1. INTRODUZIONE
Questo spigolando sulla questione demografica o, più specificatamente, sull’invecchiamento della popolazione e sul crollo delle nascite ovvero sulla denatalità è stato pensato in due prospettive diverse ma complementari.
Da un lato si è cercato di capire i temi che, diciamo così, sono riconducibili alla questione demografica non certo per esaminarli tutti bensì per cogliere la complessità di questa questione e, soprattutto, per individuare le eventuali connessioni che ognuno di essi può avere con il nostro campo di indagine che, riordiamolo, è il crollo delle nascite.
Dall’altro si è scelto di considerare studiosi, esperti, opinionisti appartenenti a sfere disciplinari differenti e quindi troverete articoli scritti da demografi, economisti, sociologi, giuristi, psicologi, scrittori, -filosofi, medici ecc..
Inoltre è opportuno avere presente che l’andamento di questo fenomeno ha importanti effetti sia sotto il profilo demografico alterando il peso, rispetto alla popolazione totale, che hanno i giovani rispetto agli anziano e viceversa; sia sotto il profilo degli equilibri occupazionali nel senso che determinano il numero delle persone che entrano nel marcato del lavoro; sia sotto il profilo degli equilibri pensionistici in quanto possono generare problemi di sostenibilità del sistema previdenziale.
2. DEFINIZIONE DEL TEMA E INDIVIDUAZIONE DEL SUO PERIMETRO, DEL SUO CAMPO DI INDAGINE E DELLA SUA ARTICOLAZIONE IN SOTTOTEMI
Il problema specifico è il crollo della natalità ovvero la propensione a non fare figli e la questione generale è la questione demografica con particolare riferimento alla questione dell’invecchiamento. Però quando parliamo di questione demografica è utile avere presente che essa ha delle connessioni con altri importanti temi quali: il prodotto interno lordo; Migranti; Tasse; Territori; Politiche industriali; Welfare; Benessere; Povertà; Rinnovo generazionale ecc..
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3. IL QUADRO TEORICO-METODOLOGICO OVVERO LE PAROLE PER CAPIRE
Per meglio comprendere le questioni che ci si presta ad esaminare è sempre utile partire da alcune premesse di metodo in grado di collocare la questione che si sta studiando in una cornice più precisa.
A nostro giudizio quattro sono le considerazioni che dobbiamo considerare:
a) Il termine «anziani» è una parola troppo onnicomprensiva che rischia di non farci capire di «chi» stiamo parlando. Esistono diverse classificazioni. Ve ne propongo una che mi sembra convincente:
a. Anziani non autosufficienti;
b. Anziani «malati» ma autosufficienti;
c. Anziani «sani»;
b) Ma a quale età ci si può considerare anziani? Al di là di aspetti tecnici di cui si occupano i demografi si possono dare tre risposte:
a. Quella più diffusa; a 65 anni
b. Quella legata all’aspettativa di vita: fra 71 e 72 anni
c. Quella legata ai livelli di sopravvivenza; fra i 74 e 75 anni
c) È necessario Distinguere fra età anagrafica e età della salute (condizioni di salute)
d) È utile essere consapevoli che è un fenomeno che non riguarda solo l’Italia e non è un problema nuovo
Inoltre per avere una maggiore confidenza ma anche per meglio capire questa complessa materia è necessari conoscere, da un lato, una serie di termini, di concetti che sono riconducibili sia all’invecchiamento che al crollo delle nascite e dall’altro operare opportune distinzioni e/o classificazioni.
