Si è svolta oggi, martedì 15 settembre, presso Cascina Contina nei pressi di Rosate, una giornata di confronto e riflessione promossa dal Patronato ACLI di Milano, interamente dedicata alla figura del promotore sociale. L’evento ha riunito i volontari che quotidianamente rappresentano il primo punto di contatto con i cittadini nei momenti di maggiore fragilità, garantendo supporto e orientamento per il riconoscimento dei propri diritti nelle diverse fasi della vita.
I lavori sono stati aperti dalla Direttrice, Paola Zacchetti, e dal Presidente del Patronato ACLI di Milano, Gianluca Alfano, che hanno ribadito il valore strategico e profondo del lavoro di rete svolto quotidianamente nelle comunità locali.
«Fare Patronato oggi – ha dichiarato Gianluca Alfano – per noi vuol dire essere presenti sui territori, anche i più piccoli, e in costante dialogo con tutti. Significa prendersi cura dell’umano e accompagnare le persone durante tutti i momenti della loro vita».
A seguire, l’intervento di Delfina Colombo, Presidente delle ACLI Milanesi, che ha approfondito il ruolo del volontariato all’interno dell’intero sistema dell’associazione aclista. La Presidente ne ha evidenziato l’impatto non solo come ausilio concreto alla tutela dei diritti, ma anche come un’esperienza educativa essenziale fondata sul dono, sulla reciprocità e sulla solidarietà.
«In un contesto sociale fortemente segnato da individualismo e fragilità – ha affermato la Presidente Colombo – il volontariato si conferma uno strumento fondamentale per promuovere accoglienza, partecipazione attiva e coesione comunitaria».
La giornata ha poi offerto un momento di analisi fondamentale legato all’evoluzione e alla ridefinizione normativa della professione. Massimo Tarasco, Responsabile Nazionale dei Promotori Sociali del Patronato ACLI, ha evidenziato come le recenti trasformazioni legislative abbiano valorizzato e riorientato in modo mirato il contributo dei volontari all’interno della cornice del Patronato.
«In questi anni abbiamo messo la persona al centro e prima di tutto del nostro agire – ha sottolineato Massimo Tarasco –. Abbiamo scelto di rilanciare la nostra presenza sul territorio, incentivando i segretariati e i recapiti. Inoltre, abbiamo fornito a tutti i promotori sociali un tesserino che vuole testimoniare identità, appartenenza e riconoscibilità».
Oggi il promotore sociale ricopre così un ruolo indispensabile di accompagnamento, ascolto e orientamento, ponendosi come ponte diretto tra le esigenze dei cittadini e le risposte del sistema di tutela e welfare.
A delineare la visione futura e le sfide del Patronato ACLI sono stati gli interventi di Martino Troncatti, Presidente delle ACLI Lombardia, e di Paolo Ricotti, Presidente Nazionale del Patronato ACLI, che hanno tracciato un percorso comune fondato sull’alta specializzazione dei servizi e sul valore democratico dell’accesso ai diritti.
«Accogliere le persone e orientarle è il primo passo del compito del Patronato, che oggi si traduce sempre più in una vera e propria consulenza – ha evidenziato Paolo Ricotti –. Non facciamo solo pratiche, ma siamo chiamati a tutelare la persona nell’accesso ai propri diritti. Mi piace pensare che siamo i manutentori della democrazia, perché non bastano le leggi: bisogna oliare i meccanismi tutti i giorni».
Una prospettiva pienamente condivisa e rilanciata da Martino Troncatti, che ha sottolineato come l’organizzazione stia evolvendo proprio in questa direzione: «Saremo sempre più in grado di fornire consulenza, diventando sempre più specializzati e competenti nella tutela del welfare e delle persone con fragilità».
A chiudere i lavori della giornata, nel pomeriggio, sono stati i panel di approfondimento e confronto tra tutti i partecipanti, dedicati a temi chiave per il futuro dell’organizzazione: l’orientamento dei promotori sociali, l’integrazione tra CAF Milano e Patronato Milano, Monza e Brianza e il tema dell’invecchiamento attivo.












