Papa Bergoglio ci dona una nuova enciclica di ispirazione francescana

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Queste pagine sono una vera e propria miniera d’oro per i laici cristiani impegnati nel sociale e nella politica

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“Fratelli tutti” è la formula con cui il poverello di Assisi si rivolgeva “a tutti, fratelli e sorelle, per proporre loro una forma di vita dal sapore di Vangelo”. Così inizia questa meravigliosa inondazione di speranza, dissolvendo nelle prime tre righe le polemiche che ne hanno accompagnato in questi giorni l’uscita.

Queste pagine sono, ancora una volta, come spesso è capitato dalla Rerum Novarum in avanti, una vera e propria miniera d’oro per i laici cristiani impegnati nel sociale e nella politica (ma anche per tutte le donne e gli uomini di buona volontà, come dichiara il Papa stesso nelle proprie intenzioni all’inizio dell’opera).

Sono la naturale continuazione ed il naturale completamento del meraviglioso testo sulla cura della casa comune che ci ha accompagnato in questi anni, suscitando in noi sempre maggiore consapevolezza man mano ne approfondivamo la lettura. Similmente alla Laudato sì si tratta di un testo accessibile a tutti, anche se impegnativo per il volume di pagine, con una circolarità ed un ritorno delle argomentazioni che sono spiegate ricorrendo ai molti linguaggi della teologia e delle scienze sociali, tutti utilizzati al solo fine di esaminare poche questioni centrali da molteplici punti di vista. E come l’enciclica del 2015 si conclude con due meravigliose preghiere per ogni occasione della vita quotidiana soprattutto nella dimensione comunitaria di una “Chiesa in uscita”.

I concetti chiave sono quelli della fraternità e dell’amicizia sociale. Il metodo utilizzato è ancora una volta quello molto caro alla Chiesa della America Latina – ma molto noto anche alle nostre latitudini ed in particolare nelle Acli – ovvero quello del vedere-giudicare-agire.

I primi due capitoli sono quelli destinati all’analisi del reale, includendo anche il fenomeno rivelatore della pandemia, che stiamo ancora vivendo. Il terzo ed il quarto sono dedicati alle categorie interpretative che il Papa offre ai cristiani e all’umanità intera per leggere alla luce del Vangelo i segni dei tempi. Dal quinto all’ottavo capitolo si delineano – nel modo dialogico al quale Bergoglio ci ha felicemente abituati – gli impegni per chi ha responsabilità politica, economica, culturale, sociale e religiosa.

L’amore universale che promuove le persone, l’amore efficace, l’amore che integra e raduna, l’amore politico, ma anche il fecondo interscambio e la gratuità che accoglie, il costruire insieme, le lotte legittime e il perdono senza dimenticanza sono alcuni dei temi sviluppati nella pars construens di questo testo magistrale che ancora una volta ci svela lo sguardo di Francesco sul mondo, lo sguardo che ammonisce ed incoraggia a seguirlo nel cammino, sperimentando insieme a lui la gioia e l’impegnativa ricchezza di vivere nella ricerca comune della verità dell’essere.

(il brano pubblicato è la presentazione a firma di Paolo Petracca che apre l’edizione del Centro Ambrosiano personalizzata per le Acli Milanesi)