Per quanto riguarda l’invecchiamento i termini che possiamo ricordare sono:
a) Anziano o vecchio. Con questo termine si intende coloro che sono entrati nell’età senile, o vecchiaia, il cui inizio si fa coincidere, spesso, convenzionalmente, coll’età della quiescenza o età della pensione (60 o 75 anni di solito)
b) L’aspettativa di vita o speranza di vita è un indicatore statistico che esprime il numero medio di anni che un individuo può aspettarsi di vivere, calcolato a partire da una determinata età (più comunemente alla nascita) in base ai tassi di mortalità della popolazione di riferimento. E ‘opportuno tenere presente che questo indicatore può essere espresso in tre modi:
a. come Speranza di vita alla nascita: È il dato più comune. Rappresenta la durata media della vita di un gruppo di nati nello stesso anno, nell’ipotesi che le condizioni di mortalità rimangano costanti.
b. Come Aspettativa di vita residua o vita residua attesa; Indica quanti anni si prevede che una persona possa ancora vivere, partendo da un’età specifica (es. a 65 o 75 anni).
c. Come Aspettativa di vita in salute: Misura gli anni che si stima di poter vivere in condizioni di buona salute, escludendo periodi di disabilità o malattie croniche.
c) Il cohousing (o coresidenza) è un modello abitativo collaborativo nato in Scandinavia. Combina l’indipendenza di un alloggio privato con la condivisione di ampi spazi e servizi comuni (es. giardini, lavanderie, aree gioco, cucine e foresterie), promuovendo un forte senso di comunità, solidarietà e sostenibilità
d) L’inclusività è l’attitudine, la qualità o la strategia di un ambiente (sociale, lavorativo o scolastico) volta a valorizzare le differenze e a garantire che ogni individuo possa partecipare pienamente, senza subire discriminazioni
e) Gli indicatori di sviluppo e benessere sono parametri statistici utilizzati per misurare la qualità della vita, la crescita sociale e la sostenibilità ambientale di una popolazione. A differenza dei tradizionali indicatori economici (come il PIL), superano l’idea di “ricchezza materiale” includendo salute, educazione, equità e tutela dell’ambiente.
f) La longevità è la capacità biologica di un organismo di vivere a lungo, superando il limite medio di sopravvivenza della propria specie. Più nello specifico, per l’essere umano, non si misura solo in quantità di anni vissuti, ma nella qualità della vita e nel mantenimento di un buono stato di salute fisica e cognitiva.
g) L’onward migration (migrazione in avanti) è un fenomeno di mobilità secondaria in cui migranti, spesso dopo aver acquisito la cittadinanza in un paese europeo (come l’Italia), si trasferiscono nuovamente verso un altro stato, solitamente dell’Europa centro-settentrionale. Spesso descritto come una “via di fuga” da condizioni lavorative difficili, è un investimento su migliori prospettive future e dei figli.
h) RSA sta per Residenza Sanitaria Assistenziale;si tratta di una struttura residenziale extra-ospedaliera che offre ospitalità, assistenza medica, infermieristica e riabilitativa a tempo pieno a persone non autosufficienti o con patologie croniche che non possono più essere assistite a domicilio
i) saldo naturale è la differenza aritmetica tra il numero di nati vivi e il numero di decessi in una data popolazione e in un determinato periodo di tempo. La formula di calcolo è: nati meno decessi.
Esso indica la crescita (o il calo) demografica dovuta esclusivamente all’andamento biologico, escludendo l’impatto dei movimenti migratori. Possiamo quindi avere:
a. Saldo positivo (\(>0\)): le nascite superano i decessi (la popolazione cresce)
b. Saldo negativo (\(<0\)): i decessi superano le nascite (la popolazione diminuisce).
c. Saldo nullo (\(=0\)): nascite e decessi si equivalgono.
j) Con il termine senilità ci si riferisce all’ultima fase del ciclo vitale umano, nota come vecchiaia o terza età. Indica il processo biologico di invecchiamento
k) Il termine “senioritudine” (o “senectitudine”) indica la condizione della terza età. Più che una semplice fase anagrafica, oggi è vissuta come un’opportunità di longevità attiva e consapevole. Se affrontata con le giuste reti di supporto, può diventare un’età di grande arricchimento.
