Un viaggio inatteso. Riflessioni tra l’enciclica “Fratelli tutti” e l’opera di Tolkien

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Un piccolo viaggio, con la stella polare della Fratelli tutti, a guidarci nel cammino nella Terra di Mezzo

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Foto di Julia Britto da Pixabay

Si è tenuto mercoledì 24 marzo il quarto e conclusivo incontro del percorso di approfondimento che le ACLI Milanesi hanno intrapreso sull’enciclica “Fratelli tutti” l’ultima enciclica di Papa Francesco. Questo incontro originale e molto interessante lo si deve alla curiosità e all’intraprendenza di DAVIDE GARIBOLDI presidente del Circolo ACLI Masate- Basiano, grande estimatore non solo dell’operato di Papa Francesco ma anche dell’opera di Tolkien e al prof. Enrico Reggiani, professore ordinario di Letteratura Inglese presso l’Università Cattolica di Milano.

Tolkien una volta descrisse Il Signore degli Anelli ad un suo amico come «un’opera fondamentalmente religiosa e cattolica. Vi si ritrovano- come sottolineato nel seminario –  molti temi teologici, come la battaglia del bene contro il male, il trionfo dell’umiltà sull’orgoglio, e l’attività della grazia divina. Oltre a questo, la saga include temi che spaziano dal concetto di morte e di immortalità, di misericordia e di peccato, di resurrezione, salvezza e sacrificio fino alla giustizia e al libero arbitrio.  Tolkien aderiva alla teoria che sosteneva che la mitologia  era associata all’origine di ogni discorso e alla letteratura stessa. Per  Tolkien “ l’uomo in definitiva non è un bugiardo. Potrà forse storpiare i suoi pensieri sottoforma di menzogne ma egli viene da Dio ed è da lui che egli trae i suoi ideali ultimi. Perciò non solo i pensieri astratti dell’uomo, ma anche le invenzioni della sua immaginazione devono derivare da Dio e di conseguenza riflettere parte della verità eterna. Creando un mito, praticando la “mitopoiesi” e popolando il mondo di elfi, draghi e spiriti maligni il narratore o “subcreatore” (in quanto sootmesso a Dio, Creatore primo) realizza di fatto il progetto di Dio  e riflette un minuscolo frammento della vera luce”  (“Gli Inklings” di H. Carpenter 1985 Jaca Book pag.60).

Papa Francesco nel messaggio per la Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali di quest’anno ci insegna che, “per non smarrirci, abbiamo bisogno di respirare la verità delle storie buone: storie che edifichino, non che distruggano; storie che aiutino a ritrovare le radici e la forza per andare avanti insieme. Nella confusione delle voci e dei messaggi che ci circondano, abbiamo bisogno di una narrazione umana, che ci parli di noi e del bello che ci abita. Una narrazione che sappia guardare il mondo e gli eventi con tenerezza; che racconti il nostro essere parte di un tessuto vivo; che riveli l’intreccio dei fili coi quali siamo collegati gli uni agli altri”. Insieme ad Enrico Reggiani, si è provato provato a tessere una tela avente come trama l’insegnamento sociale della Chiesa, l’enciclica Fratelli tutti, e come ordito la letteratura, l’opera di Tolkien.

La letteratura, ed in particolare l’opera di Tolkien, come un possibile strumento di mediazione culturale per poter ‘riconoscere’ ed ‘interpretare’ la realtà, in trasparenza, per aiutarci a leggere i segni dei tempi per poi ‘scegliere’ in quale direzione volgere il nostro cammino.

Papa Francesco, come Gandalf, ha lo sguardo del profeta che un po’ vede e racconta ciò che è nascosto, la realtà in trasparenza, e un po’ orienta il cammino verso il futuro.

Papa Francesco, come Gandalf, “apritore d’occhi”, ma anche apritore di cuori, che “non comando nessun reame … ma di tutte le cose di valore che in un momento come questo si trovano in pericolo, mi preoccupo”.

Sembra ascoltare in sottofondo l’I Care di don Milani, la musica del Vangelo, «la melodia che ci provoca a lottare per la dignità di ogni uomo e donna» [FT 277], fonte del contributo che anche noi, come ACLI, possiamo offrire per il bene comune della società e dei popoli.

Facendoci «poeti sociali», «seminatori di cambiamento, promotori di un processo in cui convergono milioni di piccole e grandi azioni concatenate in modo creativo, come in una poesia» [FT 169]. Poeti sociali, per l’appunto.

Un incontro molto ricco di spunti, che probabilmente avrà bisogno di un secondo appuntamento in futuro.