Dagli Obiettivi del Millennio alla Carta di Milano dell’Expo

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di Giovanni Garuti – 19/02/2015

La Carta di Milano dovrà offrire all’Onu il contributo dei prossimi Obiettivi del Millennio fino al 2030, in un mondo lacerato da conflitti che rischiano di trascinare l’umanità verso nuove e sconvolgenti distruzioni

 

E’ importante proseguire l’esperienza delle Acli e delle organizzazioni del terzo settore e della società civile a Cascina Triulza impegnandosi a far ricadere sul territorio urbano lombardo una politica di solidarietà mondiale e di difesa dell’ambiente nella prospettiva della prossima Conferenza di Parigi sul clima

Non si può negare che l’avvio dello smantellamento dei padiglioni dell’Expo sta generando qualche nostalgia per i giorni intensamente vissuti fra le nazioni  del pianeta, alla ricerca di mondi sconosciuti con diverse culture, tradizioni e stili di vita, e alla scoperta della varietà delle soluzioni adottate per contrastare la fame e la povertà, con la protezione dell’ambiente naturale, la promozione dei diritti umani e la difesa dei popoli oppressi dalle ingiustizie e dai conflitti.

Molti sono i progetti del Governo, delle Istituzioni locali, delle Università e Centri di ricerca, per evitare di disperdere l’eredità dell’Esposizione universale di Milano e per proiettare nel tempo il patrimonio di conoscenze acquisito con lo scambio di proposte e soluzioni per la sicurezza alimentare e per assicurare un futuro di pace e prosperità alle nuove generazioni, ma intanto non si può negare l’accresciuta sensibilità dei cittadini sulle questioni del clima e del cibo.

Sulla spinta dell’emblematica esperienza delle Acli e delle organizzazioni del terzo settore e della società civile a Cascina Triulza, si deve continuare ad agire oltre i confini fisici dell’Expo, per alimentare una presa di coscienza comunitaria sulla necessità di affrontare la realtà urbana con una maggiore attenzione agli ambienti di lavoro e di vita, da bonificare e risanare, per una nuova stagione di riconciliazione con la natura che ci circonda.

Il Convegno interconfessionale sul dialogo fra cristiani, ebrei, musulmani, induisti e buddisti, ha fatto emergere, sulla spinta dell’Enciclica di Papa Francesco sulla casa comune, l’urgenza di costruire una rete di fraternità per un futuro condiviso da tutti, da fondare sull’alleanza di Dio con l’uomo, in contemplazione della creazione divina e nell’ascolto della “madre terra”.

Si deve onorare il lavoro nell’opera di collaborazione per lo sviluppo delle potenzialità delle risorse naturali, nel rispetto della dignità e dei diritti umani, con particolare attenzione ai poveri, agli esclusi e agli emarginati che vanno coinvolti valorizzando i naturali talenti che ogni persona ha avuto in dote in conseguenza dell’appartenenza al creato e all’umanità.

Il diritto al cibo, al lavoro, alla giustizia e alla pace a livello mondiale, è emerso dall’Expo e dalle Assemblee della Fao, della Caritas internazionale e dell’Onu, come una emergenza epocale da affrontare con la condivisione, la solidarietà e la cooperazione, per far cessare le guerre e le migrazioni continentali con vittime innocenti e sconvolgimenti negli accordi fra le nazioni.

Le numerose e contemporanee iniziative “dell’Expo in città”, hanno già tentato di calare gli obiettivi dell’Esposizione universale per “nutrire il pianeta” nell’ambiente metropolitano, con il coinvolgimento delle filiere alimentari e sociali per creare una interdipendenza operativa sugli stili di vita e sui cambiamenti da attuare nelle relazioni con l’ambiente.

Conclusa felicemente l’avventura dell’Expo, si tratta ora di tornare a leggere il territorio e di intrecciare i rapporti con la popolazione e i migranti per una svolta virtuosa nella realtà sociale, finalizzata al dialogo con gli Enti locali e la società civile, per ripartire e accettare la sfida della mondializzazione.

L’appuntamento del dopo Expo all’Ambrosianeum con Garzonio, Petracca, Pisapia e Sala, in vista anche delle prossime elezioni amministrative di Milano, ha allargato la visione sulla Città metropolitana e sullo sviluppo sostenibile e solidale, con ricadute sulle periferie e sulla filiera del welfare, per trasformare i sogni nella realtà di una comunità aperta all’accoglienza e alla condivisione.

Vanno affrontate le emergenze quotidiane e si devono dare risposte efficaci e credibili alle trasformazioni economiche e culturali della città, nella visione della metropoli lombarda, con le iniziative e le azioni dei cittadini, delle associazioni del volontariato, del terzo settore e della società civile, in dialettica con le Istituzioni, per una effettiva integrazione e coesione sociale.

C’è intanto da recuperare il rapporto con l’ambiente che ci circonda e ci avvolge, per valorizzare il territorio rurale metropolitano, l’agricoltura periurbana, i distretti agricoli, le cascine in rovina e i parchi pubblici, nella prospettiva della sostenibilità e la qualità della vita.

Al Museo di Storia naturale, gli interventi di Balducci, Olmi e don Rigoldi  hanno evidenziato l’urgenza del dialogo con “il pianeta che ci ospita”, dallo sguardo dei bambini che ci interrogano alla riscoperta del valore della biodiversità, dalla rete dei fontanili, dei navigli e delle cascine, ai gruppi di acquisto solidale dei prodotti alimentari di prossimità, con un intreccio fecondo fra il sapere antico e le moderne tecnologie rispettose dell’ambiente e delle tradizioni produttive.

Si prevede il recupero delle aree abbandonate e degradate, con l’avvio di attività agricole finalizzate alla valorizzazione dei territori e alle filiere produttive, con il rilancio dell’agriturismo, le limitazioni al consumo dei suoli, i controlli sulle urbanizzazioni selvagge, la riconciliazione della città con la campagna, dei cittadini con gli agricoltori e gli allevatori.

Dai parchi agli orti urbani, la vita cittadina si sta aprendo alla natura ritrovata, con le scolaresche che vanno dall’Expo alle cascine ristrutturate e accoglienti per la didattica ambientale, mentre le attività industriali stanno riducendo le emissioni nocive e la raccolta differenziata dei rifiuti si va intensificando, con ricadute positive sulla salute e sulla qualità dell’area metropolitana.

L’Esposizione universale ha proiettato Milano sullo scenario mondiale ed è quindi inevitabile impegnarsi per far ricadere sul territorio urbano lombardo la presa di coscienza dell’urgenza della solidarietà mondiale e della difesa dell’ambiente nella prospettiva della prossima Conferenza di Parigi sul clima.