l) l termine soglia anagrafica indica il limite di età stabilito dalla legge per accedere a specifici diritti o prestazioni. L’applicazione pratica varia a seconda del contesto amministrativo, fiscale o previdenziale
Sempre per quanto riguarda l’invecchiamento le distinzioni e/0 le classificazioni che possiamo fare sono:
a) Quella fra vita attiva e in buona salute e vita in cattiva salute
b) Quella fra età anagrafica e età della “salute”
c) Quella delle diverse fasi della vita
d) Quella fra longevità e invecchiamento. Mentre l’invecchiamento è un processo biologico involutivo e naturale che inizia con l’età adulta, la longevità rappresenta il successo di questo percorso. Essa implica una condizione di “invecchiamento attivo”, in cui la senescenza è rallentata e l’individuo riesce a preservare la propria autonomia, vitalità e benessere sociale.
Per quanto riguarda il crollo delle nascite i termini che possiamo ricordare sono:
a) L’asilo nido (o nido d’infanzia) è un servizio educativo e sociale di interesse pubblico che accoglie bambine e bambini di età compresa tra i 3 e i 36 mesi. Ha lo scopo di favorire il loro sviluppo psicofisico e cognitivo, sostenendo al contempo le famiglie nella cura dei figli e nell’organizzazione quotidiana
b) Con Child Penalty si intende una penalizzazione sul reddito delle donne che avviene quando queste entrano in maternità
c) Con congedo di parentela si intende un diritto dei lavoratori dipendenti (e altre categorie) di astenersi dal lavoro per accudire il figlio nei suoi primi 12 anni di vita (o fino a 14 anni con novità 2026), con un limite massimo di 10 mesi totali tra i genitori, estendibili a 11 se il padre ne fruisce per almeno 3 mesi, retribuiti in misura variabile (attualmente 30% della retribuzione, con miglioramenti per i primi mesi a partire dal 2025)
d) Con congedo di paternità si intende una misura, obbligatoria in Italia, che dura 10 giorni lavorativi (20 in caso di parto gemellare/plurimo) per i padri lavoratori dipendenti, da usufruire tra i 2 mesi prima e i 5 mesi dopo il parto, indennizzato al 100% della retribuzione, e spetta anche in caso di adozione/affidamento, potendo essere frazionato (non a ore) per favorire la conciliazione vita-lavoro e l’equa ripartizione delle cure.
e) La scuola dell’infanzia, precedentemente nota come scuola materna, è il primo gradino del sistema educativo italiano, destinato ai bambini dai 3 ai 6 anni. È una scuola non obbligatoria ma fondamentale, con durata triennale, volta a promuovere l’autonomia, l’identità, la competenza e la cittadinanza attraverso il gioco, le relazioni e l’esplorazione
f) La sostenibilità è la capacità di soddisfare i bisogni del presente senza compromettere le risorse e le possibilità delle generazioni future. Questo principio guida si basa su un equilibrio dinamico tra tre dimensioni fondamentali interconnesse:
a. Ambientale: Tutela gli ecosistemi, riduce l’impronta ecologica e promuove il rinnovo delle risorse naturali.
b. Economica: Crea sistemi di produzione e consumo equi, efficienti e capaci di generare un benessere duraturo nel tempo.
