Ridare preminenza al servizio sanitario pubblico in Lombardia: presentato il Referendum...

Ridare preminenza al servizio sanitario pubblico in Lombardia: presentato il Referendum popolare abrogativo email stampa

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Nella foto i primi 5 firmatari del referendum. Da sinistra Massimo Cortesi, presidente regionale ARCI, Federica Trapletti, segretaria regionale SPI-CGIL, Vittorio Agnoletto responsabile dell’Osservatorio Salute, Marco Caldiroli, presidente nazionale di Medicina Democratica e Andrea Villa, presidente ACLI Milano

Giovedì 27 luglio è  stata depositata al protocollo della Regione una proposta di Referendum abrogativo regionale impostata su tre quesiti relativi alla legge sanitaria regionale, L. 33/2009, modificata da ultimo con la L. 22/2021. A margine della presentazione delle firme si è tenuta una Conferenza stampa a cui hanno partecipato i primi cinque firmatari della proposta referendaria: Andrea Villa, presidente ACLI Milano, Marco Caldiroli, presidente nazionale di Medicina Democratica, Vittorio Agnoletto responsabile dell’Osservatorio Salute, Massimo Cortesi, presidente regionale ARCI, Federica Trapletti, segretaria regionale SPI-CGIL.

L’iniziativa referendaria è il proseguimento della grande e unitaria mobilitazione in atto da tempo in Lombardia sulla situazione drammatica del servizio sanitario pubblico, fra cui la grande manifestazione del 1° aprile in Piazza Duomo e del 24 maggio sotto il Palazzo della Regione.

I quesiti referendari presentati sono tre:

Il primo interviene per chiedere l’abrogazione del cd. principio di equivalenza che garantisce la parità di diritti e di obblighi per tutti gli erogatori di diritto pubblico e di diritto privato, che rischia di rafforzare sempre di più la presenza del privato a scapito del servizio pubblico che risulta sempre più depauperato.

Il secondo quesito riguarda l’abrogazione della norma che fornisce poteri alle ATS (Agenzia di Tutela della Salute le strutture che si occupano di programmazione, acquisto e controllo) nell’ambito delle funzioni di contrattualizzazione per l’erogazione dei servizi e Il terzo quesito riguarda le modalità di attuazione di due importanti strutture previste dal PNRR, le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità volte a ricostruire la sanità territoriale divenuta ormai sempre più carente, chiedendo di abrogare la normativa che permette di assegnare la gestione di tali strutture a soggetti privati.

«Riteniamo di fondamentale importanza sostenere questa battaglia referendaria – ha spiegato Martino Troncatti presidente delle Acli della Lombardia -Il modello lombardo che punta sull’eccellenza e sulla centralità delle strutture ospedaliere ha evidenziato – a partire dall’emergenza Covid -i limiti di una organizzazione che trascura la prossimità territoriale. cittadini hanno bisogno di presidi territoriali, in grado di rispondere a tutte le esigenze di presa in carico dei pazienti e all’attività di prevenzione. Abbiamo assistito in questi mesi – ha proseguito Troncatti -ad un allungamento preoccupante e ingiustificato dei tempi di attesa per prestazioni diagnostiche con difficoltà che insistono soprattutto sui più fragili: anziani e malati cronici, in netto contrasto con il diritto alla salute per tutti, sancito dalla nostra Costituzione»

«In particolare con l’iniziativa referendaria – ha sottolineato Andrea Villa, presidente delle Acli Milanesi, intervenendo alla conferenza stampa – vogliamo affermare la necessità che l’istituzione pubblica riprenda la funzione di analisi dei bisogni dei cittadini lombardi e della programmazione dei servizi sanitari. Come ad esempio su quali specialità, su quali servizi di pronto soccorso o di lunga degenza è importante investire in ogni territorio.  Questo ruolo di programmazione non può essere demandato al privato che persegue logiche di maggiore redditività. Immaginiamo un sistema sanitario nel quale a seguito di una regia e programmazione pubblica veda ancora nella gestione dei servizi sanitaria le aziende ospedaliere pubbliche, quelle private convenzionate e quelle del privato sociale, in una logica di vera sussidiarietà, di cui anche il mondo cattolico è oggi un protagonista. La partecipazione all’azione referendaria per le Acli – ha concluso Villa – rappresenta una occasione di sensibilizzare le comunità sulla necessità di ripensare il modello sanitario in una prospettiva di maggiore prossimità e capacità di cura».

IL VIDEO dell’intervento di Andrea Villa

Il testo dei 3 quesiti referendari depositati

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