Pubblicato il “Diario di Dubravka”. Tradotto da Silvio Ziliotto

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Nella città diventata, durante quattro anni di assedio, “il più grande carcere al mondo”, una donna racconta le vicissitudini vissute in prima persona e dalla sua famiglia, tra fughe, dolore e ritorni. Il diario personale, dolce, tragico e a lieto fine di una giovane madre alle prese con un’esperienza terribile, quella della guerra. Un testo di rara intensità, scritto a mano, al buio, durante l’assedio, e continuato negli anni successivi, quelli della ricerca di una normalità come emigranti prima in Germania, poi in Italia. Una normalità impossibile, perché c’era una patria e una città da ricostruire e troppo forte era il richiamo delle radici. Una piccola grande storia di amore, resistenza, lotta e vita, finché morte non li separi.

“Il libro di Dubravka è la storia intima e al contempo universale di una ragazza, una moglie, una madre che vive gli orrori della guerra a Sarajevo; una vicenda comune a tante donne e madri in tutta la Bosnia Erzegovina accerchiata, con davanti agli occhi, notte e giorno, le vittime delle granate, dei cecchini, senza cibo, acqua, corrente elettrica e con la paura ininterrotta per la vita del figlio, del marito, dei genitori, degli amici e dei vicini”. (Jovan Divjak)
“Il diario di Dubravka è qualcosa di più di altre cronache della nostra epoca: vi è l’amore di una giovane madre e moglie, la lucidità incredibilmente pratica di una donna intelligente, la passione per la famiglia e la vita, la voglia di continuare a sognare nonostante tutto e tutti e, infine, la capacità di narrare giorno dopo giorno cogliendo i fatti oltre l’apparenza e persino oltre l’orrore, senza rinunciare alla descrizione della dura quotidianità”. (Silvio Ziliotto).

La scheda del libro