c. Sociale: Garantisce pari opportunità, inclusione, diritti umani e una distribuzione equa delle condizioni di benessere tra le persone
4. LE EVIDENZE EMPIRICHE PIU’ SIGIFICATIVE; SITUAZIONE ATTUALE, ANDAMENTO STORICO, DIFFERENZE TERRITORIALI, COMPARAZIONI INTERNAZIONALI E TENDENZE
Qui di seguito diamo una panoramica, non certo esaustiva, dei principali indicatori che fanno parte dell’ambito demografico.:
a) Entità, andamento e struttura della popolazione. Oggi siamo 58.943.000 e per cogliere il significato di questo numero è utile avere presente:
a. Nel 1861, anno di nascita dell’Italia, eravamo 26 milioni
b. Il picco storico lo abbiamo avuto nel 2013 con 60,8 milioni di abitanti
c. Le stime sulla popolazione futura, non tutte coincidenti, ci indicano che nel 2060, ovvero fra poco più di trent’anni ovvero una generazione, saremo 52,8 milioni con una perdita di più di 6 milioni di abitanti /Rom e Milano messi insieme)
d. Questa diminuzione della popolazione interessa tutti i Paesi Europei ma noi siamo uno dei paesi più vecchi
b) Struttura della popolazione; alcune caratteristiche
a. Sono presenti in Italia circa 5,5 milioni di stranieri (il 9,4%) di cui 3,8 milioni sono cittadini non comunitari
b. la popolazione giovanile (fascia 15-34 anni) conta circa 12 milioni di persone, rappresentando il 20,6% della popolazione totale.
c. ci sono circa 30 milioni di donne, che rappresentano il 51,1% della popolazione totale. Le donne superano numericamente gli uomini di oltre 1,2 milioni di unità
d. l’età media è di 49,1 anni un valore significativamente più alto rispetto alla media dell’Unione Europea (circa 44,9 anni).
e. Grande peso delle famiglie composte da una sola persona
i. Oggi 37,1%
ii. Venti anni fa 25,9%
f. si prevede che l’età che diventerà prevalente è quella attorno ai 75 anni
g. si prevede che arrivati a 50 anni si aprono altri 35 anni di vita attesa
h.
c) Peso statistico della popolazione anziana e sua composizione interna.
a. Oggi abbiamo circa 15 milioni di anziani ovvero circa il 25% dell’intera popolazione che si articola in tre componenti molto diverse fra loro
i. Circa 5 milioni non autosufficienti
ii. Circa 6 milioni affetti da malattie croniche
iii. Circa 4 milioni sani, attivi, capaci di tutto
b. Nel 1950 gli anziani erano il 7% dell’intera popolazione e all’inizio degli anni 2000 rappresentavano il 16%;
c. Le proiezioni future stimano che la quota di anziani rispetto alla popolazione totale può raggiungere, nel 2050, il 33 %;
d. Dipende molto dalla definizione di anziano che si utilizza ovvero dalla soglia anagrafica che si considera (Blangiardo 2024)
i. Con il criterio di vita residua
i. Oggi (2023) il confine anagrafico sarebbe tra i 71 e 72 anni e gli anziani al 1 gennaio 2023 sarebbero 9,3 milioni, il 15,7% del totale, invece dei 14,2 milioni di ultrasessantacinquenni (il 24%)
ii. Con il criterio di chi ha speso almeno l’85% della propria esistenza tra anni vissuti e anni residui mediamente attesi
i. Oggi (2023) la soglia anagrafica si collocherebbe tra i 74 e 75 anni e il corrispondente numero di anziani al 1 gennaio 2023 scenderebbe a 7,3 milioni; il 12,3%del totale di residenti
d) Nascite, decessi, immigrazione e emigrazione, saldi e tassi. I dati da considerare sono:
a. Nel 2025 sono nati circa 355.000 bambini
i. Nel 2024 erano circa 370.000
ii. Nel 2008 erano circa 576.000
iii. Il record assoluto di nascite si è registrato nel 1964 con oltre un milione di neonati
iv. Oggi, complessivamente, si osserva un calo annuo del meno 3,9% e, se si considera il periodo dal 2008 al 2023, il calo annuo è pari a meno 2,7%
