Le Acli Milanesi aderiscono alla manifestazione per la difesa della salute

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Il ritrovo alle ore 10.15, alla destra del Duomo sotto le bandiere delle Acli. Tra gli interventi nel corso della manifestazione interverrà Delfina Colombo.

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Le ACLI milanesi aderiscono alla manifestazione in programma sabato 23 ottobre, promossa dal Coordinamento lombardo per la difesa della salute Dico 32 perché ritengono ormai non più procastinabile un cambiamento reale e sostanziale dell’assistenza socio sanitaria lombarda. Le ACLI Milanesi scendono in piazza per ribadire che la riforma della Sanità deve avere come obiettivo principale la presa in carico integrale del cittadino bisognoso di assistenza in strutture di medicina territoriale adeguate ed efficienti previste recentemente dal PNRR a fine di rendere concreto il diritto alla salute sancito dall’art.32 della Costituzione come diritto fondamentale dell’individuo garantito a tutti. In particolare le ACLI Milanesi sottolineano che la proposta di progetto di legge di riforma, approvata dalla Giunta Regionale, ad oggi in Commissione Sanità e a breve in discussione in Consiglio Regionale prevede strutture di medicina territoriale insufficienti a rispondere alle necessità dei cittadini: una struttura ogni 50 mila abitanti contro l’indicazione del PNRR che dispone la realizzazione di una struttura ogni 15/25mila abitanti.

Le ACLI Milanesi denunciano che dietro alla promessa di rafforzare la medicina territoriale vi sia invece il tentativo di dare sempre più spazio alle strutture private for profit. Inoltre le ACLI Milanesi sottolineano come nel progetto di legge di riforma regionale non venga valorizzato, contrariamente a tanti pubblici proclami, il Terzo Settore che invece andrebbe coinvolto attivamente nella co-progettazione e co-programmazione del Servizio sociosanitario Lombardo.

Le ACLI Milanesi ritengono sia necessario intervenire a correzione e integrazione del progetto di legge in esame, sulle seguenti questioni di assoluta priorità:

  1. Personale sanitario. Il problema principale è quello del reperimento del Personale sanitario. Da anni sotto organico. Indicare l’utilizzo di medici e infermieri ospedalieri per gestire le nuove strutture di medicina territoriale (case di comunità e ospedali di comunità) è inaccettabile.
  2. Tempi di attesa delle prestazioni. Questi erano già prima della pandemia una delle criticità più rilevanti della sanità Lombarda. Il problema risulta oggi aggravato a causa della sospensione delle attività a causa del Covid producendo peggioramenti delle patologie e un aumento del tasso di mortalità. Occorre un investimento straordinario in personale fino al raggiungimento dei tempi previsti dai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) al fine di garantire anche la salute dei cittadini che non possono far fronte al pagamento di prestazioni sanitarie fornite da erogatori privati.
  3. Medici di Medicina Generale. Circa 14 milioni di italiani potrebbero, senza adeguati interventi, restare senza medico di famiglia. In Lombardia secondo dati recenti risultano infatti scoperti 786 posti di MMG, oltre ai Pediatri e ai Medici di continuità assistenziale. A tal riguardo le ACLI Milanesi giudicano la possibilità di aumentare il numero di pazienti per Medico da 1500 a 2000 come una soluzione emergenziale e giustificabile solo nell’immediato. Tale misura se diventasse strutturale andrebbe ancora una volta a scapito della qualità della cura dei cittadini.  

Appuntamento quindi a tutti coloro che hanno a cuore la sanità pubblica sabato 23 ottobre in piazza Duomo dalle 10.30

EVENTO FB

Per chi lo desidera può stampare l’adesivo preparato in occasione della manifestazione,   impaginato con 4 adesivi