Le infrastrutture e il futuro della città

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Il tema dei big data, come ogni innovazione, si presta a dubbi e scetticismo, e, quando vengono raccolti senza consapevolezza degli interessati, e per usi tutt’altro che a favore delle persone, si entra in un terreno dove il diritto scompare. Anche per queste ragioni, occorre essere informati, ed è necessario che la politica svolga il suo compito di difesa delle persone e dei loro diritti.

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E’ giunto all’ottavo appuntamento il percorso formativo delle Acli della Zona Rho e Acli Milano mercoledì 7 aprile 2021 con un incontro sulle infrastrutture e sul futuro della città.

“Ho ascoltato i tre professori. Tre interventi magistrali che fanno alzare la testa e guardare al futuro”. Questo il messaggio di Fabio Bottero, sindaco di Trezzano sul Naviglio, inviato al termine dell’incontro, testimonia quanto la serata sia stata significativa e ricca di prospettive.
I Professori Giovanni Azzone, Alessandro Balducci e Piercesare Secchi, docenti del Politecnico di Milano (Azzone ne è anche stato Rettore), una delle Università più prestigiose al mondo, ricercatori impegnati in studi e analisi continue, divulgatori delle loro ricerche e riflessioni con pubblicazioni sempre attuali, hanno letteralmente affascinato i partecipanti. La loro capacità di parlare un linguaggio chiaro anche per i non addetti ai lavori, di mostrare cartografie, grafici e tavole, di presentare problemi molto complessi in modo comprensibile a tutti, di far intravedere prospettive e opportunità senza negare i rischi, ha consentito a un pubblico ampio di conoscere, capire e discutere temi di solito trattati solo in ambiti specialistici. E questo riteniamo sia il merito più grande della serata, perché ha consentito la vicinanza, la comprensione e il dialogo, tra “intellettuali”, giovani e adulti, che per la maggior parte ha affrontato questi temi per la prima volta.
Il Prof. Alessandro Balducci, ha mostrato la trasformazione dei nostri territori e delle città dagli anni ’50 del novecento a oggi, mediante cartografie che mostrano come i fattori di cambiamenti sono essenzialmente le infrastrutture, che consentono le connessioni necessarie per le comunicazioni, la vita, il lavoro, le attività produttive, la salute. Grazie alle infrastrutture presenti e ai grandi poli innovativi già realizzati come Rho Fiera, il Centro di Arese, Citylife, Cascina Merlata, il Portello e altri, è possibile dare vita a MIND nell’area che ha ospitato Expo Milano 2015. MIND, il Distretto dell’Innovazione, un polo scientifico e di impresa a livello internazionale, un ecosistema per lo sviluppo socio-economico dove sperimentare nuovi modi di lavorare, fare ricerca, abitare, curare, stare insieme e muoversi. Un luogo per l’incontro di ricercatori, studenti, professionisti e abitanti, dove diverse forme di residenza si affiancheranno a funzioni direzionali e commerciali, incubatori e acceleratori d’impresa, spazi per l’innovazione sociale, la cultura e il tempo libero, con un grande parco verde per l’aggregazione.
Il Prof. Giovanni Azzone ha voluto offrire una visione di futuro, pur non negando i problemi e i rischi. L’accelerazione dei fenomeni, la digitalizzazione ad alta prestazione non sempre accessibile a tutti, le connettività che non ha ancora raggiunto tutti, un cambiamento sociale che rischia di lasciare indietro le persone, rappresentano ancora elementi di divisione tra persone con gli stessi diritti, e in alcuni casi di peggioramento dei servizi. La politica può trovare soluzioni che accompagnino le trasformazioni con attività a fianco dei cittadini.
La visione di futuro il Professore l’ha mostrata parlando di MIND, delle potenzialità per la sua realizzazione e il lavoro che produrrà, le prospettive per Rho e non solo, che potrebbe diventare una piccola città universitaria, una Porta sul Mondo capace di attrarre studenti, ricercatori, imprese in grado di trasformare una città: allora bisogna pensare a un progetto di città, consapevoli che poche città al mondo, della nostra dimensione, hanno avuto la possibilità di fare queste scelte. Mind inoltre, spazio aperto senza barriere, è un’occasione unica per i cittadini per vedere, capire, partecipare alle trasformazioni, sperimentare insieme i cambiamenti e le innovazioni, superare lo scetticismo e la paura verso la tecnologia e le novità.

Il Prof. Piercesare Secchi ha avuto il compito di spiegare cosa sono e a cosa servono i Big Data, quali opportunità può generare l’accumulo di informazioni sulle persone e su tutti i processi. I big data introducono un cambio di paradigma significativo, in quanto mentre un tempo a domande diverse si rispondeva con un’uguale offerta, in parte utile in parte no, oggi invece la quantità di informazioni disponibili consente di elaborare risposte diverse, calibrate su situazioni diverse, per affrontare una medesima situazione. Un paradigma di riferimento è costituito dalla medicina di precisione, uno degli obiettivi di Human Technopole in MIND, che può costruire terapie specifiche per singoli individui.
I big data da soli non risolvono i problemi: occorre verificarne la qualità, condividerli, valutarli. Un esempio di questo processo è il lavoro svolto dal Professore per Casa Italia, quando insieme ad altri colleghi, è stato incaricato di produrre una mappa dei rischi dei Comuni italiani (https://www.istat.it/it/mappa-rischi). Individuata l’unità di riferimento, il Comune, e i rischi da esaminare (sismico, alluvionale, frane, vulcanismo) sono state raccolte informazioni per ogni singolo Comune e inserite nelle mappe. Il relatore ha evidenziato l’importanza di raccogliere dati con criteri omogenei, in modo tale da renderli confrontabili tra loro e da generare così informazioni attendibili.
Certo, il tema dei big data, come ogni innovazione, si presta a dubbi e scetticismo, e, quando vengono raccolti senza consapevolezza degli interessati, e per usi tutt’altro che a favore delle persone, si entra in un terreno dove il diritto scompare. Anche per queste ragioni, occorre essere informati, ed è necessario che la politica svolga il suo compito di difesa delle persone e dei loro diritti.

Due ore di racconto e ascolto attento, con la consapevolezza di aver affrontato tanti temi che necessiteranno di approfondimenti ulteriori.
Una serata descritta così da Fabio Tosi, giornalista di Rho: “Bellissimo incontro ieri sera in zoom, gli interventi di Azzone, Balducci e Secchi sono stati davvero interessanti e di grandissimo respiro. La città ha bisogno di questi momenti di riflessione. Un bravo alle Acli”.
Per chi volesse ascoltare la registrazione dell’incontro, questo è il link:
https://youtu.be/SYJ70thzg3A