Francia: dimissioni di Christiane Taubira

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2012
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Il ministro della giustizia francese Christiane Taubira dimessosi dall'esecutivo Valls.

Il governo Valls perde la personalità più a sinistra dell’intero esecutivo, che da tempo non era in linea con la svolta sull’ordine pubblico impressa dall’Eliseo. Al suo posto Hollande mette un suo fido collaboratore Jean-Jacques Urvoas.

Il ministro francese della Giustizia, Christiane Taubira si è dimessa; al suo posto il presidente Hollande ha nominato Jean-Jacques Urvoas, parlamentare che da tempo si occupa del settore giudiziario. Con l’uscita di scena di Taubira, il governo Valls perde la personalità più a sinistra dell’intero esecutivo e che da tempo non era in linea con la svolta sull’ordine pubblico impressa dall’Eliseo.

Le dimissioni non hanno affatto sorpreso. Anzi, da mesi erano nell’aria. A provocare la rottura definitiva ci ha pensato il progetto di legge sulla decadenza della nazionalità. Taubira era contraria a questa misura e, in un’ intervista, si era spinta ad escludere che potesse esser presa in esame. Un’affermazione a dir poco incauta, smentita il giorno dopo quando, all’unisono, Hollande e Valls hanno ribadito di considerare la decadenza un po’ l’arco di volta del pacchetto sicurezza. Per Taubira era una totale sconfessione, mascherata da un risibile “non ero al corrente dell’ultima decisione dell’Eliseo”. Classica toppa che si rivela peggiore del buco.

Christiane Taubira abbandona il governo tra i plausi della sinistra più radicale e dell’ala sinistra del Partito socialista che ne hanno fatto un’icona del progressismo transalpino. In molti però tirano un sospiro di sollievo, a cominciare dalle forze dell’ordine, mai state in sintonia con un ministro animato da un’idea della pubblica sicurezza che si può riassumere nello slogan: “meno carcere per tutti”. In effetti, filo conduttore della sua attività ministeriale è stato quello di accrescere le pene alternative al posto della normale detenzione, di ridurre le sanzioni per i reati compiuti da minori di 18 anni e di sopprimere le aggravanti di pena in caso di recidiva. In pratica, un preordinato smantellamento di importanti strumenti di deterrenza.
Considerando la dilagante insicurezza, tra criminalità e terrorismo, può davvero misurarsi il grande scollamento di Taubira dal comune sentire della gente (compresi molti elettori di sinistra) che, alla lunga, ha fatto di lei la personalità meno popolare del governo. A dire il vero, Valls al momento di allestire la propria compagine ministeriale avrebbe fatto volentieri a meno di imbarcarla. Ad insistere per la riconferma alla Giustizia, era stato invece Hollande desideroso di non scoprirsi troppo sul fianco sinistro. A lungo andare però anche la volontà dell’Eliseo di salvaguardare, ad ogni costo, certi equilibri politici ha avuto la peggio rispetto al profondo dissenso tra il ministro e il premier sulla sicurezza pubblica. Un contrasto esploso soprattutto dopo le stragi del 13 novembre.
Come se non bastasse Taubira era stata anche la madrina del cosiddetto matrimonio “per tutti”, contestatissima legge che ammette le nozze gay con tanto di adozioni. Proprio da lei era giunta la spinta più risoluta per approvare il testo, a dispetto delle manifestazioni di massa che avevano attraversato il Paese e dei dubbi, etici ed antropologici, sollevati da alcune norme della nuova legislazione.

Grande personalità, notevole cultura ma anche eccessiva rigidità ideologica, questi i suoi tratti che adesso, senza il vincolo di qualsiasi solidarietà governativa, potranno dispiegarsi in completa libertà.
Non sappiamo quali saranno le sue decisioni future. E’ probabile che, insieme al frondista socialista Arnaud Montebourg e all’ecologista  Cécile Duflot, la vedremo alimentare le fila della sinistra che si oppone alla svolta social-liberale dell’Eliseo. Un percorso che potrebbe anche portare ad una candidatura alternativa a quella di Hollande nel 2017 e quindi alla sconfitta della sinistra, a quel punto, così divisa, assolutamente impossibilitata di superare il primo turno.
Ancora non può dirsi che sarà questa la direzione. Certo è che alle presidenziali del 2002 fu un’inutile 2,3 per cento, preso proprio da Christiane Taubira, all’epoca candidata dei Radicali di sinistra, a sottrarre i voti decisivi a far accedere Lionel Jospin al ballottaggio, al posto di Jean-Marie Le Pen.

Staremo dunque a vedere. Per intanto registriamo il cambio della guardia a Place Vendôme, ove approda Jean-Jacques Urvoas, indiscusso esperto di giustizia e, soprattutto, fedele a Hollande. Per il Presidente, un modo di serrare le fila del governo in vista della grande sfida del 2017.