v. Le sole Regioni che presentano un aumento sono la Valle d’Aosta e le province di Trento e Bolzano
vi. È stabile la natalità delle coppie con almeno un partner straniero
vii. Numero medio di figli per donna ovvero tasso di fecondità 1,14
i. Nel 2023 era del 1,20
viii. Numero medio di figli delle donne italiane ovvero tasso di fecondità 1,11
ix. Numero medio di figli delle donne straniere ovvero tasso di fecondità 1,79
x. Età media delle madri alla nascita del primo figlio 32,7 anni
i. Nel 2024 31,9 anni
ii. Nel 2023 31,7 anni
xi. Percentuali di nascite fuori dal matrimonio 43,2%
i. Nel 2023 era 42,4%
xii. il 22% hanno almeno un genitore immigrato
xiii. I Paesi che hanno tassi di fecondità più alti sono quelli in cui ci sono più donne che lavorano
b. I decessi, nel 2025, sono stati 652.000
c. Quindi il saldo naturale è pari a meno 297.000
d. Gli immigrati, nel 2025, sono stati 440.000 e gli emigrati sono stati 144.000 quindi il saldo migratorio è di più 296.000
e) Aspettativa di vita ovvero speranza di vita
a. Alla nascita
i. 2025 81,7 anni per gli uomini
ii. 2025 85,7 anni per le donne
iii. 1861 circa 30-35 anni. Questo valore così basso era dovuto principalmente all’altissima mortalità infantile (quasi 4 bambini su 10 non raggiungevano il quinto anno di età) e alle precarie condizioni igienico-sanitarie
b. A 65 anni
i. Nel 1962 13,4 anni per i maschi e 15,3 per le femmine
ii. Nel 2023 18,9 anni per i maschi e 21,9 per le femmine
5. INTERPRETAZIONI/TESI: ESPLICITE O IMPLICITE OVVERO TRATTE DAL RAGIONAMENTO COMPLESSIVO DELL’AUTORE
Sintetizziamo qui di seguito le tesi più significative che abbiamo individuato per descrivere ed interpretare questi fenomeni sociali.
Cominciamo dalle tesi, dalle interpretazioni relative ai processi demografici complessivi:
o “Questa transizione demografica è iniziata nei primi anni 90, quando abbiamo iniziato a registrare più morti che nuovi nati. Ci abbiamo messo un quarto di secolo ad accorgerci del fenomeno ma siamo ancora lenti nella risposta” (Allievi)
o Questa questione della transizione demografica è presente anche in altri Paesi ma alcuni di essi, come Giappone e Corea, hanno iniziato ad occuparsene prima (Allievi)
o Prendere atto che l’Italia è un Paese in cui i cittadini hanno una aspettativa di vita più alta rispetto ad altre Nazioni ovvero si vive più a lungo. Insomma siamo più longevi. Questo è un indicatore molto positivo anche se “sembriamo far di tutto per renderlo un aspetto negativo”. Ma la questione decisiva non è la quantità ma la qualità della vita e, in questa direzione, c’è la necessità di distinguere fra l’aspettativa di vita in buona salute e l’aspettativa di vita in cattiva salute. Dobbiamo aspettarci che fra non molto l’età che diventerà prevalente è quella attorno ai 75 anni e il problema quindi “non è quanti anziani avremo ma come sarà la vita a tale età”. Detto in altri termini smettiamo di guardare al peso dell’età anagrafica e “smettiamo anche di considerare la longevità un problema e cogliamola il più possibile come opportunità”. (Rosina)
o L’andamento demografico può portare ad un precipiziò o ad un declino gentile (Rizzoli)
o Questo andamento demografico genera solitudine sia di fatto che relazionale e oggi il problema è tamponato solo in parte dal personale immigrato che non solo fa il lavoro di cura ma allieva anche la solitudine di chi vive da solo (Allievi)
