Parlaci dell’inizio, del primo giorno di scuola

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In Italia circa uno studente su quattro si sente un estraneo nella propria scuola (solo i lituani manifestano in misura maggiore questo tipo di estraneità), e per uno studente su cinque la scuola è addirittura una perdita di tempo e le assenze sono una routine (La Stampa, risultati dell’Indagine Pisa sulle competenze dei quindicenni in 91 paesi del mondo, 12 settembre 2026)

Il testo che segue mette a confronto queste due prospettive attraverso una doppia domanda: “Parlaci dell’inizio, del primo giorno di scuola”…»

Chiesero ad un genitore: parlaci dell’inizio, del primo giorno di scuola di tuo figlio o figlia.
E lui rispose: una cosa mi è chiara, quella espressa dalle parole di bell hooks (pseudonimo di Gloria Jean Watkins, scomparsa nel 2021): «l’istruzione è la via più sicura per la libertà».

La libertà è il pane più fragrante che desidero per mio figlio, il nutrimento del desiderio che muove a cercare la propria autonomia per vivere originali e unici come noi tutti siamo. L’istruzione non può essere cercata solo come strada per il successo o il benessere economico. Prima viene la crescita del pensiero critico e la partecipazione a processi collettivi di emancipazione.

Ogni giorno a partire da questo primo, sussurrerò a mio figlio le parole del poeta:

E ti diranno parole rosse come il sangue
Nere come la notte
Ma non è vero, ragazzo
Che la ragione sta sempre col più forte
Io conosco poeti
Che spostano i fiumi con il pensiero
E naviganti infiniti
Che sanno parlare con il cielo
(R. Vecchioni).

Lotterò ogni giorno perché chi ci governa smetta di tagliare fondi a educazione e scuola. So che viviamo in un paese di vecchi a cui i giovani danno fastidio. Ma anche se tendenzialmente la popolazione scolastica diminuirà nei prossimi anni, non è un destino, come ora si fa, tagliare dirigenti, posti, luoghi. In altri Paesi, di fronte allo stesso fenomeno, si decide di investire i soldi nelle scuole, anche quelle di periferia, per aumentare la compresenza tra docenti, per allungare il tempo pieno. Credo che si debba scegliere di darsi delle priorità, perché la scuola, possa tornare a essere uno degli assi di sviluppo del Paese.

Chiesero ad un figlio: parlaci dell’inizio, del tuo primo giorno di scuola. E lui rispose: vanno bene le vacanze, ma anche ritrovare i miei amici della classe ora va bene. Non ditelo agli insegnanti, ma il momento più bello ogni mattina è quello dell’intervallo. E gli insegnanti più bravi sono quelli che ci aiutano ogni giorno a stare insieme e a fare gruppo. Litigi ne abbiamo sempre, ma ci sono degli insegnanti che non li considerano e pensano solo a spiegare e interrogare. Poi ci sono quelli che invece riprendono quello che è successo e ci aiutano a capire, ci chiedono di raccontare come ci siamo sentiti, cosa abbiamo provato. Finisce sempre che quando ci siamo ascoltati scopriamo che entrambi abbiamo vissuto gli stessi sentimenti e possiamo stare vicini e di nuovo amici e complici.

Quando andiamo tutti d’accordo, imparare è più facile, stare attenti non è una fatica, la scuola diventa un divertimento. Nel deserto non c’è nulla di più importante dell’acqua. A scuola non c’è nulla di più importante dell’amicizia.