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La Migliore Politica al centro del secondo incontro di approfondimento sulla “Fratelli tutti” email stampa

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Con il secondo incontro del percorso di approfondimento sulla Fratelli tutti le Acli Milanesi hanno preso in esame il capitolo V dell’enciclica, che affronta il tema della migliore politica. Come sottolineato dal presidente Andrea Villa, papa Francesco non risparmia le critiche, proponendo un’analisi dura su come gli uomini hanno organizzato il proprio stare insieme, e richiamando nello stesso tempo la necessità del primato della politica, accogliente e orientata al bene comune. Ad aiutare a comprendere meglio l’attualità del monito del papa sono intervenuti Maria Chiara Prodi, presidente delle Acli Francesi e Paolo Petracca, presidente della Fondazione Acli Milanesi.

“Interrogare la realtà non per quella che vorremmo che fosse, ma per quello che è, è un primo passo per dare concretezza al nostro agire – ha spiegato Maria Chiara Prodi, rispondendo alle sollecitazioni del presidente delle Acli, Villa – Come cristiani alla speranza siamo quasi “condannati”. Lo spazio è quindi il mistero della luce negli occhi che rimane anche quando stai affrontando una prova dura e non ci sono altre ragioni per perseverare se non la certezza di quella gioia interiore che non è legata alla speranza di successo, ma al rispondere ad una vocazione” e la politica è vocazione.

La proposta politica contenuta nella  Fratelli tutti non segue ovviamente le logiche di potere ma è strettamente legata al Vangelo, come ha spiegato Paolo Petracca. “Francesco – ha detto – attualizza nell’ultima enciclica  le indicazioni già presenti in tutta la dottrina sociale delle chiesa: l’opzione per i poveri, per la giustizia sociale, i principi di solidarietà e sussidiarietà che vengono più volte richiamati esplicitamente”.

Qual è dunque il compito delle Acli per ridare anima alla politica. Per Maria Chiara Prodi negli ultimi anni si è rarefatta l’intermediazione e si è pensato al popolo come tante individualità. Le Acli invece cercano nel confronto e nel dialogo le risposte. “La nostra associazione – ha affermato la Prodi –  è una delle poche generaliste, intergenerazionali rimaste. In un mondo di “bolle sociali”, quindi, ha un potere unico e rivoluzionario”. Anche Petracca ha sottolineato la particolarità delle Acli: “”La politica che nasce dal civile è una politica che crea legami e relazioni. Il nostro compito quindi è quello di essere degli animatori delle comunità che sanno ascoltare i bisogni delle persone”.

Oggi la politica è però spesso solo ricerca del consenso e in quanto tale esaltazione delle specificità e delle differenze. Tutto ciò che tenta di costruire visione e non divisione, è messo in crisi. La “Fratelli tutti” invece ci insegna che politica e società non vivono senza relazioni. Per la presidente delle Acli Francia è importante concentrarsi su due operazioni: da una parte accettare il mondo complesso per com’è, cioè accogliere le abitudini di vita delle persone (nella loro precarietà, col loro bagaglio di disillusione e fatica) e proporre nuovi strumenti di partecipazione legati alla mobilità, alla precarietà, al virtuale, dall’altra smascherare il più possibile le retoriche fallaci della politica. “Penso sempre  – ha spiegato – alle pubblicità dei panini al pollo con l’asterisco, che se leggi bene capisci che ti propinano agglomerato di pollo, non un filetto. Viviamo in una società ossessionata dall’olio di palma, ma in compenso dalla politica ci facciamo propinare ogni giorno i peggio additivi e conservanti danneggiano la società intera”

Durante la serata Giuseppe Loiacono dei Giovani delle Acli è intervenuto ponendo delle domande ai due relatori sulla necessità di rimettere al centro del dibattito politico i veri bisogni dei cittadini, del “popolo”, al di fuori delle logiche della “campagna elettorale”.

Oggi però, secondo la Prodi, la campagna elettorale è forse l’unica finestra di opportunità per incontrare chi si sente lontano dalla politica. “La Bibbia dice spesso “radunare un popolo” – ha spiegato – e trovo  che l’espressione sia giusta. Il “popolo” come comunità non è dato in natura. Va radunato. Si pensa spesso ad azioni da fare. Io penso che si debba pensare ancora di più ad ostacoli da togliere. Non solo “cosa posso fare”, ma “cosa impedisce a questo o a quella persona di partecipare”. Se il momento elettorale dunque è il momento in cui giunge la voce del popolo, per Petracca è bene che la voce arrivi dopo aver compiuto un po’ di strada: “un corpo intermedio serio e moderno – ha aggiunto l’ex presidente delle Acli Milanesi –come la nostra Associazione facilita e promuove l’approfondimento, l’ascolto e si fa interprete dei bisogni del territorio,  non dimenticando mai quello che papa Francesco ha detto dialogando con i movimenti popolari: terra, lavoro e casa sono i bisogni fondamentali per la dignità della vita”.

Il terzo appuntamento di approfondimento sulla Fratelli tutti è in programma mercoledì 3 marzo. Diretta Facebook e You tube dalle ore 18. Interverrà don Mario Antonelli.