Avere cura della casa comune-La questione energetica

Avere cura della casa comune-La questione energetica email stampa

Sintesi dei lavori del seminario, svoltosi lo scorso 21 giugno, sui temi energetici

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Si è tenuto lo scorso 21 giugno 2016  il seminario: Avere cura della casa comune-La questione energetica.  come relatori sono intervenuti:

 – Don Alberto Vitali: Incaricato Arcivescovile ACLI Milanesi –  La questione ambientale nella Laudato Si
– Giovanni Brianza: Le dinamiche geopolitiche dell’energia
– Gianni Silvestrini: Presidente Green Building Council Italia e Coordinamento FREE – Direttore scientifico Kyoto Club e QualEnergia –
E’ possibile in Italia l’autosufficienza energetica attraverso le fonti rinnovabili?
Modera e introduce: Alberto Fossati, responsabile ufficio studi ACLI milanesi


Per chi non fosse riuscito ad intervenire una breve sintesi dei lavori:

ALBERTO FOSSATI Responsabile ufficio studi ACLI Milanesi
 Nelle pagine della Laudato Si’ ho trovato un grande senso di preoccupazione ma anche di serenità e una prospettazione della questione ambientale non solo in termini materiali: non dobbiamo inquinare, non dobbiamo sprecare, dobbiamo assumere comportamenti virtuosi, bensì anche in un’ottica strumentale di tutela di un bene che rappresenta la vita, dove ritrovare il nostro equilibrio in un ambiente salubre e integro che ci rende puliti dentro. La questione ambientale è connaturata alla natura dell’uomo e concorre non solo a definirne l’identità ma il suo senso di armonia.

PADRE GIUSEPPE RIGGIO S.J.Aggiornamenti Sociali
Con la Laudato Si’ Papa Francesco riscrive una nuova narrativa: il mondo in cui viviamo è afflitto da molte crisi: ambientale, energetica, finanziaria, sociale, morale ed etica ma questo mondo non è votato ad una fine triste perché l’uomo ha le capacità e le risorse per invertirne l’andamento attraverso semplici gesti concreti della vita quotidiana.

La Laudato Si’ è un documento concreto non teorico, di grande incoraggiamento e speranza, con una visione ampia e non frammentaria, un approccio olistico a diversi saperi esistenti nel mondo, riconoscendo ad ognuno il proprio contributo fondamentale contro la frammentazione o l’eccessiva specializzazione.. E’ un testo frutto di competenze diverse che vengono messe insieme riconoscendone la dignità ad ognuna. L’enciclica parla di cura della casa comune. Cura significa prendersi carico del pianeta che papa Francesco chiama “casa” cioè il luogo della famiglia e degli affetti, un luogo che rispecchia l’identità di ciascuno di noi, in cui identificarci e nel quale operare atti concreti che possano restituire la dignità di quello che siamo. Con l’aggettivo “comune” il papa ci dice che il nostro pianeta è un luogo che ci accomuna ma anche, “comune” (dal lat. Munus), che ci viene dato in dono e di cui siamo stati chiamati a prenderci cura con impegno e responsabilità.

Tante volte ritorna nell’enciclica il riferimento a semplici gesti della vita quotidiana che possono essere dei fattori in grado di cambiare dall’interno il senso di marcia del cammino dell’uomo. Per papa Francesco l’uomo ha i mezzi per invertire la rotta mettendo in campo azioni differenti che rispondono ad una precisa logica ostinata di resistenza di ciò che è autentico contro un fatalismo legato ad un modello di supremazia della tecnologia che schiaccia gli altri approcci. La Laudato Si’ è un testo che ha una chiara ed esplicita valenza politico-culturale, il papa si rivolge a tutti gli uomini di buona volontà indicando a ciascuno di prendersi le proprie responsabilità in quanto uomini, in quanto cittadini e in quanto di cristiani nei confronti del pianeta che rappresenta la nostra casa comune.

GIOVANNI BRIANZA – Direttore Pianificazione Strategica e M&A – Edison spa
Le fonti di energia
Il Petrolio. Negli scorsi mesi il petrolio ha raggiunto i minimi storici di 30 $ al barile. Le cause sono diverse:
Il calo della domanda cinese. La Cina ha rallentato la sua crescita.

