Il mondo delle imprese per la sostenibilità ambientale e sociale

Il mondo delle imprese per la sostenibilità ambientale e sociale email stampa

Alle Acli il convegno dell’Ucid sul “generare valore sociale” e alla Cariplo di Intesa Sanpaolo l’incontro sul “motore della crescita”, per la coesione sociale hanno evidenziato il contributo degli imprenditori aziendali e degli istituti di credito per l’avvenire, con il coinvolgimento dei giovani nel mercato del lavoro.

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www.weforum.org/events/world-economic-forum-annual-meeting-2020/

L’Agenda 2030 dell’ONU che individua i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile, propone una strategia di futuro che possa assicurare a tutti gli abitanti del pianeta migliori condizioni di vita, con la sconfitta della povertà e della fame, la riduzione delle disuguaglianze, l’istruzione di qualità, la salute e il benessere, ma anche un lavoro dignitoso, l’innovazione e la crescita economica, la lotta contro il cambiamento climatico, la giustizia e la pace.

Si tratta di una “utopia” universale che deve trovare, strada facendo, gli strumenti e i protagonisti del cambiamento, per individuare le tappe e le alleanze, nelle istituzioni e nella società, necessarie alla realizzazione di progetti condivisi e solidali, in armonia e in equilibrio con le risorse naturali.

La presentazione a Strasburgo del Green Deal per la trasformazione ecologica dell’Unione europea e la richiesta al World Economic Forum di Davos di investire in una riconversione climatica per fermare il riscaldamento globale, si possono agganciare idealmente alle iniziative a livello metropolitano per uno sviluppo sostenibile e un welfare inclusivo.

Alle Acli il convegno dell’Ucid sul “generare valore sociale” e alla Cariplo di Intesa Sanpaolo l’incontro sul “motore della crescita”, per la coesione sociale, l’inclusione, l’occupazione, l’innovazione, l’arte e la cultura, nella prospettiva dell’economia circolare e della competitività nazionale, hanno evidenziato il contributo degli imprenditori aziendali e degli istituti di credito per l’avvenire, con il coinvolgimento dei giovani nel mercato del lavoro.

Nella globalizzazione diseguale e nel sistema economico squilibrato, si deve poter affrontare la transizione ambientale con la creatività dell’economia civile e la gestione delle risorse umane, fra il profitto delle aziende e la valorizzazione delle professionalità, in una visione equa e solidale dei costi dello sviluppo e delle esigenze delle persone e della comunità.

L’approdo al mondo delle imprese, profit e sociali, con le prestazioni personalizzate e la valorizzazione degli intrecci relazionali, favoriscono anche l’inserimento lavorativo delle fragilità e delle disabilità, i tirocini formativi e la riqualificazione, per evitare le espulsioni dai processi produttivi a causa della digitalizzazione e della robotizzazione che automatizzano le mansioni e tendono alla sostituzione meccanica dell’apporto umano.

Il lavoro contribuisce all’evoluzione della creazione e assegna a ognuno un posto nel mondo, con lo scambio dei talenti, nella reciprocità delle vocazioni e dei ruoli, nel complesso sistema della produzione e dei servizi, per superare conflitti e ingiustizie, alla ricerca di senso e di benessere, senza esclusioni che generano tensioni e marginalità.

C’è la questione della sostenibilità umana e dell’impatto territoriale delle attività imprenditoriali, da affrontare con il welfare aziendale e il trattamento virtuoso degli scarti di produzione per il recupero delle materie prime e il trattamento differenziato dei rifiuti a salvaguardia della salute e dell’ambiente, con progetti di cambiamento dell’economia del millennio.

La testimonianza di Greta Thumberg e la mobilitazione delle nuove generazioni del Fridays for future, stanno coinvolgendo i “potenti della terra” e le politiche delle multinazionali, per avviare una inversione di tendenza negli investimenti, al fine di generare un processo di riconciliazione con la natura violentata da sfruttamenti in contrasto con gli “obiettivi di sviluppo sostenibile”.

A livello locale, l’intreccio delle azioni creative delle imprese, e in particolare di Intesa Sanpaolo, sta creando un ciclo virtuoso di iniziative finalizzate ad una maggiore coesione per ridurre le diseguaglianze, all’erogazione di finanziamenti per favorire l’inclusione, all’economia circolare per la sostenibilità, all’investimento sui giovani per promuovere l’occupazione, alla cultura e al patrimonio artistico da far conoscere e valorizzare.

E’ una visione strategica che coinvolge la società civile, le associazioni ambientaliste e sociali, il volontariato e la cittadinanza attiva, in una progettazione di imprenditorialità diffusa per la transizione energetica, i consumi consapevoli, il contrasto alla povertà, l’accesso alla scolarizzazione di livello universitario e alla formazione permanente per la riqualificazione contro la minaccia della disoccupazione per l’innovazione tecnologica.

Sono necessarie nuove forme di solidarietà per chi è a rischio di indigenza, con una chiamata collettiva alla responsabilità per superare le ingiustizie economiche e nella fruizione dei diritti, prendersi cura con gesti di vicinanza e prossimità, agevolare l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati, attivare percorsi di transizione dalla scuola al lavoro e di istruzione professionale finalizzata all’apprendimento dei mestieri nell’era della rivoluzione digitale.

Le risorse finanziarie e umane devono essere finalizzate a costruire un futuro vivibile, fondato sulla responsabilità sociale delle imprese e dei cittadini, e sulla sostenibilità ambientale, in attuazione del principio di sussidiarietà, a difesa degli ambienti di vita e di lavoro, per una società liberata dallo sfruttamento irresponsabile della natura e dalle inevitabili conseguenze drammatiche per le popolazioni coinvolte nei cambiamenti climatici.