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E’ urgente che l’Italia prenda posizione sul disarmo nucleare e che partecipi alla conferenza di Vienna email stampa

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A 77 anni dagli attacchi atomici statunitensi su Hiroshima e Nagasaki e a 54 anni dall’entrata in vigore del Trattato di Non Proliferazione, oggi è ancora necessario discutere di disarmo nucleare. In questi giorni abbiamo tragicamente sotto gli occhi le conseguenze dell’impiego delle armi e viviamo nella drammatica possibilità di assistere ad un’escalation nucleare. Quest’anno, però, ricorre anche il primo anniversario dell’entrata in vigore del TPNW (Treaty on the Prohibition of Nuclear Weapons), approvato in sede Onu nel 2017 ma in vigore solo dallo scorso anno dopo la ratifica da parte dell’Honduras, 50° Stato firmatario. E’ una data storica, un anniversario che è giusto ricordare perché il documento prevede il divieto per i paesi firmatari di sviluppare, trasferire, produrre, ricevere, usare o minacciare di usare armi nucleari, permettere che queste vengano posizionate sul proprio territorio o assistere altri paesi in una di queste azioni. Il Trattato, dunque, mira al totale disarmo nucleare, non solo alla non proliferazione: è il riconoscimento che le armi di distruzione di massa non possono essere considerate armi lecite in una guerra. E’ un anniversario da ricordare perché l’adozione di questo Trattato è anche il frutto dell’intenso lavoro di pressione nei confronti dei governi, ma anche di studio, analisi e approfondimenti da parte delle reti della società civile internazionale, prima tra tutti ICAN, International Campaign to abolish Nuclear Weapon, di cui in Italia fanno parte Senzatomica e Rete Italiana Pace e Disarmo. Dei risultati raggiunti finora e dei prossimi passi da fare si è discusso all’incontro organizzato venerdì 25 febbraio dalle tre organizzazioni in collaborazione con le ACLI Milanesi e il Coordinamento la Pace in Comune. La strada per l’abolizione delle armi nucleari è ancora molto lunga ma la direzione è molto chiara e le tappe da percorrere sono tracciate. Prima di tutto, è necessario che l’Italia partecipi alla prima conferenza internazionale degli Stati firmatari che si svolgerà a Vienna, almeno come paese osservatore dato che è tra i Paesi che non hanno ancora ratificato il Trattato. Norvegia e Germania hanno già annunciato che vi parteciperanno. Proprio per questo, Senzatomica e Rete Italiana Pace e Disarmo hanno rilanciato la campagna “Italia ripensaci”, nata a ottobre 2016, per chiedere all’Assemblea Generale ONU di adottare uno strumento giuridicamente vincolante che prevedesse la messa al bando e lo smantellamento delle armi nucleari; in quella occasione il nostro Paese votò contro. L’altra direzione da perseguire è il taglio dei finanziamenti alle compagnie produttrici di armi nucleari. “Non è immediato, ma è assolutamente possibile”- spiega Susi Snyder, coordinatrice del settore finanziario di ICAN: “è il caso del fondo sovrano dell’Irlanda che quando il governo di Dublino ha ratificato il Trattato ha deciso di non investire più in attività direttamente o indirettamente connesse alla produzione di componenti o di armi nucleari. Secondo i dati forniti da ICAN, sono più di cento le banche, i fondi pensioni e le altre istituzioni finanziarie che hanno fatto questa scelta. “E’ una strada più che percorribile”- conferma Aldo Bonati di Etica sgr- “ciascuno di noi può scegliere come e a chi affidare i propri risparmi, vincolando così l’afflusso di capitali verso aziende virtuose”.

Le armi nucleari non mantengono la pace, non sono semplicemente armamenti militari ma sono armi progettate per distruggere. La questione del disarmo è impellente e non può essere rimandata, i fatti dimostrano come la strategia della deterrenza non sia efficace ma soprattutto non sia eticamente accettabile. L’Italia deve schierarsi dalla parte dei cittadini, dalla parte delle vittime e dalla parte dei diritti, nel campo del dialogo e della democrazia, non in quello della guerra, del terrore e della distruzione. Il primo passo per farlo è partecipare alla Conferenza di Vienna e firmare il TPNW.

Per rivedere il video dell’incontro del 25 febbraio 2022:

https://www.facebook.com/ACLIprovincialiMilano

Ufficio Relazioni internazionali ACLI Milanesi