  • Gli Stati Uniti sono diventati autonomi dal punto di vista energetico: investendo su una nuova tecnologia che ricava il petrolio dalle rocce scistose (shale) ha portato il Paese a non dipendere dall’estero. Oggi le società americane sono indebitate per più di 200 miliardi di dollari perché estrarre petrolio dalle rocce costa molto e se queste società falliranno rischia di crearsi una bolla che può influenzare il sistema finanziario. Il petrolio sta risalendo oggi siamo tra i 40 e i 50 dollari al barile, ma non raggiungerà più i 100 dollari e alcuni Stati come il Venezuela e il Brasile si trovano già in gravi difficoltà.
  • Stiamo vivendo un momento di eccesso di produzione petrolifera a fronte di una domanda in calo. Fino alla metà del 2014 l’Arabia Saudita aveva cercato di compensare questa sovrapproduzione mondiale frenando la sua produzione interna, ciò tuttavia ha prodotto una spesa notevole e l’esigenza di trovare nuove forme di finanziamento quali per esempio la pressione fiscale. Ma gli scenari internazionali sono mutati l’Iran si è riaffacciato sullo scacchiere internazionale insieme all’Iraq e alla Libia così per l’Arabia Saudita il petrolio rappresenta uno strumento politico contro l’Iran sciita.
  • La Russia dipende per il 40% della propria economia dal petrolio.

Il gas.

  • Le energie rinnovabili hanno eroso la produzione di gas.
  • I giacimenti del Mare del Nord sono in calo e i contratti dei gasdotti stanno scadendo quindi l’Europa si trova ad affrontare nel medio-lungo termine un ammanco di gas significativo diventando un mercato appetibile per i due grandi produttori che sono la Russia e gli Stati Uniti.
  • La Russia che possiede giacimenti abbondanti si ritrova con una sovrapproduzione data anche dal mercato cinese fermo e i gasdotti non ancora pronti.
  • Gli Stati Uniti hanno 90 miliardi di liquefattori già pronti a portare il gas sul mercato europeo.

E’ chiaro che il gas russo è più competitivo di quello americano ma le aziende americane saranno disposte a produrre sotto costo pur di avere un mercato in cui esportare. L’Europa quindi è il crocevia delle politiche energetiche future.

L’energia elettrica.
Cambio del modello delle aziende che la producono. Oggi compriamo energia dalle società produttrici e la paghiamo in bolletta. In futuro le aziende energetiche non venderanno più energia ma un pannello fotovoltaico che sarà diventato un film, uno sticker che funzionerà con una piccola batteria, con un cellulare per controllare i consumi e l’automobile per ricaricare la batteria. In parallelo succederà che Google entrerà nelle nostre case iniziando a vendere i prodotti e adattando l’offerta alle nostre esigenze individuali, questo sarà un problema per il budget dello stato. Il nuovo modello di sviluppo si concentra sulle energie rinnovabili. In Italia, dove abbiamo il sole e il vento, non dobbiamo perdere questa opportunità. Non basta finanziare gli installatori di pannelli fotovoltaici serve costruire una filiera di società che sappiano costruire e innovare e diventando dei leader nel mercato mondiale.

 

GIANNI SILVESTRINI: Presidente Green Building Council Italia e Coordinamento FREE – Direttore scientifico Kyoto Club e QualEnergia
L’enciclica di papa Francesco è molto radicale non si limita solo agli aspetti ambientali ma fa un’analisi sociale ed economica individuando tre livelli di risposta possibili:

  • i comportamenti personali
  • il ruolo della politica
  • la tecnologia

Oggi siamo in grado di cambiare il contesto di alcuni comparti fondamentali dell’economia. La produzione di energia elettrica è sempre più spostata sulle fonti rinnovabili e anche in Cina, che è il paese con il più alto grado di emissioni di gas serra, dove fino a ieri si costruivano centrali a carbone, le rinnovabili stanno prendendo piede e quindi lo scenario di arrivare, anche prima del 2030, a non superare i due gradi della temperatura della terra, come deciso a alla COP21 di Parigi, può essere raggiunto.

Il modello di business delle compagnie produttrici di energia sta cambiando anche nei settori della mobilità e dell’edilizia e nuovi attori si affacciano sulla scena internazionale mettendo in discussione i vecchi produttori di energia.

Oggi i rischi in cui si dibatte il nostro Paese e in parte anche l’Europa sono quelli di evitare investimenti sbagliati come quelli delle centrali a carbone in Cina. L’Europa sa che nel medio-lungo termine le risorse di fonti energetiche fossili saranno sempre più ridotte e per questo ha messo in cantiere progetti per nuovi rigassificatori con il rischio di trovarsi una rete inutile, visto che ad oggi quelli in funzione risultano nettamente sottoutilizzati perché il mercato si sta spostando verso nuove fonti di energia.

Il segreto sta nel saper diversificare gli investimenti e nel rimanere al passo con i tempi. La voce del papa impone una riflessione di carattere etico ed economico: siamo in un periodo di grande crisi ma anche di cambiamenti molto veloci che ci offrono opportunità mai viste e queste opportunità vanno colte e vanno governate in modo da evitare un esito catastrofico. Possiamo invertire la tendenza ma nulla è scontato. Sta molto in noi come singoli e come governi la capacità di cambiare.

Il volantino