Costruiamo un noi più grande

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Quest’anno la Giornata Mondiale del Rifugiato viene celebrata da Papa Francesco e da tutta la Chiesa il 26 settembre, e ha come tema e come obiettivo la costruzione di un “noi più grande” come ricorda il Pontefice.
È interessante, prima di concentrarsi sul tema di quest’anno, far luce sulla storia di questa giornata: venne istituita per la prima volta nel 1914 quando Papa Pio X sancì la necessità di sostenere, spiritualmente ed economicamente, gli emigrati italiani; infatti, nei primi del Novecento, i flussi migratori che partirono dall’Italia e si diressero verso il nord Europa e le Americhe, raggiunsero dimensioni molto importanti, arrivando, dunque a definire un fenomeno sociale che segnò la comunità italiana di quell’epoca. È solo nel 1952, però, che la giornata venne dedicata non solo agli emigrati italiani ma anche agli “emigranti” di altre nazionalità e che risiedevano sul suolo italiano. Dal 1969 tutti i migranti nel mondo vennero ricordati in questa giornata, grazie all’istruzione De pastorali migratorum cura ad opera di Papa Paolo VI. Infine, dal 2004 la giornata incluse anche i rifugiati, il cui destino, alla fine dello scorso secolo, costituiva un tema di dibattito internazionale a causa dei numerosi conflitti, soprattutto nei Balcani, in Medio Oriente e in Africa.
La giornata nasce, dunque, dalla necessità di ricordare i cittadini italiani che lasciavano la propria terra e le proprie famiglie per costruire un futuro migliore.  Oggi, invece, il focus si è spostato, l’Italia è diventato paese di approdo, di destinazione, o quantomeno di transito, non più di partenza. Da paese da cui accomiatarsi a paese di accoglienza. Anche la Chiesa, ha assistito e partecipato a questa trasformazione, ponendosi nuovi obiettivi, e chiedendo nuovi impegni ai propri fedeli.
Nel Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante, Papa Francesco, richiamando la Fratelli tutti, definisce il tema della giornata: “Verso un noi sempre più grande” vuole richiamare la vocazione cattolica e universale della chiesa, che propone, nel suo messaggio ecumenico, «un cammino di riconciliazione non a singoli individui, ma a un popolo, a un noi destinato ad includere tutta la famiglia umana, tutti i popoli». Inoltre, Papa Francesco richiama alla responsabilità individuale, dei singoli credenti, affinché ciascuno sia chiamato a partecipare a questo sforzo collettivo per creare una società più inclusiva e accogliente, aperta a tutte le varietà dell’umano: «Nell’incontro con la diversità degli stranieri, dei migranti, dei rifugiati, e nel dialogo interculturale che ne può scaturire ci è data l’opportunità di crescere come Chiesa, di arricchirci mutuamente».
In ultimo, il Papa rivendica la necessità di una Chiesa in cammino, che si muova verso le periferie, verso la sofferenza, che tenda la mano a chi chiede aiuto e che lo fa senza giudicare e senza escludere, ma con la carità che sta a fondamento della comunità cristiana stessa. Non c’è comunità cattolica senza l’altro ed è questo che la giornata del migrante, nelle parole del Pontefice, vuole ricordare a tutta la comunità dei fedeli. Questo messaggio si può anche legare alla Giornata della Memoria e dell’Accoglienza istituita dall’ONU il 3 ottobre, per ricordare le vittime del naufragio al largo delle coste di Lampedusa nel 2013, in cui persero la vita 368 persone. La chiamata alla responsabilità, all’etica dell’accoglienza, all’apertura all’altro non è solo un’indicazione spirituale ma una missione pratica e quotidiana, che può essere compiuta attraverso le scelte che ognuno compie nella propria vita e attraverso lo spirito che muove le azioni di ciascuno. Papa Francesco sta quindi chiamando il fedele a prendere posizione nel quotidiano e a onorare la memoria delle morti in mare attraverso azioni che siano guidate  dallo spirito di carità, solidarietà e giustizia, nucleo fondante della vocazione cattolica della Chiesa.

Alberto Ronzoni, Servizio Civile
Immagine di Maria Angela Fuoco

Il messaggio di papa Francesco per la 107° Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (Leggi)