o Per interrompere questo andamento “negativo” è fondamentale l’apporto degli immigrati. Questa proposta è però da alcuni salutata con favore e da altri come minaccia ipotizzando che favorisca la sostituzione etnica. Parecchi dati ci dicono che è difficile immaginare di fare a meno del contributo degli immigrati sotto il profilo degli equilibri demografici, occupazionali e pensionistici a condizione però che ci sia una loro efficace integrazione. (Ambrosini)
o L’andamento demografico ci segnala che siamo di fronte ad una questione drammatica in quanto stiamo rischiando l’estinzione degli italiani in quanto “non è esagerato notare che tra un secolo si parlerà dell’Italia come entità geografica ed economica ma non più degli italiani come li si è comunemente definiti negli ultimi due millenni. Questo problema è sottovalutato anche perché si presenta in modo costante ma graduale. E’ stato osservato che per la maggioranza degli italiani questa questione è sentita come un problema grave invece per l’”establishment” il problema del crollo demografico esiste solo in termini puramente economici (Becchi-Zibordi)
o La realtà demografica attuale ci suggerisce che possiamo arrivare ad una economia della longevità che potrebbe molto incrementare il nostro Prodotto interno lordo (PIL) e che si si compone di: a) iniziative per sostenere i consumi degli anziani; b) accrescere i servizi di assistenza e sostenere l’assistenza a lungo termine; c) sostenere iniziative turistiche; d) produrre dei prodotti, per esempio una poltrona sollevatrice, che potrebbero avere un mercato interessante. Inoltre è tempo di pensare ad altri termini che sostituiscono quello di “anziano” come, per esemplificare, quello di senior, maturo, longevo ecc. e di avere consapevolezza che un invecchiamento di tale portata (invecchiamento di massa per intenderci) è un inedito nella storia dell’uomo. Si tratta in sostanza di evitare che negli anziani prenda spazio il fenomeno della “senioritudine”
Continuiamo con la questione dell’invecchiamento della popolazione ovvero con il peso degli anziani:
o Il loro peso dipende molto dalla definizione di anziano che si utilizza (Blangiardo 2024)
o La politica anziché occuparsi degli anziani tende a incrementane le paure (Allievi)
o “Il fenomeno dell’invecchiamento nel nostro Paese si manifesta con una dinamica crescente che viene da lontano e sembra destinata a proseguire, con maggiore intensità, per almeno 3-4 decenni
Finiamo con qualche tesi sul crollo delle nascite
o Il crollo delle nascite dipende da: a) Gli oneri di cura gravano in grandissima parte sulle donne che oggi hanno anche aspirazioni professionali ); b) Pesano le difficoltà dei giovani nel crearsi reddito; c) Pesano le difficoltà dei giovani di trovare casa; d) Non ci sono sufficienti asili nido soprattutto in alcune parti del Paese; e) Incertezza sulle politiche per la natalità essendoci bonus non stabili, non continuativi; f) Il reddito femminile, dopo il primo figlio, spesso si riduce perché le donne fanno meno carriera
o Il crollo delle nascite “è’ un tema sottovalutato, eppure molto rilevante per tutti noi. Esso ha implicazioni su crescita economica, benessere, finanziamento dei sistemi di protezione sociale”. E’ destinato a peggiorare perché diminuendo le donne in età fertile , anche se dovesse aumentare il numero di figli per donna , avremmo comunque un problema (Boeri 2025)
o O ancora il crollo delle nascite è il problema più importante ancor più che la crisi climatica e non si risolve con interventi spot (Balduzzi)
o “I bonus una tantum non riescono a incidere sulla natalità perché non aiutano a programmare una famiglia”. Più che sui bonus sarebbe più opportuno investire in strutture che siano in grado di ridurre i costi complessive pe le famiglie (Boeri 2025)
