La legalità per la libertà e la democrazia

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Si è tenuto lo scorso 9 febbraio il primo incontro online del percorso “Il bene comune ha bisogno di te”, organizzato dalle Acli del Rhodense. Ad aprire il ciclo il magistrato Giuseppe Gennari,impegnato nelle indagini sulla penetrazione della mafia nel nord Italia.

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Erano oltre settanta  i partecipanti intervenuti  al primo incontro online del percorso “Il bene comune ha bisogno di te”, organizzato dalle Acli del Rhodense  e dedicato al tema:  La legalità per la libertà e la democrazia.

 Ha portato il  saluto della Presidenza delle Acli Milanesi, di Monza e Brianza Silvio Ziliotto che ha ricordato quanto sia fondamentale per le Acli la formazione e l’impegno politico, sin dai tempi del Presidente e fondatore Luigi Clerici. Ha poi sottolineato l’importanza di un percorso articolato e ricco come quello organizzato a  Rho quest’anno, per la crescita civile e politica dei cittadini locali e del Rhodense tutto.

 A parlare delle sua esperienza di giudice penale il  dott. Giuseppe Gennari, magistrato impegnato nelle indagini sulla penetrazione della mafia nel nord  Italia.

Con il suo stile immediato  e coinvolgente ha accompagnato l’attentissimo pubblico di giovani e adulti attraverso un confronto franco e appassionato che ha toccato diversi argomenti: l’Italia e la criminalità organizzata, il rapporto tra organizzazioni criminali ed Enti Pubblici in Italia e negli altri paesi dell’Unione Europea, le eventuali connessioni tra organizzazioni criminali estere e italiane; la relazione tra corruzione,  richiesta di favori e profitti illeciti e criminalità;  la difficoltà a riconoscere i legittimi diritti e quindi il ricorso a “scorciatoie”  per ottenerli, la relazione tra burocrazia e mafie, gli strumenti che gli amministratori pubblici hanno a disposizione per limitare le infiltrazioni mafiose  all’interno del tessuto sociale ed economico locale, la riforma della giustizia.

Come ben sintetizzato da Andrea Orlandi al termine dell’incontro, l’intervento del dott. Gennari invita tutti a prendere coscienza della presenza della criminalità organizzata, ramificata nel tessuto sociale lombardo, un fenomeno serio e forte, ma non così inattaccabile come a volte la narrazione comune e l’enfasi su alcuni fatti di cronaca porta a credere. La mafia si può combattere, e noi lo possiamo fare con gli strumenti dell’informazione e della trasparenza, e della necessaria competenza dei funzionari della pubblica amministrazione per svolgere al meglio i propri compiti e dare ai cittadini le risposte giuste nei tempi giusti. È importante che le Amministrazioni locali e tutti  gli Enti pubblici siano trasparenti nei confronti dei cittadini, rendano conto di ciò che fanno e come lo fanno, sollecitino la maggior partecipazione possibile.

Rispondendo alle molte sollecitazioni arrivate dai partecipanti,  il Magistrato ha sottolineato come tutti noi dobbiamo essere vigili e liberarci da alcuni comportamenti e abitudini diffuse che rischiano di farci essere un po’ tutti mafiosi: come quando cerchiamo il nostro immediato beneficio personale a dispetto delle regole,  il nostro profitto ingiusto a danno della società. Sono queste piccole abitudini considerate innocue che  possono portare in alcuni casi ad avallare anche  il rapporto con soggetti mafiosi senza coglierne il favore che facciamo loro, introducendoli nei nostri sistemi. Secondo il dott. Gennari, per combattere la mafia non basta l’azione repressiva dei tribunali e delle forze dell’ordine, ma è necessaria  un’assunzione di responsabilità da parte di tutti.

È stato un  incontro importante, uno scambio non rituale, che ha portato a  riflettere anche sulla bellezza di un percorso di formazione per il Bene Comune che non è di proprietà di qualcuno, ma trasversale a tutte le persone di buona volontà.

Un percorso che mentre ci fa scoprire il valore dell’impegno per gli altri e il proprio paese, arricchisce  la nostra vita. Un percorso che può condurci  anche a scelte scomode, che potrebbero farci vivere delle difficoltà, ma che non per questo va  abbandonato: perché la legalità, la giustizia, i diritti, la democrazia e la fiducia nelle istituzioni sono beni irrinunciabili, che richiedono la partecipazione attiva di tutti  per ottenerli e conservarli.

L’appuntamento per il prossimo incontro è  il 16 febbraio alle ore 21 con Cristiana Rogate,  per parlare della partecipazione di cittadini e delle imprese per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile