Pace e sostenibilità a misura di bambino: il successo del primo laboratorio...

Pace e sostenibilità a misura di bambino: il successo del primo laboratorio formativo per i giovani animatori email stampa

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Foto di Efraimstochter da Pixabay

Un esperimento riuscito che trasforma i ragazzi in veri e propri educatori. Quattro giovani hanno partecipato a un percorso pilota per progettare e proporre laboratori tematici ai più piccoli. L’obiettivo per il futuro: allargare l’iniziativa a molti più circoli.
Quando pensiamo agli animatori dell’oratorio estivo, spesso immaginiamo ragazzi pieni di energia che organizzano giochi, balli e attività di accoglienza. Quest’anno, però, le Acli Milanesi e in particolare l’Area cura del territorio, hanno voluto fare un passo in più, scommettendo sul potenziale dei giovani non solo come organizzatori, ma come veri e propri educatori, capaci di proporre percorsi profondi e significativi ai più piccoli. È nato così un percorso formativo sperimentale che ha preparato quattro ragazzi a ideare e condurre in prima persona dei laboratori dedicati a due grandi sfide del nostro tempo: la pace e la sostenibilità.
L’obiettivo di questo primo tentativo era molto chiaro: dare ai ragazzi gli strumenti giusti per catturare l’attenzione dei bambini dagli 8 agli 11 anni, affrontando temi complessi senza cadere nella noia di una classica lezione scolastica.
Il percorso si è sviluppato in due momenti. Nel primo si è lavorato molto sulla metodologia e sulla gestione del gruppo. Qui i ragazzi si sono messi in gioco, simulando situazioni reali: cosa fare se i bambini litigano per lo stesso oggetto? Come comportarsi se l’attenzione cala o se qualcuno si annoia? Attraverso questi esercizi, i giovani hanno capito l’importanza di dare ritmo alle attività, usare regole semplici e soprattutto curare l’inclusione per non lasciare indietro nessuno. Un focus speciale è stato inoltre dedicato al linguaggio: per parlare ai bambini bisogna abbandonare i paroloni astratti. Così, ad esempio, la parola sostenibilità è stata tradotta in un concetto molto più immediato come “usare le cose senza sprecarle, pensando anche agli altri e al futuro”.
Nella seconda parte della formazione, l’attenzione si è spostata su come creare concretamente il laboratorio utilizzando strumenti semplici e di uso quotidiano. Per farlo, i ragazzi hanno provato a raccontare la storia di quattro oggetti molto comuni, come una banana, una maglietta, una bottiglia d’acqua e uno smartphone. Ricostruendo la strada che questi oggetti fanno per arrivare nelle nostre mani, i giovani hanno trovato una chiave perfetta per mostrare ai bambini come i nostri piccoli gesti quotidiani siano strettamente legati alla giustizia sociale e alla pace nel mondo. La risposta dei partecipanti sul campo ha confermato il valore dell’iniziativa. Come racconta Alessia: «In generale mi sono sembrati tutti felici e coinvolti nelle attività che ho proposto. L’ho capito anche dal fatto che, quando tornavo una seconda volta, è capitato più volte che i bambini che avevano già partecipato al laboratorio volessero rifarlo! Sono rimasta davvero stupita da alcune riflessioni e dagli esempi che i bambini sono riusciti a portare».
Un entusiasmo e un’attenzione confermati anche dalle parole di Sofia: «Trattare argomenti così importanti attraverso il gioco significa vivere le tematiche, non solo raccontarle. Ciò che ci ha colpito di più è stata la profonda consapevolezza dei bambini, che hanno dimostrato non solo di conoscere una buona parte dei temi trattati, ma anche di riuscire a ragionare in gruppo, dire la propria quando necessario, fare domande. È stato evidente come, se inseriti in un contesto adeguato e stimolante, nonostante il caldo e la voglia di vacanza, i bambini siano in grado di elaborare riflessioni complesse e mature. Particolarmente significativo è stato il momento del “post attività”. Spesso, infatti, alcuni bambini si sono fermati per fare domande: alcuni si sono interrogati sul senso delle attività, altri cercavano di approfondire i temi trattati. Questa curiosità – sottolinea Sofia -secondo noi, dimostra che avviare un percorso di cittadinanza attiva con i più piccoli è possibile e assolutamente necessario».
Il progetto si è sviluppato nei mesi di giugno, luglio e proseguirà a settembre lungo una rete capillare che copre i comuni di Cinisello Balsamo, Cusano Milanino, Bresso, Cormano e Paderno Dugnano, con l’obiettivo ambizioso di raggiungere circa mille bambini, anche in contesti socialmente e culturalmente più fragili.
Questa prima edizione è stata un seme prezioso che il prossimo anno le Acli desiderano far crescere, riproponendo la formazione per gli animatori degli oratori estivi a molti più circoli sul territorio. L’idea è quella di creare una rete sempre più grande di giovani animatori pronti a proporre percorsi educativi.