Bubble democracy. La fine del pubblico e la nuova polarizzazione

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Una breve sintesi dell'incontro sul nuovo modello di democrazia illustrata del saggio di Damiano Palano

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La copertina del libro

La democrazia contemporanea ha seguito, nella sua storia, un percorso che va dal periodo liberale, caratterizzato dal parlamentarismo, passa per quello liberal-democratico, con il ruolo chiave dei partiti, fino ad arrivare alla democrazia del pubblico, contraddistinta da una platea omogenea e che si riconosceva nei partiti di massa. Dagli anni ’80 emerge con forza il ruolo dei leader, anche supportati dal fenomeno televisivo. Ma oggi, è possibile distinguere un nuovo cambiamento? Questa la domanda di Damiano Palano, direttore del Dipartimento di Scienze politiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e autore di “bubble democracy – La fine del pubblico e la nuova polarizzazione”. Palano, introdotto da Alberto Fossati, sostiene che si stia formando una nuova polarizzazione agevolata da un nuovo modello di democrazia: la “bubble democracy”, concetto difficilmente traducibile con democrazia a “bolle”.

La genesi di questo cambiamento avviene già negli Stati Uniti con le elezioni del 2008 che vanno a segnare una contrapposizione ormai netta tra i due principali partiti del sistema politico americano. Così, negli ultimi 10/15 anni abbiamo assistito all’ascesa di nuovi partiti, spesse volte populisti e radicali che hanno favorito, in alcuni contesti, regimi illiberali anche in Europa.

Ma perché ricorrere all’immagine di una bolla e qual è la sua funzione? La bolla rappresenta qualcosa di protetto, espressione di una lettura individualistica. L’idea arriva da un libro di Eli Pariser nel quale viene utilizzata l’espressione di “bolla di filtraggio” che ha iniziato ad influenzare le nostre vite a seguito del grande cambiamento avvenuto nel 2009 con la scelta di Google di personalizzare le ricerche degli utenti. Infatti, vengono realizzati filtri che creano intorno a ciascuno una determinata bolla, all’interno della quale accedono solo alcune idee in linea con le preferenze già maturate dall’utente. A questo si affianca l’utilizzo dei cookies che aiutano a realizzare una pubblicità mirata e ritagliata sulla base dei nostri effettivi interessi.

Ciò ha favorito dei cambiamenti rispetto alla democrazia del pubblico. Palano individua tre nuovi elementi:

  • La frammentazione del pubblico: questo è l’aspetto decisivo ed è anche legato alla individualizzazione dei consumi mediali, i quali oggi si confrontano con l’immenso panorama di scelte possibili grazie ad internet. Inoltre, i leader si devono relazionare con una platea non più omogena caratterizzata da nicchie sempre più isolate e autoreferenziali, nonché indipendenti dalle altre. Tutto questo è alimentato da strategie che gli utenti adottano inconsapevolmente (per effetto degli algoritmi) o consapevolmente, come la creazione di “camere dell’eco” ovvero l’intrattenere discussioni solo con coloro che la pensano allo stesso modo. Questo rafforza le convinzioni e a volte le rende maggiormente radicali.
  • Riduzione delle barriere all’accesso del mercato comunicativo e politico: sono aumentati i costi della mobilitazione delle informazioni.
  • La sfiducia nei confronti dei partiti e della classe politica.

Queste premesse realizzano una polarizzazione di tipo affettiva, ovvero che fa leva su singoli temi e singoli questioni, a volte molto divisive, che tendono a formare posizionamenti radicali. Un test concreto per verificare il consolidamento della bolla può avvenire utilizzando la metropolitana: la maggior parte delle persone usa il proprio smartphone, visualizza le proprie notizie, interagisce con i suoi contatti. Ognuno vede un mondo personalizzato ed è convinto che sia la prospettiva di molti, questo porta ad un cambiamento dell’approccio di ciascuno verso l’esterno. Ciò può avere effetti sul nostro spirito critico, sulla nostra crescita nel sapere? Intanto, è importante esserne consapevoli, comprendere come questo abbia già modificato il nostro comportamento e come possa intaccare la qualità del pluralismo dei pensieri.