“L’Armonia degli sguardi”, il nuovo libro del presidente nazionale, Emiliano Manfredonia

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La copertina del volume, edito da San Paolo edizioni

Fin dal titolo L’Armonia degli sguardi il libro di Emiliano Manfredonia, Presidente nazionale delle ACLI dal 2021, rivela un profondo debito verso il pensiero di Italo Mancini, sacerdote e filosofo, fra i più acuti pensatori del XX secolo e sempre molto amico del Movimento aclista.
Mancini elaborò una lettura non riduttiva del cristianesimo e che chiamerà radicale, quale emerge dalla Lettera a Diogneto, perché paradossale e diverso dal comune modo di pensare. Come ha scritto lo stesso Mancini: si tratta di «quel cristianesimo che il testamento di Francesco d’Assisi chiamava vivere secondo la forma Evangelii e che aveva un criterio molto sensibile di individuazione: sentire dolce da amaro che era lo stare con i lebbrosi. Quel cristianesimo che Pascal chiamava agonico («Gesù sarà in agonia sino alla fine del mondo»), che non escludeva l’impegno nel mondo, anzi esigeva (esige) una prassi di liberazione storica attraverso convergenze etiche, in vista della riconciliazione». Quell’essere-per-gli-altri come caratteristica di chi si pone alla sequela del Cristo nel mondo, illustrato da Dietrich Bonhoeffer nelle sue Lettere dal carcere; una svolta nel modo di elaborare e di attuare il discorso teologico. Per dirla ancora con Mancini: «Insomma o il Vangelo è con tutta la sua incarnazione o non è Vangelo: sarà altro anche importante, ma il Vangelo e il suo darsi primigenio nel nesso di fede e cultura e storia e mondo non può essere disincarnato”.

Partendo da questo dato inaggirabile Manfredonia esplora con grande cura e profondità il tema delle relazioni umane attraverso la potente e suggestiva metafora degli sguardi. Con grande sensibilità, l’autore penetra nell’animo umano, rivelando come gli sguardi rappresentino non solo l’unico autentico legame tra le persone, ma anche un linguaggio silenzioso e universale che trascende le parole. Attraverso questa esplorazione, il libro svela le sfumature emotive e i significati nascosti che si celano dietro ogni incontro di sguardi, offrendo una visione profonda e toccante delle dinamiche interpersonali.
Il libro è una raccolta di personaggi vari che incarnano desideri, paure, speranze e segreti. Gli sguardi diventano uno strumento potente, in grado di rivelare verità nascoste e di creare legami profondi.
In questo libro, Manfredonia si impegna a catturare l’essenza dell’umanità, illuminando la profonda connessione che esiste tra gli esseri umani. Attraverso la sua narrativa avvincente, dimostra come attraverso gli occhi possiamo davvero vedere e comprendere non solo gli altri ma anche noi stessi, rivelando le verità nascoste e le emozioni più intime che spesso rimangono celate nell’animo umano.
E, sì, il suo punto di osservazione privilegiato sono le ACLI, le ACLI che nella loro forma migliore sono un tentativo incessante di incarnare il Vangelo nei bisogni e nelle problematiche delle persone concrete, lì dove si trovano e così come sono, inserendo nella vita quotidiana i grandi interrogativi sul futuro del mondo in una logica incarnazionista squisitamente evangelica (e cattolica) anche quando gli esiti sono paradossali e le soluzioni sono al limite (e magari anche oltre) di una presunta ortodossia.
Qua e là, evidentemente con uno stile diverso, pare di risentire la voce di Giovanni Bianchi, quel suo interrogarsi sui volti e sui luoghi proprio a partire dalla ferialità dell’esperienza aclista. Un libro utile e necessario.

Un momento della presentazione del libro a Roma