell'ex caserma.

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Il presidente del Circolo Acli Bicocca e portavoce, assieme a Roberto Medolago, dell’Osservatorio Mameli intervistato da Lorenzo Meyer, redattore del mensile Zona Nove sull’area dell’ex Caserma Mameli.

Il prossimo 14 marzo sarà convocata in Municipio 9 una riunione con le Istituzioni per fare il punto della situazione della riqualificazione dell’area Mameli.

L’intervista

Riqualificazione dell’area ex Caserma Mameli: a che punto siamo? Per saperne di più abbiamo intervistato Renzo Cislaghi che, assieme a Roberto Medolago, è il portavoce dell’Osservatorio Mameli. Lo troviamo al Circolo Acli Bicocca dove il Coordinamento dell’Osservatorio si riunisce periodicamente. L’Osservatorio si è costituito a febbraio 2016 e raduna i cittadini di Bicocca, Niguarda e Pratocentenaro che hanno a cuore lo sviluppo dell’area dell’ex Caserma Mameli di viale Suzzani. Lo scopo dell’ Osservatorio è quello di essere il luogo dove i cittadini possano partecipare all’elaborazione di proposte per la trasformazione dell’area.

Dopo la fase di avvio dello scorso anno, sono alcuni mesi che i cittadini sono all’oscuro di cosa sta succedendo alla Mameli. A che punto siamo?
È vero. Nonostante le ripetute richieste alle Istituzioni, Comune e Municipio 9, non abbiamo avuto alcuna risposta in merito all’evoluzione dell’area. Abbiamo saputo, in forma generica, che per ora il piano è bloccato da Regione Lombardia e da Aipo, l’Agenzia Interregionale per il Fiume Po, in quanto l’area è stata dichiarata alluvionabile a causa delle possibili esondazioni del Seveso.

E questo cosa significa?
Non lo sappiamo. È la domanda che abbiamo posto agli organi tecnici dell’Assessorato.Quali sono le conseguenze della dichiarazione di “area alluvionabile”? Il Piano Attuativo deve essere completamente rivisto? Oppure le opere previste dovranno sottostare a determinate norme edilizie? L’area o parte di essa non è più edificabile o utilizzabile per i servizi ai cittadini? Sono da prevedere particolari opere idrauliche? E soprattutto quale è l’impatto sulla tempistica della trasformazione? Sono questioni che abbiamo posto con chiarezza, ma per le quali, al momento, non abbiamo ricevuto nessuna risposta.

Ma voi, come Osservatorio, cosa state facendo?
Come Coordinamento dell’Osservatorio ci riuniamo mensilmente e ci stiamo muovendo su due direttrici. La prima si riferisce alla continua richiesta di informazioni e di partecipazione attiva che poniamo alle Istituzioni che, come già detto, non sembrano molto volonterose a fornire. È ancora disattesa la promessa di una riunione in Municipio 9 dove le istituzioni avrebbero assunto formalmente i risultati del Piano d’Ascolto condotto dal gruppo della professoressa Montedoro del Politecnico di Milano! È chiaro che alcune volte, rispetto a molti cittadini che ci chiedono notizie, ci sentiamo in difficoltà. Non siamo certamente il “front office” delle Istituzioni rispetto al tema Mameli, ma non avere nulla da dire nel merito fa sembrare che non ci stiamo attivando. Vorrei fare un appello alle Istituzioni. Una volta che i cittadini si pongono con un atteggiamento attivo e partecipativo alla costruzione del Bene Comune fate in modo di ascoltarli e di coinvolgerli. Per essere considerati, dobbiamo fare manifestazioni con blocchi stradali per andare sui giornali?

Fino a questo punto?
Siamo convinti che l’area della ex Caserma Mameli rivesta un ruolo strategico per la trasformazione dei nostri quartieri e per fare di Milano una città policentrica con vocazione internazionale. E abbiamo desiderio che questo avvenga al più presto e non vogliamo che questa area, immersa nei nostri tre quartieri, rimanga così per anni e diventi una realtà degradata.E anche perché fra i cittadini si manifesta delusione e si pensa che tutto quanto è stato fatto fino ad ora sia stato volto solo a distogliere l’attenzione dall’operazione immobiliare prospettata nel Piano Attuativo di Cassa Depositi e Prestiti.

E intanto che state facendo?
Abbiamo preso contatto con operatori (associazioni, aziende, cooperative) che potrebbero essere interessati a impegnarsi ad essere attori per lo sviluppo sociale, economico e culturale dell’area. Ma anche qui, non conoscendo la tempistica dell’evoluzione e i vincoli a cui essa sarà sottoposta , gli impegni non possono che essere generici, riguardando una semplice dichiarazione di interesse. Sempre come Osservatorio Mameli, ci stiamo poi costituendo in Aps (Associazione di Promozione Sociale). Lo scopo è quello di essere riconosciuti formalmente presso le Istituzioni. Abbiamo scritto una bozza di statuto e una volta definito convocheremo un’assemblea formale per la costituzione dell’associazione.

Intervista a Renzo Cislaghi Zona Nove – febbraio 2017