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INTERVISTA: La sindaco di Pioltello, Cosciotti illustra le attività del comune per contrastare la pandemia email stampa

La sfida nei prossimi mesi è di saper anticipare le richieste di bisogno dei cittadini con la sensibilità delle persone, delle associazioni, organizzazioni che dovranno dare il massimo per la propria città

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Gli enti locali, per loro natura, rivestono un ruolo privilegiato nella costruzione di comunità, e come Coordinamento La Pace in Comune lo abbiamo sottolineato tante volte nei numerosi incontri organizzati. Il rapporto diretto con i propri cittadini, la capacità di cogliere i bisogni dei territori e di elaborare risposte efficaci, l’adozione di un approccio che fa rete con gli altri soggetti che concorrono alla vita di una città si sono rivelati utili strumenti per la buona amministrazione anche in questa difficile situazione di emergenza sanitaria.

Lo spiega bene Ivonne Cosciotti, sindaca di Pioltello, che in questi lunghi mesi ha saputo gestire l’emergenza sanitaria mettendo in campo non solo le misure di sicurezza previste dal Governo ma lavorando instancabilmente per rafforzare il senso di responsabilità e di comunità del suo comune, con la sua amministrazione e in rete con diversi soggetti del territorio.

Ripercorriamo gli ultimi mesi, come ha cercato di orientare la sua azione di Sindaca e della sua amministrazione comunale?
L’azione che ho tentato di porre in atto in questi mesi in cui abbiamo dovuto lavorare in questa grande emergenza è stata soprattutto una azione di protezione e di difesa della salute dei miei cittadini. La massima allerta è stata verso i malati ma anche verso nei confronti di chi era ancora sano e dovevamo tutelare. Con l’aiuto della Protezione Civile e Polizia locale abbiamo seguito tutte le persone che dovevano stare in quarantena in maniera ampia e attenta, dall’altra in una azione che ha puntato a convincere i cittadini ad attenersi alle regole.

Una delle cose che mi ha colpito in questi mesi sono stati i numerosi appelli ai suoi cittadini, perché ha sentito il bisogno di rivolgersi quotidianamente a loro?
A un certo punto era fondamentale che le persone capissero la gravità della situazione, e certamente come sindaco ho ritenuto importante rivolgermi direttamente ai cittadini con dei video, tra l’altro a fine giornata sentivo di condividere, non solo le preoccupazione, ma anche i sentimenti. Mi è parso un atteggiamento positivo perché i cittadini hanno sentito che le parole e la preoccupazione del sindaco fossero parole rivolte a loro  e alla salute di tutti i cittadini. Penso sia stato uno degli strumenti vincenti.

Tante volte durante gli incontri del Coordinamento Pace, abbiamo sottolineato l’importanza del lavoro comune tra i diversi soggetti di una comunità (enti locali, società civile, cittadinanza) per la realizzazione del bene comune. La situazione che stiamo vivendo ha fatto emergere in maniera molto chiara questo aspetto: è necessaria la sinergia tra i diversi attori politici (Governo, Regioni, Enti locali) e della rete territoriale. E’ stato così anche nel vostro comune?
La rete territoriale è fondamentale ma non era cosi scontata, i singoli attori hanno iniziato lavorando separatamente e prima di riuscire a fare rete abbiamo fatto fatica. Purtroppo i sindaci sono stati l’ultima ruota del carro anche se erano quelli che di fatto hanno dovuto inventarsi azioni di intervento. Dopo alcune settimane si è innestato un meccanismo più rodato anche perché vista la gravità della situazione, nessuno da solo avrebbe potuto fare niente. Ringrazio ancora tantissimo la Protezione Civile, la Polizia Locale, la Prefettura e l’ATS che si sono messe in rete ed han saputo affrontare ognuno per  il suo pezzo quello che ci stava capitando. Abbiamo capito che vi erano molte cose da migliorare e che la questione dell’emergenza sanitaria non era una di quelle per cui lo Stato si era preparato al meglio

Fin da subito tutti i comuni hanno messo in campo le misure di sicurezza previste dal governo per arginare il contagio e hanno attivato servizi per far fronte ai bisogni primari delle persone più in difficoltà (es: la domiciliazione della spesa e dei farmaci). Oltre a questo, voi avete promosso addirittura un palinsesto di attività a distanza (#acasaconvoi) rivolte ai diversi target di cittadini? Perché, come è nata questa idea e come è stata resa possibile?#Acasacon voi è un idea di palinsesto pubblicato sulla pagina face book della Città di Pioltello. E’ nata improvvisamente nel mio ufficio col vicesindaco e l’assessore alla cultura. Abbiamo voluto portare le attività della vita normale nelle nostre case ai cittadini che tramite la tv vedevano solo l’aspetto tragico della pandemia. Abbiamo portato le attività con le persone che vivono la nostra città: il signore, maestro storico della città,  che raccontava le fiabe, la persona che faceva fare  ginnastica, e chi suonava un pezzo di musica il tutto poi attivando anche le associazione del territorio, le maestre, le parrocchie. E’ stato un palinsesto vincente, riprodotto poi da tante altre realtà, devo dire che è stato un lavoro molto impegnativo svolto dall’assessore D’Adamo ma di cui siamo soddisfatti, perché ha permesso ad un pezzo di comunità di entrare nelle case di ogni cittadini e rinforzare uno spirito di comunità.

In questa seconda fase, ci si appella soprattutto alla responsabilità individuale, pensa che il senso di comunità e responsabilità di ciascuno di noi ne usciranno rafforzati dopo questa esperienza e saremo un po’ più pronti ad affrontare le altre sfide che necessitano del contributo di tutti e che abbiamo per ora solo messo da parte (la pace, il cambiamento climatico, la giustizia sociale ?
Oggi in piena fase due vedo tanta voglia di tornare alla normalità e tanta stanchezza da parte delle persone. Di fronte ai tanti temi, la disoccupazione e la povertà, ancora non ci ha toccato veramente da vicino come probabilmente accadrà nei prossimi mesi, sono temi che dovranno tirar fuori il meglio delle nostre energie, spero che saremo pronti. Di certo le misure economiche che il governo ha messo in atto saranno un sostegno a tutti noi ma bisognerà che tutta quella parte di società civile che si è attivata con la spesa solidale, col volontariato e che ha fatto vedere il meglio di noi, sia attenta ad accogliere tutte le richieste di aiuto che verranno dai cittadini. La nostra sfida nei prossimi mesi è di saper anticipare le richieste di bisogno dei cittadini con la sensibilità delle persone, delle associazioni, organizzazioni che dovranno dare il massimo per la propria città. Credo che la pace la costruiremo in questo modo e questa sarà la sfida importante nei prossimi mesi.