Petracca: “Con Adriano Poletti un lungo cammino di amicizia, collaborazione e impegno”

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Ho conosciuto Adriano nell’autunno del 1989 quando con le amiche e gli amici dei giovani delle Acli iniziammo un percorso di formazione sui temi della mondialità. Sapevamo che nell’associazione adulta c’erano testimoni credibili e competenti (che si erano formati all’interno del movimento per la pace e che erano attenti a prospettive di giustizia e tutela dell’ambiente nell’enorme cambiamento che stavamo vivendo in quei mesi rivoluzionari che chiudevano un’epoca) e non esitavamo ad interpellarli e a coinvolgerli nelle nostre iniziative autorganizzate. 

Ricordo ancora la lucidità del suo argomentare, la chiarezza nell’esposizione, le sue parole di speranza, il suo sguardo, la sua presenza, il suo sorriso e il suo entusiasmo. 

Allora Adriano aveva poco più di trent’anni ed era un semplice volontario, componente della commissione internazionale provinciale, lavorava all’Italgas, era iscritto al sindacato e non credo avesse in tasca nessuna tessera di partito anche se non faceva mistero delle sue simpatie per la Sinistra Indipendente. (Eravamo ancora in un tempo – destinato a chiudersi da lì a poco – in cui ciascuno era chiamato a dire da che parte stava politicamente sia nell’associazione sia nella società). 

Da allora abbiamo sempre camminato insieme per dieci intensissimi anni nelle Acli fino a quando non è estato eletto sindaco di Agrate nel 1999. 

Dieci anni di impegno e di lavoro comune in cui Poletti assunse prima la responsabilità delle relazioni internazionali delle Acli milanesi, poi la vicepresidenza provinciale con la responsabilità dell’organizzazione e nel contempo la vicepresidenza nazionale della nostra ONG, IPSIA. 

Poi per due mandati fu primo cittadino del suo paese natale, quindi assunse la presidenza nazionale del marchio del commercio equo e solidale Fair Trade e dal 2016 arrivarono gli anni più complicati, quelli dell’infermità permanente, che non riuscì tuttavia a piegare ne il suo desiderio di partecipazione sociale e politica ne la sua capacità di trasmettere agli altri una tensione positiva e costruttiva verso il futuro, verso obiettivi progressivi e pragmaticamente raggiungibili da conquistare insieme, coinvolgendo e coinvolgendosi, e sempre conservando un’attenzione particolare al protagonismo dei giovani. 

Adriano era un cattolico di sinistra, un nonviolento vero, convinto, coerente, una persona gentile, equilibrata, con capacità di visione ma anche con concretezza organizzativa. Ha molto amato i suoi cari: Luciana, le loro due figlie e l’ultimo nato (frutto di una scelta tanto consapevole quanto coraggiosa) ed infine Antonia. Anche a loro va il nostro pensiero affettuoso e riconoscente oggi. 

Adriano era un uomo di Pace, conserviamo mille ricordi dei suoi pensieri e delle sue azioni, dallo straordinario impegno nei Balcani a quello degli enti locali, dalle marce nonviolente alla cooperazione internazionale, dalle attività ecumeniche al consumo critico. 

Adriano le nostre idee non sono sconfitte in questi giorni di guerra, in questo tempo di sempre maggiori disuguaglianze, il nostro impegno e la tua testimonianza non sono state vane perché sono state autentiche, sincere, coraggiose e nel desiderio di affermare un’umanità piena e la piena dignità di ogni creatura. E sento che tu da lassù ci stia invitando ed esortando a continuare il nostro cammino con determinazione, senza retorica e con semplicità ed immediatezza, con lo stile che ti era proprio e che tanto abbiamo amato e ti ha fatto amare. 

Ciao Adriano! Saluta Alessandro, Angelo, Giovanni e tutte e tutti nel grande circolo Acli del Paradiso e vegliate e pregate sempre per noi che continuiamo a cacciarcela qui ma soprattutto per coloro che soffrono di più perché non si sentano mai abbandonati dalla mano di Dio e da quelle delle sorelle e dei fratelli del genere umano.