Transizione Ecologica: continua il bla bla bla…

Transizione Ecologica: continua il bla bla bla… email stampa

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Sia al vertice dei Capi di Stato e dei Ministri della economia dei paesi appartenenti al G20[1] , svoltosi a fine ottobre a Roma, sia alla COP26, che è la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021 tenutasi a Glasow a inizio novembre, è stato ampiamente affrontato, dibattuto e contrattato il problema sempre più impellente del cambiamento climatico e delle misure che dovrebbero essere adottate a livello planetario per farvi fronte.

Nonostante l’ampio risalto dato dai media ai due eventi e alla campagna di mobilitazione messa in campo dai numerosi movimenti ambientalisti che chiedeno provvedimenti seri e urgenti da tutti gli Stati, i risultati sono stati molto al di sotto delle minime aspettative.

I problemi del cieco ed egoistico interesse nazionale hanno ancora prevalso sull’interesse dell’intero globo terrestre. C’è moltissimo da fare, per convincere e anche costringere tutti gli stati a concretizzare una decisa TRANSIZIONE ECOLOGICA.

Cominciamo a parlarne, iniziando a conoscere alcuni concetti base della problematica.

[1] I membri del G20 sono: Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Repubblica di Corea, Messico, Russia, Arabia Saudita, Sud Africa, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti e l’Unione Europea

Che cos’è la transizione ecologica e perché è fondamentale per il nostro futuro
Oggi la transizione ecologica è al centro del dibattito politico e dei progetti di molti Stati d’Europa e del mondo.
Con “transizione ecologica” si intende un insieme di azioni rivolte alla sostenibilità dell’economia, per favorire il passaggio da un sistema produttivo intensivo e non sostenibile, basato sulle tradizionali fonti energetiche inquinanti e non rinnovabili, come carbone e petrolio, a un nuovo modello che utilizzi fonti energetiche naturali rinnovabili, finalizzate alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica nella tutela dell’ambiente.
La transizione ecologica diventa una missione di emergenza assolutamente non più rimandabile a difesa del Pianeta.
Tale missione dovrà occuparsi di contrastare efficacemente la crisi climatica, di ridurre la dipendenza energetica dai paesi esteri e dalle energie fossili (carbone, petrolio, gas …) , di contribuire a correggere gli squilibri sociali evidenziati ancora di più dalla pandemia, creando uno stile di vita ecosostenibile e più economico.

Cerchiamo di conoscere il significato di alcuni concetti e termini base usati dai media quando ci parlano di Transizione ecologica”.

COP26
COP26 è la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021.
Da quasi tre decenni l’ONU riunisce quasi tutti i Paesi della terra per i vertici globali sul clima – chiamati COP – ovvero ” Conferenza delle Parti”. Da allora il cambiamento climatico è passato dall’essere una questione marginale a diventare una priorità globale.
Quest’anno si è tenuto il 26eismo vertice annuale, di qui il nome COP26. La COP26 è stata presieduta dal Regno Unito che l’ha ospitata a Glasgow.

MITE
Il 26 febbraio 2021, con il decreto legge “Ministeri”, nasce ufficialmente in Italia il Ministero della Transizione Ecologica (MiTE), che sostituisce a tutti gli effetti il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, ma con competenze integrative nel settore della politica energetica.
Il ministero della Transizione ecologica si occupa delle risorse che garantiranno una tutela del territorio, dell’ambiente, del mare e delle politiche energetiche, che sono: il bilancio e la strategia energetica nazionale; le infrastrutture energetiche; la promozione delle energie rinnovabili; lo smantellamento di impianti nucleari dismessi; la riduzione delle emissione dei gas a effetto serra; il mercato del gas italiano; lo stoccaggio del gas naturale; l’estrazione degli idrocarburi: il mercato e gli impianti petroliferi.
Che cos’è la transizione energetica?
La Terra si sta surriscaldando. Per combattere questo disastro lo strumento principale è la transizione energetica, cioè il passaggio da un sistema energetico centrato sui combustibili fossili a uno a basse o a zero emissioni di carbonio, basato sulle fonti rinnovabili. …

Cosa si intende per transizione verde?
Il Green Deal europeo punta a rendere l’Europa climaticamente neutra entro il 2050, a rilanciare l’economia grazie alla tecnologia verde, a creare industrie e trasporti sostenibili e a ridurre l’inquinamento. Trasformare le sfide climatiche e ambientali in opportunità renderà la transizione più giusta e più inclusiva per tutti.

Cos’è la Neutralità climatica?
La Neutralità climatica si raggiunge quando le attività sono climaticamente neutre o a emissioni zero di CO₂ (anidride carbonica) se non generano emissioni di gas serra, cioè se non hanno un impatto sul clima.
Se i gas serra nocivi per l’ambiente vengono evitati completamente o se i gas già emessi vengono risparmiati in un’altra sede, si parla di «climaticamente neutro».
A differenza dell’inquinamento atmosferico, per il clima non è rilevante dove i gas indesiderati vengono rilasciati nell’atmosfera e dove vengono ridotti. Ciò che è importante è che le emissioni diminuiscano complessivamente sulla Terra.
Pertanto un’azienda in Germania o in Svizzera può diventare climaticamente neutra anche supportando progetti per la tutela del clima internazionali. La possibilità è data dal Clean Development Mechanism (CDM) del Protocollo di Kyoto.

