Essere casa, diventare comunità: famiglia, una palestra d’amore in divenire

Essere casa, diventare comunità: famiglia, una palestra d’amore in divenire email stampa

Oggi famiglia significa rendersi capaci di avere una visione sul domani e come dice papa Francesco: "è una grande palestra di allenamento al dono e al perdono reciproco senza il quale nessun amore può durare a lungo"

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Foto di 坤 张 da Pixabay

Le sfide che la Storia ci pone davanti sono diverse: sofferenza, tempo e futuro sono solamente alcune tra queste. Chi sopporta il peso di questo cammino? Noi tutti: gli anziani perché chiamarsi testimoni è oggi più difficile che mai, gli adulti perché sono il raccordo tra i giovani e la storia, ed i giovani, perché sono loro che costruiranno le comunità del domani. Come giovane spesso mi interrogo su questi temi, spesso mi domando come estendere quel filo che i miei nonni ed i miei genitori stanno lentamente tessendo e passando tra le mie mani di ragazzo e la risposta che mi trovo a darmi è “divenendo famiglia”, costruendo quel nucleo primordiale dal quale il senso di comunità cresce.

Cosa vuol dire famiglia? Come oggi tradurre quel senso di bene e di focolare? Penso che sia nelle difficoltà che si nasconda la maggiore opportunità di riflessione, di crescita interiore, per tutti. Noi giovani abbiamo la responsabilità di adattare la tradizione al presente e ragionare su famiglia non è facile: potrei dire che essere famiglia significhi restare uniti, con gli affetti, con quelli più stretti; pensare ad un futuro con la donna o l’uomo che si ama, fare progetti ed impegnarsi nel realizzarli. Penso che sia un errore riflettere sulla famiglia per definizioni perché il mondo ci pone davanti sfide inaspettate e non catalogabili come vicine o lontane. Oggi famiglia significa rendersi capaci di avere una visione sul domani, un progetto di benessere comune, significa anche amare la propria donna, il proprio uomo, i propri affetti, il proprio vicino di casa. Oggi famiglia significa rendersi partecipi di una visione olistica e comunitaria del tema, avendo il coraggio di pensarsi in ognuno di questi momenti.

Nella società moderna, costruire diventa ancora più difficile di distruggere: le sfide economiche che indubbiamente piombano sulle spalle dei giovani rendono difficile pensare ad un nucleo ristretto, un nucleo elitario.

Oggi siamo abituati a viaggiare, scoprire, amare il mondo, oggi non possiamo più permetterci di pensare unicamente al focolare. Dobbiamo renderci capaci di intendere la famiglia come punto di partenza, i propri affetti come roccia e ristoro per le fatiche della quotidianità.

Mi piacerebbe concludere questa breve riflessione con le parole di Papa Francesco, che reputo un luminare dell’epoca sociale moderna “La famiglia è una grande palestra di allenamento al dono e al perdono reciproco senza il quale nessun amore può durare a lungo. Senza donarsi e senza perdonarsi l’amore non rimane, non dura”.