Cosa cambia nel Rito della Messa da domenica 29 novembre

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Non solo la preghiera del Padre Nostro subirà della variazioni. Ecco tutte le novità

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La I domenica dell’Avvento romano e la III domenica dell’Avvento ambrosiano, (29 novembre 2020) entra in vigore in tutte le Diocesi lombarde la terza edizione del Messale Romano. Questi mutamenti verranno recepiti anche dalla seconda edizione del Messale ambrosiano ancora in preparazione.
Fra’ Paolo Ferrario, parroco di San Giovanni Battista alla Creta a Milano, da molti anni anche assistente del Circolo Acli Oscar Romero, illustra le principali novità inserite nel nuovo rito.

«In sintonia con tutte le diocesi italiane che, a partire dalla Prima Domenica di Avvento secondo il rito romano, cominceranno a fare riferimento alla nuova edizione del Messale per la celebrazione eucaristica in lingua italiana, anche la Chiesa ambrosiana il 29 novembre comincerà a utilizzare questa nuova traduzione. La scelta dei vescovi è stata quella di non apportare variazioni alle parti recitate dall’Assemblea, eccetto le poche ritenute necessarie. Ecco alcune novità che incontreremo nelle nostre liturgie. Innanzitutto l’inserimento della dicitura «fratelli e sorelle», laddove precedentemente si parlava solo di «fratelli». Questa indicazione è importante perché viene incontro alla sensibilità di inclusione sociale oggi molto sentita e nello stesso tempo sottolinea un’attenzione più forte alla presenza delle donne nella Chiesa. Un altro piccolo cambiamento è inserito nel Gloria, dove l’espressione «uomini di buona volontà» diventa «uomini, amati dal Signore» secondo la nuova traduzione della Bibbia in lingua italiana approvata nel 2008. Nella Preghiera eucaristica II laddove si diceva «e tutto l’ordine sacerdotale» viene ora specificato «con i presbiteri e i diaconi». E ancora, nella III, «il collegio episcopale, tutto il clero» diventa «l’ordine episcopale, i presbiteri, i diaconi». Le modifiche, anche in questo caso, rispondono a una maggiore aderenza all’originale latino ed esprimono un’ecclesiologia rinnovata. Infatti la parola «clero» include certamente vescovi, sacerdoti e diaconi, ma rimane una parola generica e talvolta connotata in senso negativo di “clericalismo”. Ma il mutamento nel Padre nostro è certamente la novità che ha fatto più discutere. Anche questo corrisponde all’assunzione della nuova traduzione della Bibbia che ha trasformato «come noi li rimettiamo ai nostri debitori» in «come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori» e codificato «non abbandonarci alla tentazione» invece di «non ci indurre in tentazione». Sembrano piccoli cambiamenti, ma definiscono un orizzonte teologico preciso. L’aggiunta di «anche» è per rispettare l’andamento del testo originale sia greco che latino. La scelta del «non abbandonarci alla tentazione» tende a superare il rischio di intendere il «non ci indurre in tentazione» come se Dio volesse provocarci alla tentazione. Quindi «non abbandonarci» sembra esprimere meglio il fatto che Dio custodisce il cammino dei suoi fedeli, anche quando sono nella tentazione, ma non permette che siano vinti da questa. Nello scambio della pace il sacerdote non dirà più «scambiatevi un segno di pace» ma usa la formula più semplice e diretta «scambiatevi la pace.» più fedele al testo biblico. Nei riti di Comunione la formula d’invito «Beati gli invitati alla Cena del Signore» diventa «Beati gli invitati alla Cena del’Agnello» in perfetta sintonia con il testo dell’Apocalisse 19,9 e il testo latino. Alla fine della celebrazione è proposta come formula di congedo «Andate e annunciate il Vangelo del Signore», facendo esplicito riferimento al mandato missionario consegnato dal Signore risorto ai suoi discepoli. Con questi piccoli ma significativi cambiamenti il nuovo Messale ci può aiutare a comprendere, celebrare e vivere meglio le nostre eucaristie, senza cancellare la millenaria tradizione della comunità cristiana riunita per la preghiera comunitaria, ma rendendo attuale la sua voce attraverso un linguaggio più accessibile alla cultura contemporanea»

Fra Paolo Ferrario

Per saperne di più Lo speciale di Chiesadimilano.it