Che cosa si intende per sviluppo sostenibile?
Lo sviluppo sostenibile è una forma di sviluppo economico sostenibile e compatibile con la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse per le generazioni future. Cioè uno sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future.
Per cui ogni attività umana deve stare in relazione alle conseguenze per l’ambiente (eco-sostenibile).

Cosa si intende per Economia Circolare?
Nell’Unione europea si producono ogni anno più di 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti. L’UE sta aggiornando la legislazione sulla gestione dei rifiuti per promuovere la transizione verso un’economia circolare, in alternativa all’attuale modello economico lineare.
L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile.
In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore.
I principi dell’economia circolare contrastano con il tradizionale modello economico lineare, fondato invece sul tipico schema “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”. Il modello economico tradizionale dipende dalla disponibilità di grandi quantità di materiali e energia facilmente reperibili e a basso prezzo.

Che cos’è la Decarbonizzazione?
Per decarbonizzazione si intendono quelle politiche o processi che mirano a ridurre le emissioni di CO₂ nell’atmosfera o quando vengono convertite attività che producono CO₂ , in attività che non ne producono o ne producono meno.
L’anidride carbonica è un gas essenziale per la vita sulla Terra ma diventa dannoso quando supera il suo livello di concentrazione stabilito dalla scienza.
La decarbonizzazione quindi è strettamente connessa all’abbattimento delle emissioni nocive derivanti dall’utilizzo di energia prodotta da combustibili fossili (carbone, gas e petrolio).
La strategia condivisa a livello globale per procedere verso un’economia decarbonizzata è quella di sostituire le fonti energetiche fossili in quelle rinnovabili.
Ciò comporta lo sviluppo delle fonti naturali che vanno dalla energia solare, idroelettrica, eolica, marina e geotermica fino alle biomasse, con l’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica o “emissioni zero”.

Un esempio concreto di attuazione della “Transizione Ecologica”
Da www.altreconomia.it di Paolo Pileri
“Ecco un’ottima notizia per la nostra transizione ecologica zoppicante. Arriva dall’Austria, una nazione con molte po¬sizioni politiche che non condivido ma che ora fa centro. Si chiama Klimaticket ed è una tessera da tre euro al giorno con cui ogni cittadino potrà spostarsi in tutto il Paese con qualsi¬asi mezzo pubblico. Perché mi piace? Iniziamo dal nome, non irrilevante: Klimaticket e non tessera annuale multimodale integrata o altri nomi trasportistici e incomprensibili. Con la parola klima chiariscono qual è la cosa cruciale e si danno un preciso compito pedagogico: coinvolgere culturalmente i cittadini spiegando che usando i mezzi pubblici si salva il clima. “Il Klimaticket non è solo il tuo biglietto per tutti i tra-sporti pubblici, ma anche il biglietto con cui vogliamo rag¬giungere insieme gli obiettivi climatici di Parigi” (klimati¬cket.at). Capite? Stanno dicendo che si può fare meglio quel che si faceva male, se ora lo si fa per una causa alta e giusta: il clima. Non serve spostarci più velocemente ma più ecologi¬camente. Non si risolve tutto con la tecnologia ma con nuo¬va intelligenza politica. Inoltre la tessera vale ovunque…..
Con Klimaticket fai un bi¬glietto e sei a posto tutto l’anno. Meno burocratico di così. Per chi pensa che il costo di circa mille euro annui sia proibi¬tivo, c’è un programma tariffario per l’inclusione sociale con formule a rate per tutti e a basso costo per giovani, studen¬ti, famiglie, anziani, disabili, lavoratori e aziende (formula esentasse). Una transizione deve essere equa e ognuno deve contribuire secondo quel che può ma tutti devono cambiare comportamenti. Per finire, gli investimenti pubblici: mentre lo Stato offre Klimaticket spiega ai cittadini il programma di investimenti nei trasporti e nelle stazioni impegnandosi pure a fare ricerca scientifica. Fare politica ecologica significa pensare in modo sistemico e pedagogico. Conclusione per il nostro governo: copiate, copiate, copiate! “

Fonti:
https://www.bfe.admin.ch/bfe/it/home/approvvigionamento/energie-fossili.html
https://ukcop26.org/it/perche-ospitiamo-il-vertice/che-cose-la-cop/
https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_20_1259
https://www.myclimate.org/it/informarsi/dettaglio-faq/cose-la-neutralita-climatica/#:~:text=Se%20i%20gas%20serra%20nocivi,atmosfera%20e%20dove%20vengono%20ridotti.
https://ilgiornaledellambiente.it/sviluppo-sostenibile-esempi/
https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/economy/20151201STO05603/economia-circolare-definizione-importanza-e-vantaggi
https://www.am.pictet/it/blog/articoli/guida-alla-finanza/dizionario-della-decarbonizzazione-cosa-significa-e-cosa-prevede