Una Francia arrabbiata e confusa

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di Aldo Novellini – 16/10/2015

Una società quella transalpina che, pur godendo di un incomparabile grado di benessere e libertà, pare aver un po’ smarrito la bussola di una sana convivenza civile.

Una Francia socialmente arrabbiata ed eticamente confusa. Una società quella transalpina che, pur godendo di un incomparabile grado di benessere e libertà, pare aver un po’ smarrito la bussola di una sana convivenza civile. Il fatto è che la crisi, in altri Paesi europei circoscritta ai soli aspetti economico-sociali, nell’Esagono ha assunto quasi i contorni di un’emergenza etica. Tre casi avvenuti negli ultimi tempi evidenziano il malessere che attraversa il Paese.

Pochi giorni fa si è assistito ad un’autentica caccia all’uomo, con l’aggressione fisica di alcuni manager di Air France, azienda investita da una vasta ristrutturazione per sanare anni di inefficienze gestionali. Qui non si vuole entrare nel merito della questione. Certo può sottolinearsi che troppe volte l’incapacità di manager pubblici e privati, spesso strapagati, si è scaricata sui lavoratori, ma in questa vicenda il problema più che nei contenuti sta nel metodo, poiché al confronto, per quanto aspro, si è sostituita la violenza. Le immagini del manager cui è stata strappata la camicia di dosso e che, con gli occhi sbarrati, tenta di guadagnare la salvezza fisica sottraendosi alla folla inferocita sono l’emblema del fallimento di un sistema: quello che da anni delegittima in ogni modo i sindacati lasciando poi campo libero alla protesta più indecente. Ed ecco i frutti di questa logica sconsiderata. Avviare a livello europeo un modello di relazioni industriali basato sulla partecipazione dei lavoratori è il solo antidoto alla radicalizzazione dei rapporti tra le parti sociali, sulla scorta di quanto avviene in Germania con la cogestione.

Il secondo esempio è tratto dalla scuola. Alle prese con continue, e mai risolutive, riforme con la sinistra che disfa quello che fa la destra e viceversa, il sistema scolastico transalpino non gode di buona salute. E lo stesso può dirsi dei docenti, spesso messi sul banco degli imputati dagli studenti per le modalità di assegnazione dei compiti, per la valutazione didattica o per mere questioni disciplinari. Le famiglie sono sempre e comunque schierate in difesa dei loro figli. Contenzioni e denunce sono all’ordine del giorno e i professori vivono una completa delegittimazione del loro ruolo. Fenomeni presenti anche altrove in Europa ma che Oltralpe assumono forme più pervicaci, essendo la Francia divenuta la patria di qualunque diritto, anche del più assurdo, senza il salutare contraltare di quel senso del dovere che, invece, è il solo autentico cemento di una coesione nazionale degna di questo nome.

E la politica come risponde? Il terzo caso è illuminante proprio sotto questo profilo perché troppo spesso la classe politica più che essere la soluzione diviene essa stessa il problema.
Ecco allora la deputata repubblicana della Mosella, Nadine Morano che, in un talk-show, si compiace di ricordare che la Francia è una nazione giudaico-cristiana e di razza bianca forse in contrapposizione ad un Paese laico e multiculturale come è ovvio che sia l’Europa di oggi. Altrettanto ovvie le reazioni e tali da obbligare il presidente del partito Sarkozy a togliere la Morano dalla testa di lista repubblicana delle prossime regionali. Una decisione scontata per inequivocabile incompatibilità ideologica. E’ però utile rivedere i passaggi della trasmissione in cui la deputata liberal-gollista parla di razza e di religione negli stessi termini con cui se ne poteva discutere negli anni Trenta. Dopo la frase incriminata la donna è stata sopraffatta dalle contumelie degli altri ospiti e addirittura irrisa dall’intervistatore, nelle vesti di saccente inquisitore più che di imparziale giornalista. Ne è scaturita quindi una gazzarra nella quale, alla fine, si era tentati di solidarizzare, almeno umanamente, con la povera Nadine. La biondissima e elegante signora di “razza bianca” infatti è stata letteralmente derisa dal gruppo presente in studio. Alle argomentazioni poco meditate della Morano si è risposto con invettive condite da un trito politically correct. Alla spiegazione chiarificatrice si è preferita la sistematica irrisione. Difficile che una simile televisione renda un buon servizio al Paese e ai suoi cittadini.
Povera Francia!