Era solo una ragazza milanese (di 13 anni come mia figlia Ester)

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Una riflessione del presidente delle Acli Milanesi, Paolo Petracca in occasione della giornata della Memoria

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Meta’ gennaio 1945: la neve di Auschwitz ingrigita dalla cenere esce incessantemente dai forni crematori. «Voglio vivere», «voglio vivere» «voglio vivere» ripete Liliana nel gelo sferzante prima di essere sottoposta alla marcia della morte verso la Germania.

Per fortuna la storia ci racconta che si salvo’ e venne liberata dall’Armata Rossa il primo maggio dello stesso anno nel campo di Malchow.
Una dei 25 bambini e ragazzi italiani (sotto i 14 anni) sopravvissuti su 776 portati con la forza come prigionieri nei campi di sterminio.

Liliana Segre, da pochi giorni senatrice a vita, seppe resistere nei lager per quindici mesi dopo che, insieme al padre Alberto, nel gennaio 1944 era stata deportata dal binario 21 della Stazione Centrale della nostra citta’.

Ricordare significa riportare al cuore. E il mio e’ in subbuglio stamani.

Per sconfiggere la banalita’ del male occorre che le nostre coscienze siano vive, che la memoria sia coltivata, che i nostri occhi sappiano riconoscere, guardando il volto dell’altro, che apparteniamo tutti con la stessa dignita’ ad una sola famiglia umana.

E Liliana quante persone come me, quanti padri ha visto in quei tanti interminabili mesi obbedire ad un sistema disumano, esserne parte, essere complici?
Ecco allora a cosa pensare e cosa chiedere intensamente e particolarmente, in questi giorni, quando noi credenti pronunciamo e pronunceremo insieme l’ultima locuzione del Padre Nostro.
Ecco allora a cosa pensare se non si e’ credenti: a come liberarsi dal male per sortire un’esistenza che valga davvero la pena di essere vissuta.

27 gennaio 1945: l’Armata Rossa apre i cancelli di Auschwitz.
27 gennaio 2018: Giorno della Memoria per resistere ai nuovi fascismi.