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Coordinamento Donne Acli. Preoccupate per la condizione delle donne nel mondo. In Italia allarme “lavoratrici povere” email stampa

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Foto di Cesare Giorgetti, del Circolo Fotografico Acli Meda

“I dati disponibili per il 2022 denunciano un aumento dei femminicidi in Italia. Viene uccisa una donna ogni tre giorni, la situazione è decisamente preoccupante” dice Chiara Volpato, Responsabile del Coordinamento Donne delle Acli, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

L’ultimo dato disponibile, quello del report del Viminale del 16 agosto scorso, riporta in soli sei mesi 125 femminicidi in Italia. Di questi, 108 sono stati compiuti in ambito familiare o affettivo. Quindi padri, zii, fratelli e, soprattutto, partner o ex partner sono stati autori di tali delitti. Sono 68 le donne che sono state uccise da un uomo a cui erano o erano state legate da una relazione.

Difficile rintracciare cause univoche di questa condizione sociale dai toni drammatici: certo è che il posto della donna è cambiato, soprattutto nelle società occidentali, e a questo cambiamento non è seguito un cambiamento sostanziale da parte dell’uomo.

Il disequilibrio che si è andato a creare tra uomo e donna registra una grande confusione e fragilità nella figura maschile e un aumento dei rapporti di dipendenza nelle coppie che si manifesta in forma estrema nell’impossibilità di accettare di perdere quella persona.

Sta di fatto è che ciò che emerge dal punto di vista sociale in questo momento storico è una domanda d’amore sempre disattesa.

Purtroppo, nessuna donna può sentirsi al sicuro in base alla propria condizione sociale, economica, professionale, culturale e le statistiche rilevano casi di ogni tipo.

Difficile pensare ad una soluzione che non sia culturale: “riteniamo che solo l’educazione alla tolleranza, alla pace, all’accoglienza delle differenze, condotta già nelle prime classi delle scuole e la diffusione di una cultura del rispetto a 360 gradi possano realmente cambiare le cose”, osserva Volpato. “Anche la formazione di insegnanti, educatori, funzionari di enti pubblici e privati che operano a contatto col pubblico permette un’ampia azione preventiva e di supporto nella denuncia della violenza. Ogni cittadino e ogni cittadina dovrebbe saper riconoscere i segnali della violenza, ancora prima che questa si sviluppi nelle sue forme più estreme, per poter essere di supporto alle vittime”, continua. Dal 2019, poi, è stato introdotto il cosiddetto Codice Rosso: “a fronte delle ottime intenzioni del legislatore, ci rendiamo conto che non è di facile applicazione, soprattutto perché i problemi, per la vittima, non terminano con l’atto della denuncia”, osserva la Responsabile, che lancia al nuovo Governo un appello “per rendere più efficace questa buona norma”.

In quest’ultimo anno, poi, lo sguardo del Coordinamento Donne delle Acli si è rivolto oltre l’Italia. “Cresce in noi la preoccupazione per la condizione della donna nel mondo. Pensiamo soprattutto alle donne afghane e a quelle iraniane, ma anche a quelle turche. La cronaca che ci riportano i media è decisamente preoccupante e vogliamo lanciare un appello accorato alla comunità internazionale, perché prenda provvedimenti nei confronti dei Paesi che non rispettano i diritti umani e della donna in particolare”. Durante il Consiglio nazionale delle Acli che si è tenuto il 4 novembre, il Coordinamento Donne ha ricevuto in dono un’opera dell’artista trentina Serena Battisti, che raffigura il dramma delle donne afghane. “Esporremo questo bellissimo quadro nella nostra sede”, precisa Volpato “per dare un segnale visibile e risvegliare le coscienze sulla tragica condizione della donna in questo Paese e non solo”. Nessuno di noi può ignorare questa triste realtà. Le offerte raccolte per il quadro sono state destinate all’associazione PANGEA per l’instancabile attività che continuano a svolgere, anche se in condizioni difficilissime, in quella terra martoriata.

In occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, il Coordinamento donne delle Acli Milanesi lancia il contest #aclimicontrolaviolenza che si concluderà il 28 febbraio 2023. In occasione dell’8 marzo Festa della donna saranno decretate le opere vincitrici

In questi mesi chi desidera partecipare al concorso dovrà pubblicare disegni, foto, poesie o scritti sul tema della lotta alla violenza sulle donne taggando le Acli Milanesi su Facebook ( @AcliprovincialiMilano) e/o su o Instagram (@Aclimilano) con l’hashtag #aclimicontrolaviolenza.

Saranno premiate le opere che riceveranno più like.