Elena Jona: «Stare dove bisogna stare»

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In contemporanea con la quinta missione in Ucraina, il circolo ACLI Gallaratese è tornato a Trieste per prestare supporto ai migranti della rotta balcanica e agli operatori locali. La vicepresidente Elena Jona racconta l’esperienza.

Ogni volta che torniamo a Trieste riviviamo la stessa identica sensazione, che con il tempo sta diventando sempre più forte e decisa: stare dove bisogna stare.

Nei locali del centro diurno si incontrano gli ultimi della terra, le persone che nessuno vuole accanto, le persone che le città non vogliono, che l’Europa non vuole. Dentro quei locali si ascoltano storie inimmaginabili di violenze e soprusi, di diritti calpestati; si vedono i segni dei morsi dei cani e dei taser sui piedi, sulle gambe, sulle schiene, sui colli e sulle spalle; ma ciò che più fa male è sentire il “loro” dolore, è incontrare anime devastate da anni di viaggi, costantemente in fuga da polizie ed eserciti. Di fronte a tanta sofferenza, quel poco – ma che diventa moltissimo – che ci resta da fare, è allargare le braccia, fare un sorriso, ascoltare con pazienza, stare accanto.

Per fare questo, il nostro circolo, insieme a ResQ (una ong di cui siamo soci), ha deciso di non girarsi dall’altra parte e di “stare dove bisogna stare”. Nella settimana di capodanno, insieme ad altri volontari, abbiamo tentato di alleviare, almeno per un po’, queste grandi sofferenze.

Con il denaro stanziato dal circolo abbiamo acquistato i premi per la grande tombolata di capodanno e per un pomeriggio il salone del centro diurno si è riempito di risate, urla, scherzi e battute, che ci hanno fatto capire quanto il desiderio di futuro, la voglia di riscatto e i grandi sogni siano più forti di ogni tentativo di respingimento ed espulsione. Caricatori, cuffiette, casse per la musica, scaldacollo, calze e tantissimi dolcetti hanno portato allegria e felicità.

C’è poi una specie di ciliegina sulla torta. Shahab Uddin è un giovane ragazzo pakistano che la notte prima della tombola, mentre in strada, all’aperto, tentava di dormire, ha rotto gli occhiali; sedeva triste e sconsolato in un angolo da solo. Sempre grazie ai fondi del circolo siamo riusciti, dopo un esame della vista a rifare gli occhiali e a trovargli un ricovero notturno in attesa del ritiro dall’ottico.

Grazie a tutti voi perchè solo con il vostro sostegno diventa possibile tutto questo!