o Gli effetti, le conseguenze del crollo delle nascite si possono vedere soprattutto:
In una minore crescita economica e in una maggiore difficoltà a finanziare le spese sanitarie, lo Stato sociale (Boeri 2025)
ci saranno meno giovani che entrano nel mercato del lavoro
nella necessità di ripensare l’attuale modello socio-economico )
6. PROPOSTE E/O POLITICHE E/O RISPOSTE
Anche in questo caso sintetizziamo le proposte che abbiamo trovato nel nostro “viaggio” su questo tema
Come proposte generali abbiamo colto che:
o la longevità inclusiva e sostenibile mira a garantire una vita lunga e in salute per tutti, indipendentemente dall’età, integrando equità sociale, sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica, attraverso politiche che supportino formazione continua, stili di vita sani (dieta vegetale, attività fisica), welfare intergenerazionale e l’uso della tecnologia per la prevenzione personalizzata, trasformando le sfide dell’invecchiamento in un’opportunità di sviluppo equo e duraturo
Come proposte metodologiche si trova una forte sottolineatura intorno alla necessità di riflettere sulla soglia di accesso alle età anziane ovvero alla definizione di vecchio e si propone di renderla “mobile” ovvero considerare vecchio “chi ha ancora (mediamente) da vivere per non più di un certo numero di anni (Blangiardo 2024)
Ci sono poi proposte specifiche quali:
o “ci dovremmo occupare innanzitutto degli anziani non benestanti che non hanno strutture adeguate dove stare” (allievi)
o Si deve fare un patto di integrazione degli immigrati composto da:
o Ricongiunzione familiare
o Edilizia sociale
o Coinvolgimento del sistema scolastico
o Sbocchi lavorativi qualificati per evitare l’onward migrations
o È necessario intervenire attraverso una politica non basata sui bonus ma sulle riforme strutturali con particolare riguardo ad un nuovo modello di welfare che favorisca l’ingresso al lavoro di donne, giovani e anziani (Balduzzi
o Aumentare le persone che lavorano (Becchi-Zibordi)
o Investire molto di più nell’intelligenza artificiale (Becchi-Zibordi)
o Dare incentivi economici ai giovani perché restino in Italia facciano figli (Becchi-Zibordi)
o Aumentare le risorse finanziarie dedicate a queste questioni (Becchi-Zibordi)
o Investire sui congedi di paternità. Portarlo, quello obbligatorio, a 15 o 30 giorni copiando la Spagna (Boeri 2025)
o Investire sull’equilibrio uomo-donna. Bisogna che i padri si responsabilizzino di più all’interno delle famiglie sulla cura dei figli (Boeri 2025)
o Investire sugli asili nido (Boeri 2025)
o Cercare in tutti i modi di aumentare i tassi di fecondità (Boeri 2025)
o Favorire una nuova progettazione urbanistica che favorisca il cohousing – ovvero strutture dove si può vivere da soli ma conservando una socialità – e, in generale, trovare una nuova ingegneria sociale che dovrebbe guardare ai bisogni effettivi della popolazione (Allievi)
o E’ necessario ripensare le fasi della vita e si potrebbe pensare ad una seconda vita. In sostanza “si potrebbe prevedere la possibilità di fermarsi per formarsi e riqualificarsi dai 50 ai 55 anni, fare il bilancio sul proprio percorso passato, ridefinire desideri e obiettivi, fruire di consulenza e orientamento per un secondo ciclo professionale”. (Rosina)
o Sviluppare il Cohousing per anziani che rappresenta una soluzione innovativa e sostenibile per gli over65 autosufficienti che desiderano vivere in un ambiente comunitario attivo e inclusivo (Allievi)
a. Riferimenti bibliografici
