Verso il Patto educativo globale

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L’urgenza di porre l’attenzione sull’educazione nasce dall’eccessiva frammentazione e dall’estrema opposizione di fronte alle quali, esorta il Papa, “c’è bisogno di unire gli sforzi, di far nascere un’alleanza educativa per formare persone mature capaci di vivere nella società e per la società”

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Lo scorso 15 ottobre, si è svolto il “Global Compact on Education.Together to look beyond“, tappa intermedia di un cammino di partecipazione e lavoro comune avviato da Papa Francesco nel settembre del 2019. Al centro di questa nuova importante iniziativa del Santo Padre c’è il tema dell’educazione, l’obiettivo finale è la creazione di un patto educativo globale. L’urgenza di porre l’attenzione sull’educazione nasce dall’eccessiva frammentazione e dall’estrema opposizione di fronte alle quali, esorta il Papa, “c’è bisogno di unire gli sforzi, di far nascere un’alleanza educativa per formare persone mature capaci di vivere nella società e per la società”. “… dobbiamo avere il coraggio di formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità. Serve un patto educativo globale che ci educhi alla solidarietà universale, ad un nuovo umanesimo”, afferma Papa Francesco che affida il cuore del suo messaggio al famoso proverbio africano “per educare un bambino ci vuole un villaggio”. Il nuovo invito che il Papa rivolge è di lavorare insieme per costruire questo villaggio, in un “processo poliedrico dove la pluralità di approcci sappiano armonizzarsi in virtù del bene comune”.

Perché proprio a partire dall’educazione? Perché l’educazione è una delle vie più efficaci per “umanizzare il mondo e la storia,…, è il naturale antidoto alla cultura dell’individualismo” che dilaga nella società contemporanea e che troppo spesso sfocia in atti atroci di cui sono vittima i minori: bullismo, violenze verbali e sessuali, abusi, tratta, arruolamento dei bambini soldato nelle guerre. L’educazione ha un potere trasformante e generativo, “educare è scommettere, è dare al presente la speranza che rompe i determinismi e i fatalismi con cui l’egoismo del forte, il conformismo del debole, l’ideologia dell’utopista vogliono imporsi tante volte come unica strada possibile. Educare è un atto di speranza contro la logica sterile e paralizzante delle indifferenze, nell’educazione abita il seme della speranza, della pace, della giustizia, della bellezza, bontà, di armonia sociale”.

Il COVID ha solo accelerato e amplificato molte delle urgenze già riscontrate, ricorda Papa Francesco che esprime forte preoccupazione per quei 10 milioni di bambini che potrebbero essere costretti ad abbandonare la scuola a causa della crisi economica generata dall’emergenza sanitaria, aumentando così il divario educativo già esistente prima della pandemia.

Con i numerosi ed espliciti riferimenti alla Laudato si e a Fratelli tutti, Papa Francesco non perde occasione per ribadire che l’attuale crisi ha reso ancora più urgente attuare una svolta del modello di sviluppo, il cui cuore deve essere la dignità della persona umana e dove la globalizzazione e l’interdipendenza tra i popoli non generino sfruttamento ma siano opportunità per la cura della casa comune e la costruzione della pace.

Importante è il ruolo che può e deve giocare la società civile in questo nuovo cammino di lavoro comune: “sarebbe infantile aspettare che si attivino le istituzioni politiche, godiamo di uno spazio di corresponsabilità capace di generare nuovi processi, dobbiamo essere parte attiva nella riabilitazione delle società ferite” afferma chiaramente il Santo Padre.

Sette i punti attraverso cui declinare questo nuovo impegno; quattro gli Atenei che a livello internazionale dovranno sviluppare le piste di lavoro tracciate: dignità umana e diritti, pace e cittadinanza, ecologia integrale, fraternità e sviluppo. Il compito di guidare il filone sulla fraternità e lo sviluppo è stato affidato all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano che ha dato vita all’Osservatorio per l’Educazione e la Cooperazione internazionale. Ad annunciare la sua istituzione è stato il rettore Franco Anelli, proprio durante l’incontro del 15 ottobre.

Nella storia ci sono momenti in cui è necessario prendere decisioni fondanti che diano non solo un’impronta al nostro modo di vivere ma specialmente prendere posizione di fronte ai possibili scenari futuri. Oggi è uno di quei momenti”- conclude Papa Francesco.

Per approfondire:

https://www.educationglobalcompact.org/

Guarda il video integrale dell’evento del 15 ottobre:

https://www.youtube.com/watch?v=HQon_-pep5E&t=19s