Il Forum lombardo scrive a Fontana: necessarie garanzie per il terzo settore

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Un’ulteriore stretta nei confronti delle attività di socializzazione e volontariato rischia di indebolire la presenza delle nostre realtà nei territori, realtà capaci, come dimostrato già negli scorsi mesi, di rispondere ai bisogni della popolazione in modo efficace, capillare e tempestivo.

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Palazzo Lombardia.

Le associazioni che appartengono al Forum del terzo settore lombardo hanno deciso questa mattina di scrivere al Presidente della Regione e all’assessore alle politiche sociali per chiedere interventi a sostegno del mondo dell’associazionismo.

«Un’ulteriore stretta nei confronti delle attività di socializzazione e volontariato – scrivono nella lettera  –  rischia di indebolire la presenza delle nostre realtà nei territori, realtà capaci, come dimostrato già negli scorsi mesi, di rispondere ai bisogni della popolazione in modo efficace, capillare e tempestivo. Le ultime disposizioni che impongono la sospensione delle attività dei “centri culturali, dei centri sociali e dei centri ricreativi” (DPCM del 24 Ottobre 2020 – art 1 comma 9 lett. f) producono un impatto grave e profondo nel tessuto delle nostre associazioni, già molto provate da mesi di difficoltà: senza un intervento chiaro e immediato, il rischio è quello azzerare l’impegno del mondo associativo nei confronti della collettività, facendo venir meno un contributo prezioso e importante per la tenuta del tessuto sociale».

«Chiediamo alla Regione – continua la lettera – di attivarsi per garantire la tenuta del mondo associativo, tramite una serie di misure di sostegno e agevolazione che, come per il mondo della produzione e dei servizi, ci consentano di continuare a svolgere il nostro ruolo senza generare ulteriori e gravi impatti per la collettività. In particolare, riteniamo importante poter contare sul vostro supporto, chiedendovi di farvi portatori di tali istanze anche nei confronti della Conferenza Stato-Regioni e del Governo, garantendo alle associazioni di poter contare su un mix di interventi, quali:

  • procedure semplificate di accesso a specifici bonus / sostegni nei confronti dei circoli APS (soprattutto per le realtà con attività di somministrazione), delle OdV e per le associazioni culturali;
  • esonero per le associazioni dal pagamento dei canoni delle concessioni e delle locazioni da corrispondere agli enti pubblici, relativi ai periodi di sospensione o limitazione delle attività;
  •  contributi per il pagamento dei canoni di affitto da corrispondere ai privati;
  • l’annullamento dei versamenti TARI per il periodo di sospensione delle attività;
  • contributi a fondo perduto a sostegno delle associazioni le cui attività sono sospese o limitate nell’orario, incluse espressamente le attività di somministrazione dei circoli culturali e ricreativi. Per questa particolare fattispecie (circoli che svolgono attività di somministrazione di alimenti e bevande) chiediamo inoltre di poter ricevere chiarimenti rispetto la possibilità di svolgere, secondo le norme, gli orari e i protocolli in vigore, la propria attività al pari degli esercizi offrono attività di ristorazione».

Non manca nel testo inviato a Fontana la preoccupazione per il futuro lavorativo dei propri operatori: «A queste richieste si aggiungono inoltre quelle che riguardano i lavoratori delle nostre realtà, affinché possano contare su adeguate misure di tutela, tali da garantire un sostegno durante il periodo di emergenza. Non da ultimo, chiediamo un rinnovato sforzo affinché le Istituzioni (Regione e Governo) includano l’associazionismo nelle misure di compensazione dei danni legati ai provvedimenti di sospensione delle attività, sostenendo tutte quelle preziose iniziative associative e di volontariato finalizzate a rispondere ai bisogni della popolazione a fronte delle limitazioni imposte dalle disposizioni nazionali, regionali e locali. Confidiamo nella vostra sensibilità e comprensione e attendiamo vostro riscontro rinnovando la disponibilità a lavorare assieme, in questo tempo difficile, per sostenere le nostre comunità».

La versione integrale della lettera (pdf)