Abitare la città con l’accoglienza e le pratiche del buon vicinato email stampa

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    Mons. Delpini alle Acli“Sto pensando ad una penitenza di Carnevale. Che in ogni Parrocchia si organizzi un incontro su come vorremmo da Cristiani che fosse l’Europa. Fatelo, perché siete #autorizzatiapensare

    Il discorso a S.Ambrogio alla città, dell’Arcivescovo di Milano, Mario Delpini, sulla visione e sulle ragioni del bene comune , con l’autorizzazione “a pensare” per superare paure e pregiudizi, con percorsi condivisi di convivenza civile e di appartenenza alla comunità, nella pluralità delle opinioni, ha varcato i confini della Basilica  ambrosiana, coinvolgendo le istituzioni e l’opinione pubblica nelle riflessioni sul cambio d’epoca e sull’urgenza di “dare forma al futuro” favorendo la partecipazione democratica e vivendo la “gioia di essere europei”.

    L’assemblea al Gallaratese, su invito delle Acli, ha infatti consentito a Delpini di sperimentare in campo aperto, in parrocchia e nel quartiere di periferia, le potenzialità dell’ascoltare e del pensare per “scrivere una storia nuova” ed essere protagonisti nel mondo che cambia e nella sfida della modernità, in uno scenario molto complesso, senza distinzioni fra abitanti e migranti, con la valorizzazione delle famiglie e la creazione del tessuto del buon vicinato.

    Le relazioni introduttive di Brivio, Petracca e Magatti, sulle pubbliche istituzioni, sull’associazionismo e sulla realtà contemporanea, si sono articolate sulla traccia del discorso alla città per evidenziare le questioni della politica, dell’economia, della sussidiarietà, dei servizi sociali, delle povertà e delle solitudini da affrontare, oltre lo smarrimento e l’impotenza, per denunciare le ingiustizie, ridare speranza alle persone, costruire progetti di vita buona.

    Le testimonianze del Parroco, del Presidente del Municipio, dei cittadini e dei giovani della zona, sul “male di vivere” ma anche sulle iniziative di solidarietà e condivisione con gli ultimi e gli esclusi, hanno aperto un dialogo che è destinato a continuare con il coinvolgimento della comunità cristiana, delle associazioni sociali e di volontariato del quartiere.

    Un “viaggio” di ritorno, dalla periferia al centro, si può quindi definire il successivo invito del Sindaco Sala all’Arcivescovo a prendere la parola in Consiglio comunale, che ha richiamato alla memoria l’intervento in aula consiliare del Card. Martini, per una riflessione “sull’autorizzati a pensare” e una testimonianza sull’essere insieme a rendere vivo il dialogo e condividere un linguaggio, nella dialettica democratica e nella legittimità delle differenze.

    Il richiamo iniziale di Delpini alla Costituzione e alla pari dignità sociale di tutti i cittadini, ha favorito il riferimento ai principi condivisi dai Padri costituenti, alla nozione del bene comune, alla convivenza civile, alla cittadinanza attiva, all’arte del buon vicinato, all’alleanza delle Istituzioni, al convivere solidale.

    La riscoperta dell’esercizio del pensiero nella vita della città, sta ormai contagiando altre realtà ecclesiali e laiche nei diversi territori, con l’emersione delle “buone pratiche” in un reticolo capillare che alimenta il senso dell’appartenenza alla comunità cittadina e stimola azioni di volontariato e solidarietà al servizio delle persone più svantaggiate.

    Chi è stato al teatro della Triennale per l’assegnazione dei Premi alla virtù civica all’insegna del “Panettone d’oro”, può infatti testimoniare la commovente varietà delle iniziative di condivisione e coinvolgimento dei cittadini in difficoltà per condizioni di malattia, disabilità, povertà, indigenza, solitudine, abbandono, con attività sociali, culturali, filantropiche, scolastiche, sportive.

    Fra i premiati, segnaliamo in particolare il Mercatino Bimbi Comasina, in collaborazione con il Circolo Acli, ideato da mamme e nonne di varie culture, che raccolgono e scambiano vestiti donati, vivendo occasioni di socializzazione.

    Istantanee e ipotesi di futuro per il quartiere delle case popolari di San Siro, si sono avvicendate nel salone d’onore in Triennale e poi nel teatro parrocchiale, con i docenti del Politecnico, Cognetti e Balducci, Rabaiotti e don Colmegna, per ricostruire legami di comunità in una realtà multietnica caratterizzata da un mix di etnie di diversi Continenti e da una fragilità sociale che può alimentare incomunicabilità generazionali e tentazioni conflittuali.

    Sul percorso verso una convivenza possibile e pacificata nella città metropolitana, si è inserito il convegno a Palazzo Marino “sull’umanità che fa bene” per rilanciare la proposta di legge popolare sulle immigrazioni, promossa dalla raccolta di firme della campagna “Ero straniero”, con gli interventi di Russo delle Acli, dei Sindaci Gori e Brivio, di don Colmegna e Majorino, al fine di valorizzare la rete delle esperienze di accoglienza e creare consenso diffuso ai diritti di cittadinanza e alle pratiche di condivisione e solidarietà.

    La “città che sale” con i grattacieli, le Università e le imprese dell’ innovazione tecnologica e digitale, deve inevitabilmente fare i conti con le periferie dentro e ai margini del tessuto urbano, per evitare squilibri insostenibili e una frattura etnica e generazionale che può aprire spazi a tentazioni di illegalità e malaffare come è emerso al Convegno all’Auditorium San Carlo, con mons. Delpini e don Ciotti, sulla corruzione da smascherare e denunciare, sul recupero della fiducia nelle Istituzioni e sulla resilienza per orientare al bene comune.

    C’è ancora molto da fare per socializzare le “buone pratiche” di solidarietà nei quartieri della città, ma la rete che sta emergendo dalle parrocchie, dai Circoli Acli, dal volontariato e dalle associazioni culturali e sociali, può stimolare la creatività dei cittadini, italiani e stranieri, a sperimentare occasioni di superamento dell’isolamento, della precarietà, dell’handicap e della inoccupazione, con proposte di impegno disinteressato al servizio delle persone più indifese, nella prospettiva di un coinvolgimento nei processi di autopromozione e di uscita dalla spirale della solitudine e della marginalità.