Libri
Allievi Stefano, La spirale del sottosviluppo. Perchè (così) l’Italia non ha futuro, Laterza 2020
Riviste a stampa
Bordignon Adriano, ecco perché il lavoro da casa favorisce l‘aumento delle nascite, La famiglia cristiana, 12 aprile 2026
Riviste on line
Blangiardo Gian Carlo, Aggiorniamo (e depotenziamo) l’invecchiamento demografico, Neodemos, 9 gennaio 2024
Report
Istat, Natalità e fecondità della popolazione residente. Anno 2024, Statistiche report, 21 ottobre 2025
Istat, Popolazione stabile grazie alle migrazioni. Continua il calo della fecondità e aumenta la speranza di vita, Statistiche report 31 marzo 2026
Quotidiani a stampa
Allevi Stefano intervista, Serve una nuova ingegneria sociale non solo rsa ma anche cohousing, La Stampa 10 novembre 2025
Ambrosini Maurizio, Figli dell’Italia che verrà, Avvenire, 23 ottobre 2025
Balduzzi Paolo, Denatalità La vera emergenza europea, Il Messaggero, 24 ottobre 2025
Becchi-Zibordi, Così, in un secolo, stiamo rischiando l’estinzione degli italiani, Il sole 24 ore, 18 novembre 2025
Bernabei Roberto, Longevità Investimento per la crescita, Il Messaggero, 12 aprile 2026
Bernabei Roberto, Longevità il nodo assistenza, Il Messaggero, 20 aprile 2026 v jj
Boeri Tito intervista, Non servono altri bonus ma. sili nido. Il governo ha una visione retrograda, La Stampa, 22 ottobre 2025
Brambilla Alberto intervista, Tre italiani su dieci over 65 entro il 2050 Ora un paino per il welfare della longevità, La Stampa, 20 aprile 2026
Calvi Massimo, Più spagnoli che italiani entro il 20260. Storico sorpasso nell’Europa senza figli, Avvenire 18 aprile 2026
Calvi Massimo, Perché nel paese più vecchio d’Europa la solitudine può essere una malattia, Avvenire 1 aprile 2026
Campisi Elisa, Nell’Italia della denatalità l’equilibrio demografico regge grazie agli stranieri, Avvenire, 1 aprile 2026
Cottarelli Carlo, Senza riforme il calo delle nascite è un vicolo cieco, L’Espresso, 17 aprile 2026
Filandri Marianna, Perché l’istruzione aiuta la demografia, la Stampa 5 aprile 2026
Galli Gianpaolo, Servono lavoratori, non lavori l’intelligenza artificiale arma anti-inverno demografico, Repubblica Affari-finanza, 7 aprile 2026
Lancini Mateo, Nel paese che non fa più figli la politica si occupi dei giovani, La stampa, 11 aprile 2026
Marroni Carlo, Nascite calo record nel 2025. Residenti stranieri + 188mila, Il sole 24 re, 1 aprile 2026
Mastrocola Paola, Giovani senza eredi, La Stampa, 7 aprile 2025
Rosina Alessandro, Verso una società della longevità inclusiva e sostenibile, Il Sole 24 ore, 20 settembre 2025
Rosina Alessandro, Il destino difficile di un’Italia senza figli, Il Sole 24 ore, 1 aprile 2026
Rosina Alessandro, L’equità fra generazioni è la condizione per governare il futuro, Il Sole 24 ore, 10 aprile 2026
Rosina Alessandro, L’Italia diventa over 65: una sfida su lavoro e partecipazione sociale, Il Sole 24 ore, 23 aprile 26
Rizzoli Matteo, Così la bomba della denatalità sta sconvolgendo l’economia, Avvenire, 21 settembre 2023
Rizzoli Matteo, Voto ai figli pensioni ponderate Idee audaci contro la denatalità, Avvenire 1 ottobre 2025
Saraceno Chiara, Lavoro incerto e infanzia senza servizi Così i giovani pagano il prezzo più alto, La stampa, 1 aprile 2026
Sperlinga Matilde, Anche la solitudine ha costi salati: salgono le spese e crolla il welfare, il giornale, 19 aprile 2026
Zevi Nathania, Nell’Italia che ha smesso di fare figli non sia un tabù congelare gli ovociti, La Stampa, 13 aprile 2026
rassegna curata da Marco Carcano, Ufficio Studi delle Acli Milanesi












