Il Circolo S. Filippo Neri lancia il progetto dell’artigiano di quartiere

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Maurizio Bonomi, 80 anni, ex collaudatore di apparecchiature per industrie chimiche, da 12 anni è il presidente del Circolo Acli San Filippo Neri, circolo che quest’anno ha partecipato al bando del 5×1000 “Azioni e idee per la rigenerazione dei circoli aggiudicandosi il finanziamento del progetto “Artigiano di quartiere”.

Gli abbiamo chiesto di raccontarci di cosa si tratta

Quando è nata l’idea? E perché?
In questi anni abbiamo notato che le richieste che arrivavano al telefono dagli anziani non erano solo richieste di aiuto per trasporti, per accompagnamenti, o per pratiche amministrative, ma anche per  piccoli lavori in casa come aggiustare una tapparella,  riparare un rubinetto che perde, cambiare il sifone del water, tinteggiare gli appartamenti e o effettuare ritocchi  all’ingresso del  piano scala per dare un po’ di decoro allo stabile. Ecco in molti casi gli anziani sono in difficoltà anche a cambiare una  lampadina ma hanno un certo pudore a chiedere un aiuto per un così piccolo problema. Abbiamo così pensato di creare una figura nuova da inserire nelle nostre attività: l’artigiano di quartiere. Grazie al finanziamento del 5X1000 delle Acli abbiamo avuto la possibilità di realizzare questo progetto.

Non siete soli in questa avventura. Chi ha deciso di promuovere insieme a voi l’iniziativa?
Questa nuova attività si inserisce  in progetto più ampio, che da un decennio il circolo Acli con la rete di prossimità, composta dalla associazioni di quartiere, offre: un’assistenza territoriale agli anziani, alle persone sole, alle persone non del tutto autosufficienti per farli rimanere il più possibile nel proprio ambiente di vita, dove hanno i loro punti di riferimento nelle persone e nelle cose  protetti dalla rete di solidarietà.

In particolare i circoli Acli San Filippo Neri e Salvador Allende hanno la responsabilità, nell’ambito del progetto generale, della realizzazione del progetto “Artigiano di quartiere”. Le associazioni di quartiere “Cittadini della Bovisasca”, Locanda di Gerico”, ciascuna con la propria missione, daranno vita ad un coordinamento al fine di coinvolgere i loro volontari nella realizzazione del progetto.
Questa prima esperienza dell’artigiano di quartiere iniziata ai primi di gennaio, finirà a giugno, ma il nostro sogno è quello di poterla continuare. Come obbiettivo speriamo di rispondere a circa 40 richieste di intervento al mese.

In quale contesto urbano si inserisce la vostra azione?
L’artigiano di quartiere si svolge nel quartiere Bovisasca-Bovisa: un quartiere formato da caseggiati sorti negli anni Sessanta/Settanta: composto da case popolari dell’istituto Aler  e da case in proprietà riscattate dall’istituto Ina Casa. Il rimanente è costituito da case in cooperativa sorte alla metà degli anni ‘80. A partire da questa data non ci sono stati nuovi insediamenti significativi. Il quartiere è situato a Nord Ovest della città di Milano confinante con il quartiere Comasina, Affori e Quarto Oggiaro. Negli anni sono spariti piano piano, uno dopo l’altro, i piccoli esercizi e le persone si incontrano solo nel centro commerciale. L’associazione Locanda di Gerico, con i suoi volontari e la Parrocchia, ha affittato e attrezzato in un caseggiato ALER uno spazio per essere il più vicino possibili alla persone del quartiere. Il Circolo Acli, sempre nell’ottica della prossimità, gestisce l’apertura di un bar presso la sede del circolo tutti i pomeriggi e per l’intera giornata nelle festività.

Parliamo delle attività del vostro circolo.
Il nostro circolo, da sempre impegnato nelle attività di solidarietà, è comunque presente nel quartiere come luogo di socializzazione. Ad esempio una volta al mese oltre cento anziani si ritrovano per ballare. La parrocchia mette a disposizione il teatro e via alla musica. E’ un momento importante di incontro. Insieme organizziamo uscite turistiche: ad esempio il 18 febbraio saremo a Padova. E poi convegni e approfondimenti sui temi di attualità legati all’immigrazione, all’ambiente, al lavoro Certo tutto questo non sarebbe possibile se non ci fosse quell’enorme e preziosissimo patrimonio che sono i volontari, a cui va tutto il merito per il successo di tutte le nostre iniziative.

L’artigiano di quartiere è uno dei trenta progetti finanziati quest’anno dal 5X1000. Accogliere aggregare innovare, le tre parole chiave dei progetti che vanno dai corsi di formazione al lavoro, ad interventi di educazione alla mondialità nelle scuole, ad organizzazione di spettacoli teatrali e cineforum e  allestimento di mostre.