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Villa: «Alle nostre sorelle e ai nostri fratelli ucraini esprimiamo tutta la nostra vicinanza e prossimità» email stampa

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L’orrore che non avremmo mai più voluto vedere è tornato a manifestarsi ai confini dell’Unione Europea: la Russia ha iniziato ad invadere l’Ucraina con tutto il portato di violenza, vittime e atrocità che questo comporta.

Alle nostre sorelle e dei nostri fratelli ucraini esprimiamo tutta la nostra vicinanza e prossimità.
Con il Papa e con l’intero movimento per la pace ci sentiamo ancora una volta di dire che la guerra non è mai la soluzione dei conflitti, che le vittime sono – prima di tutto ed ingiustamente – i civili.
La guerra non risolve alcun problema anzi essa provoca una lunga catena di drammi, di odi e di rancori che si protrarrà negli anni.

Conosciamo bene la tragedia ed il disastro che la guerra porta con sé, come tante persone che oggi sono qui in piazza abbiamo vissuto da vicino il conflitto dei Balcani, abbiamo stretto legami con tanti amici di quelle terre e con loro abbiamo sofferto, lavorato e sognato un mondo diverso. La guerra non è mai una soluzione. La guerra non deve mai più essere un modo di “proseguire la politica con altri mezzi”.  Ce lo dice la nostra Costituzione e ce lo dicono le nostre coscienze.

La pandemia ha indotto l’Europa a prendere coraggio e dotarsi di un piano strategico di investimenti in ambito economico. È stato varato il più grande piano di investimenti della storia del capitalismo. Ma non sono cambiate le istituzioni dell’’Unione e i loro poteri.

La guerra, questa ennesima guerra dopo quella in Siria e quella in Libia ci spinge a chiedere a gran voce che la UE diventi un soggetto politico autorevole e “adulto”, con una propria e unica politica estera, con una propria e unica politica di difesa, capace di non consentire mai più una minaccia alla pace nel nostro continente, dall’Atlantico agli Urali.

Nel compiersi della tragedia vogliamo ancora una volta riaffermare il valore della Pace e manifestare per l’Europa che vogliamo.
Si faccia tutto ciò che è possibile per dipanare la complicatissima matassa ucraina ma senza opporre guerra alla guerra e fermando la mano omicida di Putin senza ricorrere a nostra volta alla violenza.

L’Europa e l’Occidente ne hanno la possibilità, mettano in campo ogni sforzo diplomatico, ogni sanzione economica, ogni azione nonviolenta possibile, con compattezza e fermezza, per sanzionare chi pensa di destabilizzare i delicatissimi equilibri di convivenza pacifica nel nostro continente.
Come movimento per la pace, oggi, torniamo a far sentire la nostra voce in tantissime piazze italiane rivolgendoci ai responsabili delle Nazioni con questo messaggio e continueremo a farlo nei prossimi giorni anche partecipando convintamente il 2 marzo alla giornata di digiuno proposta da papa Francesco